{"id":1027,"date":"2013-05-24T15:08:10","date_gmt":"2013-05-24T13:08:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1027"},"modified":"2015-06-27T15:11:49","modified_gmt":"2015-06-27T13:11:49","slug":"la-lotta-di-classe-dei-drogati-e-delinquenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1027","title":{"rendered":"La lotta di classe dei Drogati e Delinquenti"},"content":{"rendered":"<h5>Facile presentare il libro come un romanzo sugli ultras del Cosenza. Facile non equivale a sbagliato, perci\u00f2 s\u00ec, potremmo definire B.D.D \u2013 romanzo degli anni zero un libro che ha per protagonisti e narratori degli ultr\u00e0. Non si tratta di poco, ma come suole dirsi, non c\u2019\u00e8 solo questo. Gli eroi dunque sono ultr\u00e0 ed ex-ultr\u00e0 del Cosenza, la Brigata Drogati e Delinquenti che d\u00e0 il titolo al romanzo.<\/h5>\n<h5>Ora, per chi non ne \u00e8 al corrente, occorre dire che la curva cosentina e il suo rapporto con la citt\u00e0 rappresentano un\u2019esperienza importantissima nella storia della politica di strada, dell\u2019aggregazione dal basso in questo paese. Sono un pezzo della storia delle classi popolari che merita di essere raccontato, e Dionesalvi, coinvolto da sempre nelle questioni di curva, di strada, di aggregazione, attento alle dinamiche di inclusione- esclusione, lo fa in modo svelto, autoironico, convincente. Fuori i fascisti dalle curve, fuori le curve dagli stadi . Durante la presentazione del libro a Casalbertone, nel momento della discussione, ci si rendeva via via consapevoli che quello slogan, programmatico, \u00e8 in qualche misura gi\u00e0 in atto nella realt\u00e0 dei movimenti. Quello che i gruppi ultr\u00e0 dicevano gi\u00e0 a fine anni \u201990, e cio\u00e8 che la sperimentazione di tecnologie repressive, da manganelli e gas di \u201cnuova concezione\u201d alla gestione puramente militare della curva-strada avrebbe finito per colpire settori sempre pi\u00f9 allargati della societ\u00e0 \u00e8 evidente da anni.<\/h5>\n<h5>Gli ultr\u00e0 sono il settore della societ\u00e0 su cui sono stati sperimentati metodi polizieschi che per strada si sono affacciati all\u2019inizio degli anni zero. I fascisti fuori dalle curve non ci sono andati, in compenso i metodi di repressione diretti alle curve ora sono in citt\u00e0 e ti aspettano ogni volta che decidi di metterci faccia e corpo, per strada. Questo \u00e8 l\u2019aspetto cupamente negativo con il quale lo slogan si \u00e8 fatto reale. Ma a essere patrimonio della citt\u00e0, della citt\u00e0 antagonista a quella istituzionale, repressiva e poliziesca, ci sono anche i modi di aggregazione e il sapere tecnico delle curve. Dopo la faccenda della tessera del tifoso, c\u2019\u00e8 stato un esodo, un movimento verso l\u2019esterno. La cosa ha una sua evidenza materiale, diretta, come sa chiunque abbia riflettuto bene sul 15 ottobre 2011, e come sostengono molti che erano presenti quel giorno. Questo per chi \u00e8 interessato al piano, difficile e vitale, della politica di strada. Ma del libro \u2013 diretto, antielegiaco, alla ricerca del reale \u2013 si devono dare letture meno estrinseche, forse meno strumentali. I racconti di curva del protagonista tratteggiano una sorta di romanzo di formazione. Il rapporto di amore profondo per la citt\u00e0 alternativa di cui parlavamo \u00e8 quello di chi \u00e8 immerso in una realt\u00e0 fatta di storie difficili, di modi pi\u00f9 o meno efficaci di sopravvivere e di resistere possibilmente a testa alta. Come quando da preadolescenti si esplorava il territorio casalingo a delineare una precisa mappa interiore, metabolica, colta anche con i sensi e con l\u2019istinto. Passaggi segreti tra cortili, buchi nelle reti, varchi nelle siepi, possibili nascondigli, vie di fuga nella periferia rotta dalla natura, dall\u2019erba, dai binari. Tutte cose che possono servire, come la consapevolezza che muove le pagine di B.D.D ., come il rapporto strettissimo dei protagonisti con la materia inerte e quella vivente della citt\u00e0. \u00c8 che dietro a B.D.D. \u2013 romanzo degli anni zero c\u2019\u00e8 un\u2019idea forte di letteratura popolare. Un p\u00f2 come il punk delle origini, che univa rottura e ricerca di autenticit\u00e0, e per questo si esprimeva nei tre minuti canonici del rock n\u2019 roll, la forma pi\u00f9 classica possibile, come se si tratasse davvero di andare in classifica: il libro si legge in fretta, lasciando spesso dietro di s\u00e8 la voglia di rileggere passaggi, di approfondire.