{"id":1087,"date":"2001-06-27T19:37:51","date_gmt":"2001-06-27T17:37:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1087"},"modified":"2015-07-06T10:42:06","modified_gmt":"2015-07-06T08:42:06","slug":"my-away-match-la-mia-trasferta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1087","title":{"rendered":"My away match: La mia trasferta"},"content":{"rendered":"<h5><strong>Il mio amico e fratello Loris, dal carcere, mi chiedeva: \u201cCome vanno le cose in curva?\u201d. La sua non era una domanda retorica. Suppergi\u00f9 corrisponde a qualcosa del tipo: \u201cE mamma come sta?\u201d<\/strong><\/h5>\n<h5>Gi\u00e0, una mamma. Perch\u00e9 per noi \u00e8 questo che rappresenta quella grossa fetta d\u2019anguria di cemento. Un\u2019arca materna in cui ogni giorno brulicano i corpi di persone che t\u2019accompagnano per tutta la vita. Per uno che vive in una grossa citt\u00e0, e segue una grande squadra, non \u00e8 facile comprendere cosa provi un ultr\u00e0 del Cosenza, o dell\u2019Ancona, o di qualunque altra realt\u00e0 provinciale. Perch\u00e9 nelle metropoli tutto \u00e8 dispersivo. Anche le curve.<\/h5>\n<h5>Insomma, a Loris non potevo negare la verit\u00e0. Bisognava che glielo dicessi: da almeno un paio d\u2019anni, il nostro branco si era ridotto ad un\u2019accozzaglia di minuscole comitive vaganti. L\u2019epopea degli anni ottanta era ormai un ricordo nostalgico. I Nuclei Sconvolti, di fatto, non esistevano pi\u00f9. E il senso di smarrimento si avvertiva soprattutto in trasferta. Avevo letto il libro di Valerio. Lui lo spiega benissimo. Valerio Marchi \u00e8 uno che in Inghilterra ci va spesso. Ed \u00e8 stato uno dei primi a descrivere il fenomeno delle \u201cfirm\u201d. In poche parole, sul finire degli anni ottanta, per sfuggire alla repressione, gli hooligans hanno capito che dovevano camuffarsi. Niente pi\u00f9 look pittoreschi, schiamazzi nelle stazioni e cortei coreografici. Fu cos\u00ec che iniziarono a travestirsi indossando abiti \u201cborghesi\u201d, o addirittura firmati. A dire la verit\u00e0, questa storia me l\u2019avevano gi\u00e0 raccontata prima che leggessi il libro. Mi sembrava una faccenda troppo romanzata. Poi per\u00f2 quando seppi che Vincenzo Claudio Spagnolo era stato pugnalato da un milanista che viaggiava con un gruppo in incognito, un brivido m\u2019aveva attraversato la schiena. E avevo pensato: \u201cTravestirsi \u00e8 schifoso. Se un giorno dovessi rinunciare alla mia sciarpa, smetterei di essere ultr\u00e0\u201d.<\/h5>\n<h5>Fu in una mattina di febbraio, nella sala d\u2019attesa della stazione di Napoli, che cominciai a cambiare idea. Quella poliziotta doveva avere problemi di convivenza sessuale col marito. Perch\u00e9 era acida come una pisciata alcolica. Aveva due occhiaie pi\u00f9 marcate delle mie, che pure venivo da due notti e una giornata di sballi vari e sonno zero. Impugnava la radiolina come se fosse un vibratore guasto. Me la roteava davanti agli occhi in modo minaccioso: \u201cTu da qui non esci, dammi i documenti e basta\u201d. \u201cMi scusi ispettrice. Se vuole i documenti glieli regalo, ma la prego, mi faccia uscire. Devo andare al bagno\u201d. \u201cStai zitto, altrimenti da qui uscirai solo per finire negli uffici polfer\u201d.<\/h5>\n<h5>Cosa era successo prima che mi trovassi in stato di\u00a0sequestro in quella fottutissima sala d\u2019attesa? Niente! Assolutamente niente. Semplicemente, gli sbirri avevano saputo che dal nord arrivavano gli ultr\u00e0 del Cosenza. Volevano solo identificarci e tenerci per motivi di sicurezza rinchiusi in sala d\u2019attesa. Mi ripetevo: \u201cMa vedi tu se a trent\u2019anni mi tocca chiedere ad una stronza se per piacere posso andare a farmi una pisciata\u201d. In quel periodo eravamo in pochi ad affrontare le trasferte. Per\u00f2 ci scialavamo. Il tema dei viaggi era la risata. Un continuo, serrato, scrosciare di ilarit\u00e0 dall\u2019inizio alla fine. E la cosa che pi\u00f9 ci esaltava era il ritorno a casa quando la mattina, sporco e rincoglionito attraversi la citt\u00e0, mentre tutti vanno a lavorare. Hai ancora la sciarpa al collo, e le immagini della trasferta infilate nella mente. Quella sciarpa, per\u00f2, decisi solo un mese dopo di non indossarla pi\u00f9 fuori dai confini cosentini. Eravamo tornati a Napoli, ma questa volta per andare al San Paolo. Ci trovavamo nel sottopassaggio della stazione, in attesa di salire sui pullman. In prima fila c\u2019erano un po\u2019 di ragazzi che sfottevano gli sbirri. La bottiglietta sul casco, poi lo spintone e la battuta. Alla fine la celere ha caricato. I ragazzini si sono dileguati. Siamo rimasti in cinque o sei. Senza nemmeno fare resistenza. Cercavamo solo di fare ragionare gli sbirri: \u201cOh calmatevi che non \u00e8 successo nulla\u201d. Quelli ci hanno sommerso di botte. Tanto per cambiare, ad avere la peggio sono stato io. Mi ci \u00e8 voluta una mattinata in sala operatoria per tornare come prima. Da quel momento in poi, mi sono detto: il gruppo non esiste pi\u00f9. Le divise blu picchiano come martelli pneumatici. La forza di reagire non ce l\u2019abbiamo. Per\u00f2 a questa passione non posso rinunciare. Perch\u00e9 fa parte della mia esistenza. Allora, sai che faccio? Mi camuffo anch\u2019io. Viaggio con i miei fratelli finch\u00e9 \u00e8 possibile. Ma quando le circostanze lo richiedono, ritorno ad essere un normale cittadino. L\u2019importante \u00e8 non farsi ingabbiare dalle scorte. Non essere cos\u00ec scemi da lasciarsi brutalizzare da chi in teoria dovrebbe garantire la tua incolumit\u00e0.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Footballfansunited, numero unico 2001<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2001\/06\/incidenti-cs-lecce.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1397\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2001\/06\/incidenti-cs-lecce.jpg\" alt=\"incidenti cs lecce\" width=\"528\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2001\/06\/incidenti-cs-lecce.jpg 528w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2001\/06\/incidenti-cs-lecce-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><em>(Cosenza-Lecce 1992-93, la celere indietreggia dopo un tentativo di invadere la curva sud del San Vito)<\/em><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio amico e fratello Loris, dal carcere, mi chiedeva: \u201cCome vanno le cose in curva?\u201d. 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