{"id":1015,"date":"2013-05-27T14:44:21","date_gmt":"2013-05-27T12:44:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1015"},"modified":"2015-06-27T14:46:30","modified_gmt":"2015-06-27T12:46:30","slug":"una-cipolla-che-si-sfoglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1015","title":{"rendered":"Una cipolla che si sfoglia\u2026"},"content":{"rendered":"<h5>Come una cipolla che si sfoglia velo dopo velo, o come una bambola matrioska che \u2013 pezzo su pezzo \u2013 scopre brandelli\/fotogrammi di esistenze reali, inzuppate nel liquore del surreale, B.D.D. di Claudio Dionesalvi \u00e8 il mosaico delle tessere sterminate di una citt\u00e0 sospesa nella foschia dei suoi tanti troppi sottoboschi.<\/h5>\n<h5>E proprio la definizione di mosaico, che appartiene a Salvatore Iaccino alias \u201cAciaddru\u201d (probabilmente anche lui uno dei personaggi del libro coperti da nomi inventati e dall\u2019iniziale rassicurazione a tutela legale che queste pagine sono \u201cfrutto di fantasia e che eventuali riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali\u201d), \u00e8 il termine che pi\u00f9 \u00e8 piaciuto all\u2019autore: \u201cUna sintesi perfetta\u201d, ha precisato Dionesalvi nel corso della presentazione in un\u2019affollatissima Casa delle Culture. Claudio Dionesalvi, classe \u201971 e una visione avanguardistico-anticonvenzionale delle cose (ma con un porsi da diplomatico inglese se si trova a con-trattare con potenti e ufficiali pluri medagliati) \u00e8 un guascone nella vita e negli scritti. Serissimo giullare (l\u2019ossimoro \u00e8 voluto) che si prende gioco dei sistemi precostituiti con la forza di una penna talentuosa e la verit\u00e0 di un vissuto per cui tanto ha inspiegabilmente pagato per episodi che in una societ\u00e0 giusta gli sarebbero valsi solo menzioni d\u2019onore. Dionesalvi ha la capacit\u00e0 di stare in equilibrio sul filo sottile che divide il bene dal male, di riuscire a parlare coi malamenti, i miseri, gli ultimi, i dannati, come con i capi di Stato e i monarchi utilizzando eguale espressione di viso ed eguale linguaggio di penna.<\/h5>\n<h5>B.D.D. \u00e8 il romanzo dell\u2019utopia che si compie quando le speranze utopiche paiono per sempre perdute e, per questo \u2013 come recita il sottotitolo -, \u00e8 il romanzo degli anni Zero. \u00c8 un viaggio racchiuso in scatole cinesi (e non certo quelle tristemente utilizzate dalle cronache per indicare truffe aziendali sol\u00e0ndo fisco e lavoratori), ma scatole cinesi nel senso di una scrittura che si apre incastrando e scoprendo man mano uomini che a varie latitudini sociali hanno fatto la storia di una citt\u00e0 del sud con una unicit\u00e0 soltanto sua com\u2019\u00e8 quella della citt\u00e0 di Cosenza. Per\u00f2 si tratta \u201cdell\u2019altra\u201d storia, quella che nessuno pu\u00f2 normalmente raccontare usando la sua vera identit\u00e0. Pi\u00f9 si scorrono i righi, pi\u00f9 si gira pagina, pi\u00f9 si viene assaliti dall\u2019angoscia di essere perennemente imprigionati nell\u2019occhio del grande fratello, diretto in questo caso non da una fascinosa soubrette ma da apparati che, sovvenzionati dai contribuenti, lavorano per pedinare, scrutare, spiare, appuntare, re-la-zio-na-re. Che poi, magari, stavi semplicemente recitando nella tua auto la solita parte dello sbruffone perch\u00e9 sei nato guascone o pallista e ti piace respirare d\u2019ironia, tant\u2019\u00e8 che ci campi, parlando con ironia. Ma finisci cos\u00ec in un\u2019informativa della digos o nell\u2019indagine di un solerte