{"id":1094,"date":"2002-09-28T01:17:38","date_gmt":"2002-09-27T23:17:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1094"},"modified":"2015-07-14T16:56:37","modified_gmt":"2015-07-14T14:56:37","slug":"le-curve-nellera-delle-corporazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1094","title":{"rendered":"Le curve nell&#8217;era delle corporazioni"},"content":{"rendered":"<h6><em>(opuscolo contro il razzismo distribuito dall&#8217;Uefa a Manchester in occasione della finale di Champions Juventus-Milan del 2003. Nella foto gli Ultr\u00e0 Cosenza a Padova, stagione 1996-97)<\/em><\/h6>\n<h5>Non c\u2019\u00e8 calcio senza razzismo. Al di l\u00e0 di facili scorciatoie retoriche, \u00e8 la cruda verit\u00e0. E in questo discorso, \u00e8 fondamentale stabilire precise linee di demarcazione. Perch\u00e9 in tempi recenti un po\u2019 tutti ci siamo concentrati su aspetti esteriori del fenomeno. Quando all\u2019inizio degli anni novanta, dalle gradinate si levarono i primi \u201cbuu\u201d all\u2019indirizzo dei giocatori di colore, il fatto richiam\u00f2 l\u2019attenzione generale. Tra i primi stadi in cui questo \u201crito\u201d si consum\u00f2, c\u2019era Firenze. La stessa tifoseria viola, che pu\u00f2 essere tacciata di tutto tranne che d\u2019essere fascistoide, inton\u00f2 coretti insidiosi, come, per esempio, \u201cChi non salta \u00e8 marocchino\u201d. Era il periodo in cui Firenze fin\u00ec sulle cronache per i raid ai danni di immigrati, avvenuti nel centro cittadino. Pare che quelle spedizioni punitive fossero state commissionate da commercianti desiderosi di fare piazza pulita. All\u2019origine, dunque, c\u2019era s\u00ec un problema sociale, tuttavia non riconducibile a strumentalizzazioni politiche. Fu pi\u00f9 o meno nello stesso periodo che le cronache \u201cscoprirono\u201d gli sfott\u00f2 contro i meridionali.<\/h5>\n<h5>Lo ricordo benissimo. Eravamo sulla nave che ci riportava a casa, dopo un Cagliari-Cosenza. \u201cEi ei, hanno sottotitolato i veronesi\u201d, mi disse un compagno di viaggio. In effetti, in televisione stavano mandando le immagini di Verona-Napoli. Dalla curva scaligera si lev\u00f2 un perentorio: \u201cQuanto puzzate, terroni quanto puzzate\u201d. La redazione del Tg1 pens\u00f2 di riscrivere la frase in fondo allo schermo, in modo che anche i meno abituati al gergo delle curve comprendessero il significato di quell\u2019urlo di massa. La notizia fece scandalo. In poche settimane, lo slogan rimbalz\u00f2 in tantissimi stadi. Si tratt\u00f2 di manifestazioni razziste? In un certo senso s\u00ec. Pi\u00f9 che altro, il problema era destinato ad ingrandirsi col passare del tempo. Perch\u00e9 \u00e8 ovvio che sia nelle grandi curve metropolitane in crisi di identit\u00e0 sia in quei gruppi apertamente schierati a destra o simpatizzanti della Lega, leaders consolidati o emergenti fecero di tutto per conficcare usanze xenofobe nella zucca dei pi\u00f9 giovani. Ci riuscirono. Il messaggio attecchiva in una cultura predisposta a denigrare l\u2019altro, ed a farlo approfittando della sua presunta appartenenza a questa o quella etnia, comunit\u00e0 territoriale o municipale. Da sempre, i \u201cmontanari\u201d chiamano \u201cpescatori\u201d gli ultr\u00e0 provenienti da citt\u00e0 marittime, e viceversa. Il nord \u201cpolentone\u201d ed \u201cannebbiato\u201d contro il sud \u201cterrone\u201d e \u201calbanese\u201d. \u00c8 un repertorio interminabile ed inflazionato. Non \u00e8 il caso di soffermarsi su questo genere di \u201cdiscriminazioni\u201d. Ci\u00f2 che conta, oggi, \u00e8 analizzare un\u2019altra forma di razzismo, maggiormente sottile e di origine recente. Certamente pi\u00f9 pericolosa delle precedenti. Il termine adatto: \u201ccorporativismo\u201d. Con la blindatura degli stadi, avviata dalla Dc, proseguita dagli esecutivi \u201ctecnici\u201d, nuovamente teorizzata dal centrosinistra e potenziata dal governo di centrodestra, si verifica un fatto nuovo. Ogni domenica, e anche il sabato, diverse categorie umane, sociali e lavorative, si ritrovano l\u2019una contro l\u2019altra armate, schierate in trincea a difesa di una legalit\u00e0 arbitraria e violenta. Ferrovieri, addetti degli autogrill, agenti e militari delle numerose polizie italiane, si preparano settimanalmente a combattere la loro guerra contro gli ultr\u00e0. Una guerra che, a dispetto dei dati trionfalistici diffusi dal ministero dell\u2019Interno, l\u2019anno scorso si \u00e8 svolta in maniera ben pi\u00f9 cruenta rispetto al passato. Ciascuna corporazione incrocia le altre, ed impara ad odiarle. \u00c8 un rancore sociale destinato a produrre alienazione e scontro. La \u201crazza\u201d delle divise, contro quella dei fans cantanti, contro la gente comune. Colori, linguaggi e costumi differiscono. Il problema, in effetti, \u00e8 sempre esistito, ma oggi sta toccando punte altissime. Basta starci dentro una giornata per capirlo. I livelli di sopportazione hanno raggiunto l\u2019apice. A ciascuno, gli altri cominciano veramente a fare schifo, anche da un punto di vista epidermico, di pelle. Sono talmente alte le barriere simboliche poste a dividere le corporazioni, che le conseguenze traboccano nel quotidiano, seminando rancori che ricordano le scene del film di Kassowitz. Il vero odio razziale, in fondo, \u00e8 questo. Tutto il resto \u00e8 una messinscena. Ed io stesso, nonostante i miei 31 anni ed una coscienza antifascista, di fronte a certi individui che mi osservano con l\u2019odio negli occhi, comincio a sentirmi un pochino \u201crazzista\u201d. Troppe volte, vedendo la brutalit\u00e0 statale ed i suoi esecutori, mi chiedo: \u201cMa siamo davvero tutti figli di Adamo ed Eva?\u201d<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>magazine F.A.R.E \u00a02002<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(opuscolo contro il razzismo distribuito dall&#8217;Uefa a Manchester in occasione della finale di Champions Juventus-Milan del 2003. Nella foto gli Ultr\u00e0 Cosenza a Padova, stagione 1996-97) Non c\u2019\u00e8 calcio senza razzismo. Al di l\u00e0 di facili scorciatoie retoriche, \u00e8 la cruda verit\u00e0. E in questo discorso, \u00e8 fondamentale stabilire precise linee di demarcazione. 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