{"id":1123,"date":"2014-05-15T02:29:34","date_gmt":"2014-05-15T00:29:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1123"},"modified":"2015-06-28T02:32:39","modified_gmt":"2015-06-28T00:32:39","slug":"ultras-quando-il-demone-fa-comodo-a-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1123","title":{"rendered":"Ultras, quando il demone fa comodo a tutti"},"content":{"rendered":"<h5>Signore e signori, \u00e8 tornato! Ecco a voi il demone flessibile dell\u2019italica societ\u00e0 dello spettacolo: l\u2019ultr\u00e0. Rimpiazzato da ben pi\u00f9 efficaci spauracchi, come l\u2019emergenza \u201cclandestini\u201d e gli incubi della crisi permanente, confinato nel web, espropriato dei suoi gadget divenuti ormai costosi reperti da collezionismo, istituzionalizzato da tessere e carte di credito, il <em>folks devil<\/em> della fine del secondo millennio sembrava destinato a essere mummificato nei musei delle sottoculture giovanili. Invece \u00e8 tornato alla ribalta durante una difficile nottata capitolina, una storiaccia che forse neanche il genio del regista Quentin Tarantino sarebbe mai riuscito a concepire. Il demone ultr\u00e0 \u00e8 stato resuscitato per la gioia del premier Renzi e del ministro Angelino <em>o\u2019 mazzulatore<\/em> Alfano, che adesso possono volteggiare nei cieli italiani in divisa da superman, rassicurare vecchiette, garantire il ritorno alla normalit\u00e0.<\/h5>\n<h5>Gi\u00e0, la voglia di normalit\u00e0: il sogno impossibile del paese Italia, quel sentimento di stizzito stupore che stimola la maggioranza perbenista a strabuzzare gli occhi in concomitanza di eventi delittuosi prevedibilissimi, eppure solo ipocritamente sorprendenti. Quella normalit\u00e0 che \u00e8 improbabile per chi vive le periferie, inverosimile nei quartieri degradati e socialmente velenosi delle nostre citt\u00e0. Lo avrebbe previsto pure un bambino che prima, durante e dopo la finale di coppa Italia sarebbe potuto scoppiare un macello. Ultras romani e napoletani si scambiano dispiaceri da oltre un decennio: agguati all\u2019arma bianca, scontri, duelli pi\u00f9 o meno leali. Lo sanno tutti. Possibile che il signor Carlo Bonini non l\u2019avesse previsto? Lui che \u00e8 sempre informatissimo sui rapporti redatti dai servizi segreti in materia di ultras? Lui, l\u2019autore del romanzo ACAB, il cui prologo descrive una feroce scena di caccia all\u2019uomo tra napoletani e romanisti in autostrada? Forse Bonini no, ma i servizi avevano previsto tutto, se \u00e8 vero come \u00e8 vero che fino a tarda notte hanno sfoderato somma prontezza nell\u2019imbavagliare l\u2019informazione, cancellando la verit\u00e0 su movente, esecutori e dinamica degli scontri avvenuti all\u2019esterno dell\u2019Olimpico. S\u00ec, forse l\u2019avranno fatto per prevenire rappresaglie reciproche e ulteriori spargimenti di sangue. Rimane per\u00f2 evidente che l\u2019efficienza da loro dimostrata, ne conferma il grado di elevata consapevolezza.<\/h5>\n<h5>Non \u00e8 semplice capire cosa sia avvenuto dietro le quinte. E sul palcoscenico? Tutti col capo cosparso di cenere, adesso. Tutti impegnati a costruire nuovi parafulmini e spaventapasseri, a spazzolare il sacrario nazionale dei servitori della nazione, a ribadire che lo Stato italiano ha trattato con chiunque (mafia, servizi segreti stranieri\u2026), ma mai tratter\u00e0 con sovversivi e ultras. \u201cNon bisognava parlare coi tifosi\u201d, ha dichiarato Renzi. \u201cNei confronti del capo ultr\u00e0 del Napoli stiamo gi\u00e0 procedendo\u201d, ha precisato il questore di Roma. E le responsabilit\u00e0? Ma \u00e8 ovvio: sono tutte della maglietta \u201cSpeziale libero\u201d. Poco importa che in carcere un ragazzo catanese continui a urlare la propria innocenza. E che il suo avvocato si stia apprestando a chiedere la revisione del processo da cui \u00e8 uscito con una condanna per l\u2019omicidio del poliziotto Raciti. In Italia certe verit\u00e0 istituzionali diventano atti di fede, dogmi. In quanto tali, sono indiscutibili. Pensiamo alle stragi di Ustica, piazza Fontana e i Georgofili. S\u2019\u00e8 deciso che Raciti \u00e8 stato ammazzato da un ultr\u00e0. Punto e basta. Chiunque osi metterlo in discussione, sar\u00e0 mandato alla gogna, punito, tacciato di essere un nemico pubblico. Anche a costo di seminare nuovo odio, di infondere quel sentimento di indignazione dinanzi all\u2019ennesima ingiustizia perpetrata da uno Stato fondato sul principio dell\u2019emergenza e della deroga al Diritto.