{"id":1511,"date":"2015-08-10T14:18:30","date_gmt":"2015-08-10T12:18:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1511"},"modified":"2015-08-10T17:12:43","modified_gmt":"2015-08-10T15:12:43","slug":"beach-terminal-seconda-giornata-da-campora-ad-amantea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=1511","title":{"rendered":"beach terminal &#8211; seconda giornata: da Amantea a Longobardi"},"content":{"rendered":"<h5>Beach Terminal seconda giornata \u2013 Da Amantea a Longobardi<\/h5>\n<h5>Al passaggio dalla stupenda Amantea, mi sento un po\u2019 a casa, abitata com\u2019\u00e8 da amici cari. Amantea \u00e8 la culla del pi\u00f9 numeroso, assiduo e creativo nucleo di ultr\u00e0 cosentini extracittadini. Si scorgono da lontano i resti dell\u2019antico castello. Scabrosi, turbolenti, sanguinosi eventi vi si svolsero nei secoli passati. I Bizantini lo edificarono a difesa dai Longobardi. I Saraceni lo conquistarono, vi rimasero per pi\u00f9 di duecento anni, lasciarono tracce negli sguardi tenebrosi, accattivanti e cespugliosi di molti dei suoi odierni abitanti. Nel 1288 vi accadde qualcosa di brutale o perlomeno di ambiguo. L\u2019antico maniero fu preso dagli Aragonesi. Narra il cronista dell\u2019epoca, Bartolomeo da Nicastro, che al termine dei combattimenti si ud\u00ec un sovrumano urlo femminile. A gridare fu la figlia del castellano, Morana Sclavella, divenuta bottino di guerra. Pare che a stuprarla fosse stato un capitano aragonese. Gli Amanteani non la presero bene, aleggi\u00f2 la minaccia di vendicativi tumulti. Dovette intervenire il Re Giacomo in persona, che promise pene severe per il colpevole. Ma quando giunse il momento del pubblico confronto, Morana dichiar\u00f2 d\u2019essere stata consenziente nell\u2019amplesso. Nozze riparatorie consacrarono la pacificazione.<\/h5>\n<h5>Altrettanto inquietanti i fatti avvenuti nel medesimo castello pochi decenni dopo, durante la parentesi angioina. La regina Giovanna d\u2019Angi\u00f2, molto popolare in virt\u00f9 dei suoi appetiti sessuali eccessivi, culminanti nel vizietto di far uccidere i propri amanti al termine di selvaggi rapporti amorosi, sarebbe rimasta addirittura sfondata dal membro di un cavallo nell\u2019atto di possederla.<\/h5>\n<h5>Oggi Amantea non \u00e8 pi\u00f9 patria di vizi e perversioni. Al contrario, appare come il pi\u00f9 vivibile dei centri urbani costieri. Insieme a Paola, \u00e8 l\u2019unica vera citt\u00e0 sul Tirreno cosentino. Entrambe vantano un glorioso passato marinaresco. Rifornivano di pesce il circondario, e non solo. A Lago, 700metri pi\u00f9 in alto sul livello del mare, in direzione del valico di Potame, gli anziani ricordano ancora la figura di Vic\u00ecanzu u\u2019 marin\u00f9atu di Amantea, che introdotto ogni volta in paese dall\u2019addetto al bando, Nicola da\u2019 casciotta, portava il suo carico di aringhe e alici da barattare con fagioli e patate. Ormai Amantea si \u00e8 lasciata alle spalle gli stili di vita arcaici ed \u00e8 la pi\u00f9 modernista. Vanta una vita culturale invidiabile. Dal 7 all\u201911 agosto ospita Laguarimba, prestigioso International film festival. E forse pensa alla qualit\u00e0 della sua situazione balneare il presidente della Provincia, Mario Occhiuto, quando sostiene che rispetto agli anni precedenti, le acque del Tirreno quest\u2019anno sono meno sporche.<\/h5>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vfWQfn4xsRE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h5>Sar\u00e0. Non tutti per\u00f2 sono d\u2019accordo con Occhiuto. Di certo siamo ben distanti dagli incubi di qualche anno fa, quando Amantea e Cetraro richiamarono i mass media di mezzo mondo per la faccenda delle navi dei veleni.