{"id":1105,"date":"2008-10-09T01:48:49","date_gmt":"2008-10-08T23:48:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1105"},"modified":"2015-10-07T07:46:36","modified_gmt":"2015-10-07T05:46:36","slug":"breve-storia-sociale-del-movimento-ultras-a-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1105","title":{"rendered":"Breve storia sociale del movimento ultras a Cosenza"},"content":{"rendered":"<h5>\u201c\u2026 sta nei sogni dei teppisti e nei giochi dei bambini\u2026\u201d<\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Difficile impresa condensare in poche pagine lo sviluppo del fenomeno ultras nella citt\u00e0 dei bruzi, soprattutto per le peculiarit\u00e0 assunte dal movimento a Cosenza. Si pu\u00f2 senza dubbio affermare che questa realt\u00e0 di provincia ha lasciato mirabili tracce nella storia degli ultras in Italia, non soltanto per aver organizzato i primi raduni ultras, 1984 e 1985, aventi gi\u00e0 a suo tempo lo scopo di ricercare il dialogo tra le curve, anticipando di alcuni anni la stagione degli incontri tra le diverse realt\u00e0 italiane per riflettere sulle dinamiche repressive e la necessit\u00e0 di confrontarsi, o\u00a0 per aver diffuso, rigettando l\u2019ipotesi di sottocultura per marcare quella di controcultura ultr\u00e0, le prime fanzine: da \u201cUrlo di carta\u201d a \u201cTam Tam e Segnali di Fumo\u201d, oggi patinata e venduta prima dei match casalinghi.<\/h5>\n<h5>Sarebbe opportuno delineare brevemente il carattere ribelle insito nel DNA dei cosentini: dai fieri e indomiti bruzi e le continue rivolte contro Roma sino all\u2019epilogo dell\u2019alleanza con Annibale contro l\u2019urbe, al filosofo Telesio, alle successive ribellioni contro l\u2019Inquisizione, dalle idee democratiche e liberali e dai moti antiborbonici, che spinsero nella terra dei bruzi gli eroici fratelli Bandiera, ai fermenti del \u201868 al blitz del 7 aprile e che videro proprio a Cosenza uno dei maggiori focolari dell\u2019autonomia, dagli spazi sociali occupati dagli ultras ai fatti del G8 e i suoi farseschi strascichi giudiziari. Cosenza con la sua provincia si estende dai monti del Pollino alla Sila, dal mar Tirreno allo Jonio. In questo vasto territorio coesistono da secoli diverse minoranze linguistiche. Come gli Albanesi sfuggiti all\u2019invasione turca dei Balcani nel basso medioevo, gli Occitani perseguitati dall\u2019Inquisizione e i Rom, immigrati a ondate. Non \u00e8 casuale che nell\u2019ultimo decennio i Cosentini abbiano dedicato un festival estivo di musica e arti al tema delle Invasioni barbariche come fenomeno fondativo e rigenerativo di una identit\u00e0 locale che \u00e8 frutto dell\u2019incontro tra\u00a0 diverse culture.<\/h5>\n<h5>Tutto ci\u00f2 in parte si riflette nella storia degli ultras a Cosenza. Antirazzisti per un fatto quasi \u201cantropologico\u201d, si sono sempre distinti per iniziative di carattere sociale. Gi\u00e0 agli albori della nascita del movimento a Cosenza forte era l\u2019influsso della sinistra extraparlamentare e ci\u00f2 si rifletteva ovviamente nelle diciture che identificavano i primi gruppi: fedayn, prima linea, ultras.\u00a0\u00a0 Il movimento assume le forme di uno spontaneismo ribelle di sinistra, con tratti anarcoidi che si riverberano sull\u2019anomala gerarchia senza gerarchie, un\u2019anarchia ordinata in cui non vi sono n\u00e9 capi n\u00e9 soldati.<\/h5>\n<h5>Il 1983 \u00e8 l\u2019anno dei nuclei sconvolti, un nome che tuttora quando riecheggia procura una velata malinconia oltre che rispetto nel mondo ultras. Non era il tempo del calcio moderno, non ancora ma gi\u00e0 gli sconvolti intuirono quel che da l\u00ec a poco avrebbe travolto il calcio e i suoi rituali, relegando e sacrificando socialit\u00e0, passione, coinvolgimento sull\u2019altare del dio denaro. Per la maglia, per la citt\u00e0, gli uomini passano il Cosenza resta. Ancora sulle gradinate del S. Vito i ragazzi urlano l\u2019inno, il chant, degli sconvolti \u201cavevo 13 anni fumavo gli spinelli, portavo l\u2019orecchino e i lunghi capelli, di me la gente dice che sto con gli sconvolti, soltanto per fumare ed esser tutti storti, io non ci sto pi\u00f9 dentro nel mondo senza senso, io non ci sto pi\u00f9 dentro e questo \u00e8 il mio lamento..