{"id":1017,"date":"2013-05-27T14:47:36","date_gmt":"2013-05-27T12:47:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1017"},"modified":"2015-06-27T14:49:15","modified_gmt":"2015-06-27T12:49:15","slug":"bdd-un-romanzo-cosentino-di-claudio-dionesalvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1017","title":{"rendered":"BDD \u2013 Un Romanzo Cosentino di Claudio Dionesalvi"},"content":{"rendered":"<h5>La citt\u00e0 non ne fa da sfondo: ne \u00e8 protagonista, con i suoi personaggi, i suoi luoghi vivi e palpitanti \u2013 al punto che si potrebbe definire BDD un romanzo-film su Cosenza. Ma \u00e8 tante altre cose al tempo stesso \u2013 una narrazione a presa diretta come piace ai giovani di ogni epoca, pensiamo a \u2018Solo limoni\u2019 di Marco Philopat e de \u2018Gli invisibili\u2019 di Nanni Balestrini, dove il racconto mozzafiato di Sergio Bianchi si dipana, vulcanico e coinvolgente. Claudio Dionesalvi sembra voler coltivare questo dono naturale, raffinandolo in un esperimento letterario ibrido in cui narra le prodezze della curva, le dinamiche di una trib\u00f9 di amici a cui partecipano anche figure femminili importanti \u2013 con la fascinazione per la violenza ma anche il senso del limite, quando \u2018passa la voglia di giocare alla guerra\u2019 in un clima sociale dove l\u2019uso della forza emerge in tutte le sue forme: i fratelli che discutono facendo a pugni, le botte al figlio della maga per celebrare il carnevale, le risse sui treni, gli scontri allo stadio, lo stupro di un poliziotto nei confronti di una giornalista precaria che incautamente cercava di ottenere informazioni su fatti di corruzione. Una violenza dai cento volti, usata spesso inconsapevolmente, per gioco, per noia. Una violenza che \u00e8 voce di una terra violentata \u2013di una rabbia non risolvibile se non alla radice \u2013 con una ricetta che sembra essersi persa nei secoli. In BDD c\u2019\u00e8 anche la politica, quella corrotta dei partiti a cui si guarda con spirito di rivincita, e quella subalterna di vive ai margini, con uno sguardo ai gloriosi anni 70, ed ai miseri effetti del riflusso post-movimento 77, il periodo successivo la sua sconfitta \u2013 senza entrare nel merito ma descrivendo dolorosamente la depressione sociale, alla rabbia muta che \u00e8 seguita a quegli anni. Lo stadio diventa cos\u00ec valvola di sfogo \u2013 come dicono sociologi d\u2019accatto \u2013 ma anche luogo di socialit\u00e0 antagonista e di sopravvivenza alla desertificazione, di alternativa alla penosa scena serale del pendolarismo da un pub all\u2019altro, al \u2018triste pollaio che chiamano campus\u2019. Di genere misto, BDD non \u00e8 un romanzo sulla curva \u2013 pu\u00f2 essere letto da chiunque, \u00e8 una storia di vite precarie, di come fare giornalismo in tempi difficili e sui legami di lealt\u00e0 che ci sono fra i giovani. Non \u00e8 un romanzo sportivo \u2013 l\u2019agonismo della domenica \u00e8 un pretesto \u2013 nell\u2019ultimo evento calcistico il protagonista ammette, fallita la mission \u2018riesco addirittura a guardare la partita, forse non mi era mai capitato prima\u2019 svelandoci che allo stadio ci si va per altre ragioni, non per seguire un pallone che viaggia tra piedi diversi. Un\u2019avventura che pu\u00f2 terminare solo con un movimento centrifugo, la dispersione,la fuga \u2013 elemento importante, presente fin dall\u2019inizio del romanzo \u2013 perch\u00e9 non si pu\u00f2 diventare stranieri nella propria lingua (nella propria citt\u00e0 nel proprio paese). Andarsene non \u00e8 un atto di vilt\u00e0, una ammissione di sconfitta, ma ha a che vedere con la libert\u00e0. Come diceva Deleuze &#8211; e come ci ha dimostrato \u2013 le linee di fuga sono tangenti rispetto ai cerchi di significanza consueti e dispotici: alludono all\u2019apertura di percorsi nuovi, impredicibili, praticabili. Fuga necessaria quindi, evasione che sogna la sovversione, fuga dai flussi discorsivi dominanti, fuga dal dualismo occidentale ( gabbia aperta da cui non riusciamo ad uscire) \u2013 azione di smontaggio e rimontaggio identitario individuale\/collettivo attraverso i dispositivi della memoria, piccolo seme che pu\u00f2 germogliare nella coscienza di chi non ha vissuto i fatti narrati, non ha respirato una atmosfera abilmente evocata da Claudio Dionesalvi. Fuga come humus primordiale che racchiude in s\u00e9 tutte le possibilit\u00e0 in una turbolenza che cancella i confini spazio-temporali, magari in cerca di una protesi \u2013 improbabile funzionamento del soggetto che ritorna dal passato, perch\u00e9 ogni fuga ha sempre una seconda chance \u2013 e non esiste il momento giusto.<\/h5>\n<h5>Laura Corradi<\/h5>\n<h5>Intervento nella presentazione all\u2019Unical<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 non ne fa da sfondo: ne \u00e8 protagonista, con i suoi personaggi, i suoi luoghi vivi e palpitanti \u2013 al punto che si potrebbe definire BDD un romanzo-film su Cosenza. 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