<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=829\">http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=829<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=571\">http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=571<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=536\">http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=536<\/a><\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=808\">http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=808<\/a><\/h5>\n<h5>Nel corso del tempo, si \u00e8 sviluppata un\u2019ampia letteratura sul tema. Tra i documentari pi\u00f9 efficaci, quello del videomaker autoctono Claudio Metallo<\/h5>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r0uU4N8wYyY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h5>Un ottimo libro dal titolo \u201cLe navi dei veleni\u201d, scritto da due giornalisti coi piedi per terra, Massimo Clausi e Roberto Grandinetti, ricostruisce i termini dell\u2019intera vicenda. Un altro cronista autorevole, Arcangelo Badolati, ha pi\u00f9 volte elencato i collaboratori di giustizia che nel corso degli anni si sono lasciati andare a dichiarazioni rivelatorie. Di certo, nessuna nave carica di scorie radioattive \u00e8 stata mai recuperata, nonostante in molti si dicono certi che sul relitto della Cunsky, nel mare davanti Cetraro, i Servizi e il governo hanno imposto il segreto di Stato depistando l\u2019attenzione generale su un altro relitto sommerso, quello del \u201cCatania\u201d. Pare che troppo dispendioso e impraticabile sarebbe stato recuperare i bidoni contenenti sostanze contaminate. Va sottolineato comunque che i tracciati satellitari confermano l\u2019avvenuta demolizione della nave Cunsky in un porto indiano.<\/h5>\n<h5>Ad Amantea un agguerrito e coraggioso comitato, il \u201cNatale De Grazia\u201d, non ha mai smesso di indagare. Intanto a Cosenza si sta celebrando in corte d\u2019Assise il processo per la morte di una persona ammalatasi di cancro perch\u00e9 si recava a pescare nella vicina valle del fiume Oliva, dove sarebbero state smaltite sostanze radioattive, oltre le centinaia di migliaia di rifiuti industriali gi\u00e0 individuati in zona dalla procura di Paola.<\/h5>\n<h5>L\u2019avvocato Rodolfo Ambrosio \u00e8 parte civile nel processo, per conto di Legambiente:<\/h5>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zw_j-YA3Kd0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h5>\u00c8 Arturo Suriano, compagno di viaggio nell\u2019ultimo tratto della prima giornata, a farmi da Caronte, traghettandomi da un capo all\u2019altro della spiaggia. Non c\u2019\u00e8 l\u2019inferno, per\u00f2, dalla parte opposta del guado sabbioso. Al contrario, sar\u00e0 forse il tintinnar di manette degli ultimi giorni o la recente manifestazione dei bagnanti indignati a Paola, il mare \u00e8 trasparente. Roba da fare invidia alle pi\u00f9 attrattive tra le piccole isole della Sicilia.<\/h5>\n<h5>\u201cAmantea \u00e8 molto attenta al suo depuratore \u2013 spiega Arturo \u2013 insieme ad altri Comuni, ha canalizzato a sud, nella zona di Nocera Terinese, il bocchettone delle acque reflue, controllatissime. Basta dare un\u2019occhiata alla foce del Catocastro, una fiumara che un tempo si gonfiava, per toccare con mano quanto l\u2019acqua sia pulitissima\u201d.<\/h5>\n<h5>Roberto lavora qui, in un lido frequentatissimo: \u201cQuando il mare \u00e8 maretto, si agita e raccoglie ci\u00f2 che noi stessi lasciamo. Ma non \u00e8 inquinato. L\u2019inquinamento \u00e8 un\u2019altra cosa\u201d.<\/h5>\n<h5>Aldo Pulice, studente di Ingegneria elettrica a Pisa, ragazzo dall\u2019occhietto geniale, amanteano, in quattro parole racchiude i nostri mali culturali: \u201cIndifferenza, rassegnazione, delega, divisioni tra quelli che potrebbero costruire qualcosa di positivo\u201d.<\/h5>\n<h5>Eppure Amantea non \u00e8 per niente paludosa. La nazionale di beach volley \u00e8 stata qui a fine luglio. Quattromila persone l\u2019hanno accolta con entusiasmo. Incontro Rocco Pugliano, allenatore, che sottolinea il valore sociale dello sport.<\/h5>\n<h5>\u201cDovremmo smettere una volta per tutte di gettarci la croce addosso\u201d. Suonano la carica Vincenzo e Rosa del gruppo \u201csei di amantea se\u201d, partecipatissimo. Non sono gradite \u201cle malelingue, la politica e la pubblicit\u00e0\u201d.