\u201d I nuclei sconvolti furono un gruppo anomalo nel panorama ultras e nella stessa realt\u00e0 della tifoseria cosentina, in quanto riuscirono a sprovincializzare un ambiente che, al di l\u00e0 di quanto importato e partorito dalle avanguardie giovanili, rimane pur sempre legato al tradizionalismo tipico di molte realt\u00e0 urbane del Mezzogiorno. Tra i primi a mescolare modello italiano e modello inglese, quella che poi divenne moda inglese degli stendardi, i primi quasi in contemporanea coi veronesi e le loro due aste. Un gruppo attivo e solidale nel sociale, sostenitori della liberalizzazione delle droghe leggere, non era raro in qualche trasferta vederli sventolare centinaia di cartine intonando \u201ddatti da fare Pannella datti da fare\u201d sul motivo di guantanamera.<\/h5>\n<h5>L\u2019anomalia prosegue negli anni quando tra gli spalti del S.Vito inizia a far capolino un frate, padre Fedele Bisceglia. Agli iniziali sfott\u00f2 segue una certa curiosit\u00e0 nel vedere il frate indicare in una banda di scapestrati i propri fratelli in Cristo\u2026 saranno gli strascichi della teologia della liberazione. Fatto sta che decine di ultr\u00e0 si prestano volontari e nel 1986 danno vita alla mensa dei poveri, il cenacolo francescano, che diventer\u00e0 il luogo di ritrovo quotidiano degli ultras. Dunque gli ultras alle prese coi fornelli tra i pi\u00f9 bisognosi, un vero cazzotto in pieno volto ai benpensanti, addirittura in diversi vanno col frate in Africa tra lebbrosari e disperazione.<\/h5>\n<h5>\u00a0I Nuclei Sconvolti battono il tempo della propria citt\u00e0, vivono nelle sue viscere, non sono estranei ad essa, creano un vero e proprio culto per tutti i ragazzi dei quartieri e delle strade di Cosenza, almeno della maggioranza, perch\u00e9 bisogna menzionare accanto ai NS, realt\u00e0 della provincia come Amantea e Villapiana, gruppi di quartiere come Cosenza Vecchia, l\u2019Alcool group di p.zza Loreto, le Brigate di via Popilia.<\/h5>\n<h5>I nuclei sconvolti dell\u201983 incarnano lo spirito ironico, gioioso e combattivo tipico dei movimenti del \u201977: la nostra allegria vi seppellir\u00e0! Intanto nel 1986 alcuni ragazzini che bazzicavano nei nuclei sconvolti, una sorta di under five nel West Ham, fondano la Nuova Guardia. I fratelli maggiori diventano la chioccia di quei terribili ragazzini che in pochi anni riescono a dare una forza propulsiva ai movimenti politici cittadini, \u201callo stadio nella strada nuova guardia intifada!\u201d. Quelli della Nuova Guardia si rendono conto che per essere ultr\u00e0 fino in fondo, tutta la settimana, \u00e8 necessario portare il conflitto nelle piazze, ribellarsi agli stili di vita asfittici della maggioranza dei propri coetanei, dare vita a un nuovo immaginario: una terza via alternativa alle mode paninare e \u2018ndranghetiste che attanagliano le giovani menti. Dal connubio tra la Nuova Guardia, i ragazzi di Cosenza Vecchia e quelli di via Popilia prese vita la temibile e allegra BDD, la brigata drogati e delinquenti: il nome deriva da come un funzionario di PS descrisse molti anni or sono i Cosentini al loro arrivo in una stazione del nord Italia.<\/h5>\n<h5>Quasi contemporaneamente in citt\u00e0 nasce Radio Ciroma, emittente comunitaria che apre i microfoni anche all\u2019universo ultr\u00e0, ripensando la democrazia in forma partecipativa e il meridionalismo in chiave ribelle e municipalista.