Pm, carte protette (sulla carta) dalla riservatezza, che puntualmente finiranno fra le carte di un avvocato o del caposervizio di un quotidiano filo-Procura della Repubblica. In virt\u00f9 di questo copione visto e rivisto, ogni capitolo\/flash back di B.D.D. regala originali passaggi ironici e sarcastici, senza moralizzare nel fraseggio (giammai moralizzare sui moralizzatori!), bens\u00ec svelando piuttosto eventi che inquietano appunto perch\u00e9 presumibilmente ispirati al reale. C\u2019\u00e8 ovunque, nei nostri ambienti, un Giannino di turno, per fortuna. Colui che conosce segreti, nomi, misfatti di ciascun luogo e che, sfortunatamente, vaga solitario e inascoltato come i folli, relegato al ruolo di scemo del villaggio. Lo stile di Claudio Dionesalvi non si snatura del suo taglio asciutto e giornalistico neppure quando \u00e8 romanzato, capace di intrecciare un narrato di contenuti variegati sotto l\u2019unico cielo dello svelamento, vale a dire quello che induce alla verit\u00e0. Poche eccezioni di nomi vengono citate con il loro nome effettivo, a indicare l\u2019amore nostalgico per il tempo che fu, come nell\u2019esempio della mitica sala giochi Matriarca, crocevia di amicizie, amori giovanili, sbandate adolescenziali dove non esistevano figli di pap\u00e0 e figli di operai, pur esistendo eccome, all\u2019epoca, queste differenze. Non \u201cnominare\u201d quasi mai col suo nome, vuol dire s\u00ec proteggere entro i confini della privacy, ma implicando soprattutto una traslazione universale delle cose e delle azioni. Interessante sarebbe il riscontro del lettore che non \u00e8 nato in questi posti, che non deve passare davanti al Palazzo di Giustizia avvertendo il brivido dell\u2019inquieto, che non ha respirato il piscio dei bagni del San Vito. L\u2019utopia in B.D.D. dunque si compie sul serio alla fine, e non \u00e8 l\u2019utopia della missione portata a termine dal gruppo scanzonato degli idealisti incazzusi e temibili che sfidano l\u2019ignoto dei poteri forti cittadini, no. Non \u00e8 controsenso che si compia \u201cquesta\u201d utopia materializzata nel dossier lasciato volare fatalisticamente sugli spettatori dello stadio da una prepotente folata di vento dopo che il piano \u00e8 fallito. Non \u00e8 una contraddizione in termini o il paradosso analistico di una trama fantasiosa o fantascientifica, qui, quindi, che l\u2019utopia si compia.<\/h5>\n<h5>Al contrario: l\u2019utopia messa a segno da Dionesalvi \u00e8 \u201cnel mentre\u201d, sta nella tensione a ci\u00f2 che vale la pena affrontare nonostante il male oscuro che avvolge e spinge in retromarcia le nostre propositive volont\u00e0 di denunciare e, ancora, di \u201csvelare\u201d (nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia della parola). Magari agli occhi di certo mondo si finisce per diventare una \u201cBrigata di Drogati e Delinquenti\u201d. Ma \u00e8 in questo modo che il romanzo utopico si rende vita, e viceversa la vita si rende romanzo: con gli occhi che, anzich\u00e9 stare a guardare, lottano.<\/h5>\n<h5>Iole Perito<\/h5>\n<h5>coessenza.org\u00a0 maggio 2013<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come una cipolla che si sfoglia velo dopo velo, o come una bambola matrioska che \u2013 pezzo su pezzo \u2013 scopre brandelli\/fotogrammi di esistenze reali, inzuppate nel liquore del surreale, B.D.D. di Claudio Dionesalvi \u00e8 il mosaico delle tessere sterminate di una citt\u00e0 sospesa nella foschia dei suoi tanti troppi sottoboschi. 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