<\/h5>\n<h5>Gli snodi narrativi sono ben oliati, come quelli di una band abituata a suonare molto dal vivo, e in qualsiasi situazione. Vien voglia di mettere indietro la puntina, di risentire un pezzo particolarmente buono. Claudio Dionesalvi sceglie infatti di veicolare storia orale e locale, protesta sociale, resoconto storico utilizzando i canoni della letteratura di genere. Il romanzo ha la struttura di un noir, in cui gli eroi-antieroi cercano di risolvere un delitto che ha una vittima collettiva. Qui la forma-noir equivale agli stilemi \u201cfacili\u201d del rock \u2018n roll nel punk \u201977. \u00c8 l\u2019argomento del contendere a essere potenzialmente dirompente. Colpisce la sicurezza con la quale viene delineato il piano propriamente politico del romanzo. Un complotto con tanto di setta massonica, ma i membri mica ci credono alle stronzate stile Giacobbo. Sanno che il loro \u00e8 semplicemente un modo efficace di occupare il luogo del potere. Alla fine si scopre che la setta, la sua rete di clientele, altro non \u00e8 che la borghesia di un\u2019intera citt\u00e0. La New Age come instrumentum regni: suona molto contemporaneo alle mie orecchie.<\/h5>\n<h5>Il complotto, dice Dionesalvi, ce l\u2019abbiamo davanti agli occhi. \u00c8 una dinamica che si svolge ininterrottamente, dalla quale derivano a cascata tutti i problemi, tutta la sofferenza sociale che attraversa non da ora il paese. Il nome ultimo di questa dinamica \u00e8 sfruttamento , che ha sempre anche un connotato di manipolazione .B.D.D . \u00e8 un romanzo sulla lotta di classe. In questa chiave, il piano della strada risuona con le vicende di una collettivit\u00e0 via via sempre pi\u00f9 vasta, fino a dire cose di interesse generale, che possono essere comprese e apprezzate a prescindere dalla conoscenza diretta del contesto e dell\u2019eventuale passione per gli undici in braghe corte che corrono dietro a un pallone. C\u2019\u00e8 una pletora di personaggi, che sono sempre solidamente in carne e ossa e nella loro pelle, lontanissimi dai tipi e dalle macchiette dello strapaese. Orgoglio e passione, aneddotica e riscatto.<\/h5>\n<h5>La divisione di classe, anzi di classi, non \u00e8 un argomento n\u00e9 un elemento alla moda nella produzione letteraria del \u201cnostro\u201d paese. Ci sono passaggi, atmosfere e scene intere, in B.D.D, che evocano un film del 1978, Rockers (Ted Bafaloukos), una sorta di Ladri di Biciclette-che-diventa-Robin Hood, opera della cinematografia di un paese in via di sviluppo come la Giamaica, influenzata in modo evidente dal cinema italiano. Il tentativo di creare un afflato epico da spaghetti western convive con l\u2019attenzione alla realt\u00e0 quotidiana, al ritmo della parlata di strada, alle andature e alle irriducibili idiosincrasie dei corpi. \u00c8 in questo senso che aspetti della poetica di B.D.D . si mostrano analoghi. Il tentativo di mettere in risonanza le ragioni dei corpi e delle menti e le istanze propriamente pubbliche, la lotta per la giustizia contro la mistificazione delle gerarchie create, garantite e perpetuate dal denaro, e di farlo presentando una storia avvincente e ampia \u00e8 esattamente lo stesso. InRockers , \u00e8 la borghesia nera e bianca a essere implicata direttamente in un gioco criminale che rischia di distruggere il protagonista, un musicista Rasta del ghetto. In B.D.D. \u00e8 chiaro che a nascondersi e svelarsi assieme, nelle dinamiche che impattano sulla vita dei protagonisti, non \u00e8 che la forza del denaro e di chi lo manovra. Che dire di pi\u00f9 per ora, Claudio? S\u00ec, giusto, che aspettiamo il prossimo, di romanzo. Come accade spesso con i Ramones, vero pallino della tua curva, ne vogliamo ancora. Voglio chiudere ricordando Valerio Marchi, l\u2019intellettuale che pi\u00f9 di tutti ha affrontato i nodi che innervano un romanzo come B.D.D. Credo che anche l\u2019autore sarebbe d\u2019accordo. Non possiamo sapere con certezza se il romanzo gli sarebbe piaciuto. Io ritengo di s\u00ec, e torno a praticare il mio lavoro di analisi e mediazione culturale cercando di rimanere fedele a quanto Valerio ha trasmesso e insegnato.<\/h5>\n<h5>Wu Ming 5<\/h5>\n<h5>GIAP, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/\">www.wumingfoundation.com<\/a>\u00a0\u00a0 Maggio 2015<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Facile presentare il libro come un romanzo sugli ultras del Cosenza. Facile non equivale a sbagliato, perci\u00f2 s\u00ec, potremmo definire B.D.D \u2013 romanzo degli anni zero un libro che ha per protagonisti e narratori degli ultr\u00e0. Non si tratta di poco, ma come suole dirsi, non c\u2019\u00e8 solo questo. 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