<\/h5>\n<h5>\u00c8\u00a0 tempo che la citt\u00e0 abbia il suo centro sociale occupato, il suo spazio sociale libero, la sua zona autonoma temporanea. Gli ultras occupano il primo csa cittadino. Seguiranno sgomberi, denunce, lotte e travagli sino ad ottenere definitivamente (una delle scritte vergate sui muri tra le pi\u00f9 significative era: in tutte le occasioni rompere i coglioni!) uno spazio liberato: l\u2019ex villaggio del fanciullo, il Gramna, oggi sede della palestra popolare di boxe, di una casa editrice dal basso e di altre associazioni. La Nuova Guardia si scioglie all\u2019inizio degli anni novanta. Lo scioglimento \u00e8 il risultato di fatti e riflessioni importanti: le diffide che colpiscono il gruppo dopo il derby con la Reggina; la volont\u00e0 di passare ad una militanza sociale di strada che unita al logo NG avrebbe finito per creare equivoci in curva; la scelta di non diventare \u201cistituzione\u201d ultras; la consapevolezza che in natura come nelle relazioni di gruppo, niente \u00e8 \u201cper sempre\u201d.<\/h5>\n<h5>Anche i NS si sciolgono definitivamente, forse il segno dei tempi, dopo stanchezza e repressione, trend inaugurato dalle brigate del Verona dopo esser stati falcidiati da una delle prime operazioni poliziesche contro gli ultras. Ma anche la volont\u00e0 di cambiare linguaggi, ideare forme nuove per stare in curva.<\/h5>\n<h5>Arrivano anche periodi bui, addirittura\u00a0 la divisione in due curve separate, non per divergenze politiche bens\u00ec sull\u2019opportunit\u00e0 di seguire un modello di tifo anzich\u00e9 un altro, la cosiddetta disputa tra anglofili e italofili che a Cosenza conviveva appunto nei nuclei sconvolti.<\/h5>\n<h5>Dopo due anni la curva si ritrova unita prima in tribuna poi di nuovo tutti insieme nella\u00a0 sud, senza i NS ma con gli altri gruppi, a cui si aggiungono i Cosenza Supporters e le comitive della provincia cosentina.<\/h5>\n<h5>Nell\u2019ultimo decennio, un gruppo di ragazzi ha deciso di tornare in curva Nord per affermare e praticare i valori originali dell\u2019identit\u00e0 ultras. In sud \u00e8 rimasta comunque la parte pi\u00f9 numerosa della tifoseria: alcuni dei gruppi sorti negli anni novanta, come i\u00a0 gi\u00e0 menzionati AG e Brigate insieme ai Lost Boys, ai quali si affiancano nuove comitive come i Mayd Boys, il \u201cPalazzine Group\u201d e le \u201cTeste Matte\u201d, nonch\u00e9 i centri della provincia (Paterno, Diamante, Luzzi, Roggiano, Pasquali&#8230;), i quartieri storici: San Vito, la Riforma e gli onnipresenti diversi lotti di via Popilia.<\/h5>\n<h5>Passano gli anni ma l\u2019eredit\u00e0 ideale continua nel solco della condivisione da parte della curva di quei valori\u00a0 condivisi: come dimenticare la presenza dei profughi curdi in curva, 50 esponenti della comunit\u00e0 accolti da uno striscione che recitava \u201cuna terra senza frontiere per una curva con mille bandiere\u201d, oltre allo sventolio di bandiere del PKK e di Apo Ocalan. Negli ultimi anni emergono i ragazzi dei Rebels Fans, che faranno dell\u2019antifascismo il loro vessillo assieme a quello rossoblu dei lupi della Sila.; insieme ad alcuni ultras del gruppo di Cosenza Vecchia, sono tra gli occupanti militanti del centro sociale Rialzo.<\/h5>\n<h5>Giammarco De Vincenzo<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>in \u201cUltras, i ribelli del calcio\u201d <a href=\"http:\/\/www.google.it\/search?hl=it&amp;tbo=p&amp;tbm=bks&amp;q=inauthor:%22Andrea+Ferreri%22\">Andrea Ferreri<\/a>, Mimesis Edizioni, 2008<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1563\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u.jpg\" alt=\"u\" width=\"836\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u.jpg 836w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u-100x67.jpg 100w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u-512x341.jpg 512w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u-573x381.jpg 573w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/u-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 836px) 100vw, 836px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c\u2026 sta nei sogni dei teppisti e nei giochi dei bambini\u2026\u201d Difficile impresa condensare in poche pagine lo sviluppo del fenomeno ultras nella citt\u00e0 dei bruzi, soprattutto per le peculiarit\u00e0 assunte dal movimento a Cosenza. 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