<\/h5>\n<h5>S\u00ec, ma le responsabilit\u00e0 politiche di quanto \u00e8 accaduto sabato scorso? \u201cOh, ancora con questa storia. Sembra d\u2019essere tornati al postG8 di Genova\u201d. Le responsabilit\u00e0 politiche, in Italia, sono materiale da sociologi o storici del crimine. Se ne occuperanno loro, magari tra due o trecento anni. Per il momento, \u00e8 pi\u00f9 importante arrestare un po\u2019 di <em>demoni<\/em>, spalancare le porte catartiche delle aule di giustizia, rasserenare le famiglie, riportarle allo stadio (chiss\u00e0 perch\u00e9 poi dovrebbero andarci per forza). Il resto sono soltanto dettagli. \u00c8 un dettaglio il fatto che negli ultimi venti anni \u00e8 stata esercitata una forza brutale per reprimere gli ultr\u00e0. I ministri Amato, Pisanu, Maroni e Alfano hanno ottenuto dall\u2019esecutivo leggi speciali degne della fase pi\u00f9 calda degli anni settanta. Stadi trasformati in bunker, tornelli, metal detector, telecamere a circuito chiuso, trasferte vietate, obblighi di firma per decine di migliaia di persone, arresti in differita, striscioni e fumogeni vietati, superpoteri ai questori, biglietti nominativi, tessere del tifoso, pestaggi e cariche, gas intossicanti. A nessuno viene il sospetto che tutto ci\u00f2 non solo non sia servito, ma abbia contribuito a inasprire la violenza intorno agli stadi, disgregando i gruppi storici, separando le nuove generazioni dalle vecchie, trasformando molte curve in centri commerciali e milizie.<\/h5>\n<h5>Certe armi hanno sempre circolato intorno agli stadi. La vera novit\u00e0 sarebbe rappresentata dall\u2019uso di una pistola. Si preferisce invece puntare l\u2019attenzione sul capo ultr\u00e0, sulla sua maglietta galeotta, insomma su tutti tranne che sulle forze politiche ed economiche che hanno voluto smantellare le tradizionali forme del tifo organizzato. Non rimane traccia delle relazioni scritte dai servizi segreti. A cavallo tra lo scorso decennio e quello odierno, ravvisando la possibilit\u00e0 che il mondo delle curve potesse impegnarsi in insorgenze sociali simili a quelle che sarebbero avvenute nelle piazze della primavera araba, gli apparati di sicurezza dettavano la terapia della sterilizzazione preventiva. Cos\u00ec, a colpi di repressione e leggi speciali, spingevano i gruppi organizzati a una deriva senza via d\u2019uscita. Ecco perch\u00e9 i proiettili di sabato scorso dovrebbero fare riflettere. \u00c8 vero che le armi sono sempre esistite intorno agli ultras, ma l\u2019uso di pistole negli scontri, \u00e8 una novit\u00e0. E non \u00e8 forse anche conseguenza della militarizzazione degli ultimi anni?<\/h5>\n<h5>S\u00ec, ci sono responsabilit\u00e0 anche in basso: gli ultras potevano invertire la rotta quasi due decenni fa, dopo la tragedia di Claudio Spagnolo a Genova, magari lanciando una tregua generalizzata, e cercando nuove forme per esistere. Tuttavia, gli apparati di sicurezza dello Stato italiano hanno fatto di tutto per impedire qualsiasi sbocco \u201cpolitico\u201d del fenomeno ultr\u00e0. Non \u00e8 casuale che curve come quella della Fiorentina, un tempo occupate da gruppi e soggetti che fungevano da punto di riferimento per migliaia di ragazzi, oggi appaiano in preda al disordine interno. E che curve come quelle del Napoli, in passato ingovernabili, siano invece diventate pi\u00f9 monolitiche di certi movimenti carismatici. \u00c8 il contesto esterno agli stadi? Quello continua a essere speculare a quanto accade al loro interno. In Italia tutti diventano ultras, quando si tratta di ultras. Saviano diventa ultr\u00e0 della camorrologia. Vede la camorra ovunque: su Marte, nel Vesuvio, in Cina. Ci mancherebbe che non fosse pure tra gli ultras. L\u2019ultramoderato Fassino sfodera il ditino medio nel bel mezzo di una commemorazione funebre. E Angelino <em>o\u2019 mazzulatore<\/em>? Essendo un ultr\u00e0 della polizia, si prepara ad assestare nuove mazzate, spacciandole per rimedi efficaci. In realt\u00e0, se si volesse comprendere con chiarezza quanto \u00e8 accaduto a Roma intorno alla finale di coppa Italia, bisognerebbe dare una buona lettura a quanto scriveva Valerio Marchi nel suo libro \u201cIl derby del bambino morto\u201d, nel 2005, a proposito di violenza e ordine pubblico nel calcio. Nel presente <em>liquido<\/em>, \u00e8 abbastanza scontato il comportamento di una folla assediata, assediante, in stato d\u2019assedio.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.commonware.org\/\">www.commonware.org<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 maggio 2014<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signore e signori, \u00e8 tornato! Ecco a voi il demone flessibile dell\u2019italica societ\u00e0 dello spettacolo: l\u2019ultr\u00e0. 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