{"id":1083,"date":"2015-01-12T19:24:02","date_gmt":"2015-01-12T18:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1083"},"modified":"2019-12-16T22:35:45","modified_gmt":"2019-12-16T21:35:45","slug":"totonno-chiappetta-la-risata-che-non-si-estingue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1083","title":{"rendered":"Totonno Chiappetta, la risata che non si estingue"},"content":{"rendered":"<h5>Sotto la gommosa pelle di attori, comici e cantautori spesso palpita la personalit\u00e0 di un poeta. Che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complesso, profondo e delicato di qualsiasi altra figura artistica. A volte la morte sopraggiunge prematura, a stroncare i corpi, le battute, la musica e le risate. Ti accorgi d\u2019aver perso non solo il personaggio, ma l\u2019uomo e la sua poesia, quando a piangerlo sono soprattutto i cosiddetti matti, gli ultimi, i diseredati.<\/h5>\n<h5>Totonno Chiappetta era mio grande amico. E prima d\u2019essere un attore comico, un brillante umorista, era un poeta dotato di vivace umanit\u00e0. Quando ho saputo della sua prematura scomparsa sono stato assalito dal solito irrefrenabile impulso di uscire di casa, camminare libero sui marciapiedi, affidare alla fantasia l\u2019arduo compito di scolpire nell\u2019aria aperta la sua immagine. M\u2019\u00e8 venuto in mente che lui adorava vivere la citt\u00e0 piena di folla oppure, per contrasto, nei periodi in cui Cosenza si svuota. Proverbiali le sue fotografie su Corso Mazzini deserta a ferragosto! Cos\u00ec m\u2019\u00e8 capitato d\u2019incontrare per strada ex detenuti, migranti, ex bambini difficili, persone sofferenti. Tutti avevano gli occhi pieni di lacrime per la morte di Totonno. Era un uomo meraviglioso, prima ancora che un artista.<\/h5>\n<h5>C\u2019\u00e8 un sorprendente legame tra la risata e il pianto. La prima sbuca improvvisa e si spegne silenziosa. Il secondo affiora da dentro e si congeda lasciando dietro di s\u00e9 il singhiozzo. Nonostante ci siano nascite accompagnate da lacrime e risate che uccidono, siamo abituati ad associare l\u2019idea della risata alla vita, mentre piangere ci ricorda l\u2019atto di morire. Ecco perch\u00e9 riesce difficile abituarci all\u2019idea che un uomo cos\u00ec allegro possa scomparire. Di certo \u00e8 infinitamente pi\u00f9 facile commuovere che suscitare ilarit\u00e0. A teatro come nella vita, per far piangere il pubblico basta implorare compassione, essere corporei, provocare immedesimazione. Invece, se vogliamo accendere il riso sulla bocca di chi ci osserva, dobbiamo sforzarci di essere cerebrali, intrufolarci nei recessi della mente umana. Totonno aveva affinato una tecnica ipnotica per indurre alla risata. Introducendo aneddoti e barzellette, ti guardava fisso e serioso negli occhi, spalancava le palpebre, pareva che stesse per confidarti chiss\u00e0 quale segreto o magari una scomoda verit\u00e0. Man mano che la battuta s\u2019avvicinava, restavi sospeso. Ascoltandolo, l\u2019allegria sopraggiungeva a sorpresa, con un retrogusto amarognolo che ti costringeva a sghignazzare. A quel punto era lui a ridere per primo, quasi a voler farti mollare il freno a mano dell\u2019emotivit\u00e0.<\/h5>\n<h5>Totonno era nipote del pi\u00f9 coraggioso cronista cosentino del \u2018900, il giornalista Antonio Chiappetta. Antifascista, conosciuto per aver scritto il carme in dialetto \u201cJugale\u201d, Antonio Chiappetta Sr \u00e8 oggi un po\u2019 meno ricordato, purtroppo, per la determinazione con cui sfid\u00f2 i potenti della sua epoca, denunci\u00f2 i legami tra politica e malaffare, riscuotendo minacce e diffidenza spesso proprio da quegli ambienti progressisti che avrebbero dovuto apprezzarlo.<\/h5>\n<h5>Totonno discendeva da quella linfa ribelle. Ne andava orgoglioso. Lo sguardo ipnotico, la satira impregnata di acuti e mai sboccati doppi sensi, l\u2019uso dinamico del vernacolo, la capacit\u00e0 di <em>leggere<\/em> i comportamenti umani e tradurli in sostanza drammaturgica, erano i suoi punti di forza. Dal suo magnifico amico fotografo, il compianto Gianni Muraca con cui collaborava, aveva attinto l\u2019arte di catturare la sostanza vitale che \u00e8 custodita nei soggetti sociali.<\/h5>\n<h5>Ciao Toto\u2019, soffriamo molto per il vuoto lasciato dalla tua assenza fisica. Eppure tra un sospiro e una lacrima non riusciamo a non scialarci pensando all\u2019immortalit\u00e0 della tua risata. Per te come per me e pochi altri, il rosso e il blu dei nostri sogni, purch\u00e9 sovrapposti, partoriscono il viola. Che \u00e8, s\u00ec, il pi\u00f9 vicino all\u2019invisibile e alle circostanze luttuose, ma anche il colore della Fiorentina, nonch\u00e9 testimone d\u2019intensa bellezza e d\u2019amore.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Infonight, gennaio 2015<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto la gommosa pelle di attori, comici e cantautori spesso palpita la personalit\u00e0 di un poeta. Che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complesso, profondo e delicato di qualsiasi altra figura artistica. A volte la morte sopraggiunge prematura, a stroncare i corpi, le battute, la musica e le risate. 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