{"id":1121,"date":"2013-01-28T02:24:10","date_gmt":"2013-01-28T01:24:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1121"},"modified":"2015-06-30T09:51:36","modified_gmt":"2015-06-30T07:51:36","slug":"quel-buuu-che-emerge-dal-big-bang-del-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1121","title":{"rendered":"Quel \u201cbuuu\u201d che emerge dal big bang del calcio"},"content":{"rendered":"<h6><em>(Reggini a Cosenza all&#8217;inizio degli anni zero) <\/em><\/h6>\n<h5>\u201cNell\u2019urlo eccitato che accoglie l\u2019annientamento simbolico dell\u2019Altro vibra l\u2019onda limacciosa di secoli di distruzioni sulle quali si \u00e8 consolidata la cultura che il rito del calcio difende e diffonde\u201d. Aveva capito tutto nel 1984 Renato Curcio, quando nel suo \u201cWKHY\u201d, edito da Fatamorgana, tratteggiava con pennellate secche l\u2019intima natura identitaria del football, e intravedeva l\u2019imminente transizione verso il calcio moderno. Pochi anni prima di lui, lo zoologo inglese Desmond Morris aveva gi\u00e0 inquadrato i rituali del Dio pallone nello studio dei comportamenti animali e delle pratiche tribali, forse ispirato dagli ominidi \u201cmoonwatch\u201d che si scannano per accaparrarsi una pozza d\u2019acqua nel prologo di \u201c2001: Odissea nello spazio\u201d del maestro Kubrick.<\/h5>\n<h5>Non serviranno a nulla le lamentazioni. \u00c8 destinato a propagarsi all\u2019infinito l\u2019effetto emulazione scaturito dall\u2019episodio dei cori razzisti lanciati dagli ultras di Busto Arsizio contro il giocatore di colore Boateng, nell\u2019amichevole tra la loro squadra, la Pro Patria, e il Milan. Quando sugli spalti ci sono supporters d\u2019ispirazione leghista o neofascista, nulla accade per caso. E in questo <em>campo<\/em>, la provincia di Varese e tante altre piazze pallonare lombarde, negli ultimi due decenni, hanno prodotto le manifestazioni peggiori. Chiss\u00e0 quali rimedi propone l\u2019assessore leghista allo Sport ed alle Politiche Giovanili del comune di Corbetta, Riccardo Grittini, identificato tra i presunti responsabili dei cori razzisti che hanno portato alla sospensione della partita di Busto Arsizio.<\/h5>\n<h5>Ci sono malattie che si propagano meglio nella sporcizia; altre pare si diffondano con maggiore virulenza proprio nell\u2019estrema pulizia. Da sempre il gioco del pallone \u00e8 terreno fertile per il morbo razzista. Qui l\u2019ossimoro non \u00e8 una forzatura: il calcio moderno \u00e8 al tempo stesso sudicio e sterile. Al di l\u00e0 della retorica del fair play, di per s\u00e9 \u00e8 uno sport che si presta alla xenofobia: non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di identificazione con i propri colori sociali, senza ostracismo verso quelli indossati dal <em>diverso<\/em>. A questo <em>peccato originale<\/em> si sono aggiunte le leggi speciali bipartisan applicate in Italia dal ministro Maroni, che hanno sterilizzato gli stadi di calcio, epurandoli da presenze <em>critiche<\/em>. Le curve antirazziste per tradizione e vocazione sono state aggredite, represse, marginalizzate, con la scusa della prevenzione del teppismo. Ne hanno approfittato le organizzazioni dell\u2019estrema destra radicale: oggi lanciare un \u201cbuuu\u201d razzista ha maggiori probabilit\u00e0 di attecchire, per almeno due motivazioni. Perch\u00e9 storicamente la goliardia e lo sfott\u00f2 si basano sulle caratteristiche fisiche dell\u2019avversario, quindi il tifoso \u201cnormale\u201d \u00e8 portato a riprendere e scandire qualsiasi coro, a volte ingenuamente, lasciandosi trasportare da una forma di risonanza che esiste in ogni comunit\u00e0 umana. E soprattutto perch\u00e9 in una sedicente curva \u201capolitica\u201d \u2013 come amano definirsi le peggiori tifoserie di estrema destra &#8211; non c\u2019\u00e8 nessuno in grado di indignarsi e contrastare gli slogan xenofobi. Qualsiasi atto repressivo nei confronti di tali comportamenti, serve solo a glorificarli. Chi espone svastiche e croci celtiche o lancia slogan contro i giocatori di colore, se colpito da DASPO (divieto di assistere a competizioni sportive), agli occhi dei propri camerati diviene un <em>martire<\/em> punito per le proprie \u201copinioni\u201d (?). In ogni caso, dai vertici delle istituzioni calcistiche e politiche non arriver\u00e0 mai la soluzione del problema. Basti pensare alle dichiarazioni del presidente della FIFA, Blatter, e della ministra dell\u2019Interno Cancellieri. Pur comprendendo l\u2019atto di protesta compiuto da Boateng che ha abbandonato il campo, si sono precipitati ad auspicare che un simile gesto non avvenga mai pi\u00f9. Altrimenti lo show rischia di non poter continuare.<\/h5>\n<h5>In Italia non sono mancate, nel corso del tempo, vivaci esperienze di tifoserie organizzate che hanno fatto dell\u2019antirazzismo un tratto costitutivo della loro storia. Gli ultr\u00e0 di Venezia, Ancona, Cosenza e tanti altri piccoli o grandi centri hanno dato vita a tornei e raduni per affermare un modo \u201ccontro\u201d, \u00a0interculturale, di essere curvaioli. Tali esperimenti sono stati sempre <em>ricambiati<\/em> con attacchi polizieschi e, in alcuni casi, tentativi di infiltrazioni neofasciste. Di dimensione europea sono i Mondiali Antirazzisti giunti alla XVI edizione, promossi in Emilia Romagna dall\u2019organizzazione Progetto Ultr\u00e0, in collaborazione con l\u2019UISP e col network internazionale FARE. Non mancano iniziative analoghe in altri Paesi. La BAFF \u00e8 operativa in Germania e la RSRA in Francia e nel Benelux. Tutti consapevoli, come il giovane sociologo-ultr\u00e0 Ettore Covello, prematuramente scomparso pochi anni fa, che \u201cvi \u00e8 difficolt\u00e0 a rendere evidente il problema del razzismo negli stadi, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una totale mancanza di percezione dell\u2019esistenza del problema, sia da parte delle societ\u00e0 e di alcuni atleti, sia da parte della gente comune\u201d.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.manifestiamo.eu\/\">www.manifestiamo.eu<\/a>\u00a0\u00a0 gennaio 2013<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Reggini a Cosenza all&#8217;inizio degli anni zero) \u201cNell\u2019urlo eccitato che accoglie l\u2019annientamento simbolico dell\u2019Altro vibra l\u2019onda limacciosa di secoli di distruzioni sulle quali si \u00e8 consolidata la cultura che il rito del calcio difende e diffonde\u201d. 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