<\/h5>\n<h5>Mi lascio alle spalle Amantea nel momento di maggiore intensit\u00e0 del disco solare. A poche decine di metri, un crocchio di ragazzini scruta in un secchiello qualche patella appena strappata agli scogli.<\/h5>\n<h5>John Trumper ha scavato nelle origini del termine \u201cpatella\u201d:<\/h5>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/v8xRTTHEZCw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h5>Dribblo un paio di famigliole sotto gli ombrelloni. Farebbero a pezzi l\u2019ambulante rumeno pur di darne le mercanzie in pasto ai nipotini: \u201cVendimi \u2018sta pistola ad acqua. Due euro? Ma sei pazzo! Ti do 50 centesimi\u201d.<\/h5>\n<h5>E penetro la spiaggia di Longobardi, dopo aver attraversato Belmonte. Qui incontro Renato e Carmela \u201cLuna Minoica\u201d. Entrambi liberi artigiani, persone tanto accoglienti quanto creative, mi presentano due artisti calabro-toscani: Lia Pantani e Giovanni Surace. Hanno appena completato un lavoro a San Giovanni Valdarno, nella residenza d\u2019artista che fu la casa del grande Masaccio, nell\u2019ambito di \u201cWork on the planet\u201d. La loro performance consiste proprio nel distribuire una maglietta con la scritta \u201cCasa Masaccio\u201d. All\u2019interno della T-shirt una frase carica di pathos: \u201cI profughi che partono sui gommoni sapendo di lasciare tutto e, forse, di non trovare niente, portano con s\u00e9 le chiavi di casa accuratamente chiusa prima di allontanarsi\u201d. Chiaro il messaggio: un giorno l\u2019artista abbandon\u00f2 la\u00a0sua casa, lasciandola aperta. E solo cos\u00ec \u00e8 potuta divenire l\u2019abitazione di altri. Per gli uomini d\u2019intelletto, nel medioevo, il viaggio era un fatto naturale. Se volevi creare, oltre che sopravvivere, dovevi essere per forza migrante. Ma se oggi chi proviene dai territori di guerra ha le sue buone ragioni per proteggere la propria casa, meno razionale \u00e8 l\u2019atteggiamento di quanti in occidente vivono barricati,\u00a0circondati da telecamere e cani agguerriti, ossessionati dalla psicosi salviniana dell\u2019invasione.<\/h5>\n<h5>Mi fermo sul confine meridionale di Longobardi. Raccolgo le idee. Trovo ospitalit\u00e0 nel pi\u00f9 rock\u2019n\u2019roll dei lidi tirrenici: il Lady Margherita, gestito da Samuele che mi offre una granita di limone artigianale dal sapore ineguagliabile. Ancora strette di mano. Conosco Daniela \u201cMedea Ursae polaris\u201d, romana de Roma. Facciamo una chiacchierata sul tema delle navi dei veleni. Lei m\u2019interroga, si pone tante domande, conclude amara: \u201cIl problema dell\u2019Italia \u00e8 l\u2019omert\u00e0\u201d. Ci sciogliamo in un sorriso amaro ma liberatorio, di condivisione.<\/h5>\n<h5>Ritrovo Marino, vecchio amico, che mi segnala il concerto dei Tulipani, una band che proprio qui ha trovato la sua gestazione cinque o sei anni fa. Suoneranno qui al Lido Lady Margherita il 13 agosto.<\/h5>\n<h5>L\u201911, invece, esibizione Shabd\u2019 Express: percussioni e yoga al tramonto, saluto al sole. \u00c8 un calore di piacevole intensit\u00e0, quello che ti riscalda la pelle a Longobardi. Un sole che farebbe riflettere il fisico e astronomo Franco Piperno:<\/h5>\n<p class=\"wpview-selection-before\">\n<div class=\"wpview-body\" contenteditable=\"false\">\n<div class=\"toolbar mce-arrow-down\"><\/div>\n<div class=\"wpview-content wpview-type-embedURL\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DjydNOl384s?feature=oembed\" width=\"900\" height=\"506\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<div class=\"wpview-overlay\"><\/div>\n<\/div>\n<p class=\"wpview-selection-after\">\n<h5>(continua)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beach Terminal seconda giornata \u2013 Da Amantea a Longobardi Al passaggio dalla stupenda Amantea, mi sento un po\u2019 a casa, abitata com\u2019\u00e8 da amici cari. Amantea \u00e8 la culla del pi\u00f9 numeroso, assiduo e creativo nucleo di ultr\u00e0 cosentini extracittadini. Si scorgono da lontano i resti dell\u2019antico castello. 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