Morte nel cantiere della chiesa

Mario Fortino, manovale, 41 anni, è morto ieri mattina nell’ospedale civile dell’Annunziata. Era rimasto vittima, insieme ad un altro operaio, di un incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di giovedì scorso all’interno del cantiere della cattedrale in costruzione “San Carlo Borromeo” in località Quattromiglia di Rende. L’impresa impegnata nella realizzazione dell’opera è la “Costruenda Srl” di Marigliano, in provincia di Napoli. Le condizioni di Fortino si sono aggravate nella notte tra martedì e mercoledì, probabilmente a causa di un’emorragia dovuta alle ferite riportate nell’infortunio. Era stato ricoverato d’urgenza per una frattura del bacino, la rottura della vescica, lesioni costali e un trauma toraco-addominale, provocati dall’impatto violento con un oggetto metallico di grosse dimensioni.
Secondo la ricostruzione fornita dal legale di fiducia della famiglia, l’avvocato Dionigi Tucci, un pannello in ferro avrebbe colpito l’operario all’altezza della regione inferiore del ventre. Immediatamente soccorso dai colleghi, Fortino era stato trasportato al pronto soccorso dove i medici hanno effettuato un intervento chirurgico nel tentativo di ricostruire la vescica e verificare se i frammenti ossei avessero leso altri organi, in attesa  di sottoporre il paziente ad una nuova operazione. Inizialmente sembra che le sue condizioni si fossero stabilizzate. Aveva anche ripreso conoscenza e questo fatto avrebbe indotto i sanitari a mantenere un cauto ottimismo. I medici non lo hanno giudicato in pericolo di vita. Ma improvvisamente lo stato di salute generale del manovale si è aggravato e in poche ore è deceduto.
Sulle dinamiche dell’incidente sono in corso indagini disposte dalla procura della Repubblica. Fino a ieri pomeriggio la salma è sta posta sotto sequestro dal magistrato di sorveglianza. Quasi certamente verrà eseguita l’autopsia. Per una casualità, proprio mentre Fortino spirava su un lettino dell’ospedale, l’ufficiale di polizia giudiziaria procedeva ad una ricognizione sul luogo dell’incidente. Giovedì pomeriggio, le autorità avevano provveduto a collocare i sigilli ai cancelli del cantiere, in attesa dell’inizio delle indagini. Di conseguenza i lavori sono stati temporaneamente bloccati. Secondo indiscrezioni, all’inizio di novembre l’ispettorato del lavoro avrebbe eseguito una ricognizione nell’area della chiesa in costruzione, pochi giorni prima del tragico episodio in cui Fortino ha perso la vita.
Sulla dinamica dell’incidente permangono alcuni dubbi. Da una prima ricostruzione pare che la pedana assassina sia scivolata dal braccio di una gru che la stava scaricando da un’altezza di circa due metri. La pioggia deve aver reso viscido il meccanismo di aggancio, che forse era fatto di un metallo poco aderente. Testimoni hanno raccontato che il manovale si è reso conto solo all’ultimo momento del pericolo. L’uomo avrebbe tentato di allontanarsi, ma è incespicato. L’impatto è stato devastante. Il pannello, per circostanze ancora tutte da chiarire, è precipitato sullo sfortunato operaio, investendolo in pieno e ferendo ad una gamba anche un altro lavoratore.
Fortino era conosciuto a Rende come una persona onesta e volonterosa. Appena appresa la tragica notizia, numerosi parenti si sono recati all’obitorio dell’ospedale di Cosenza per dare conforto ai familiari che negli ultimi giorni non hanno mai abbandonato il nosocomio. La vittima lascia la moglie e tre figli giovanissimi.
La sua posizione lavorativa era regolarmente registrata. Rimane da stabilire se esistano responsabilità umane e penali.
Claudio Dionesalvi
Il Domani, 25 novembre 1999

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