{"id":167,"date":"1998-07-14T10:38:14","date_gmt":"1998-07-14T08:38:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=167"},"modified":"2015-06-17T10:46:11","modified_gmt":"2015-06-17T08:46:11","slug":"una-morte-scomoda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=167","title":{"rendered":"Una morte scomoda"},"content":{"rendered":"<h5>\u00c8 atteso per questa settimana il deposito dell\u2019autopsia effettuata sul corpo del cosentino Massimo Esposito, deceduto il 30 novembre \u201997 nel carcere di Lecce. Sar\u00e0 poi il Pubblico Ministero Maria Cristina Rizzo ad accertare eventuali responsabilit\u00e0 da parte della direzione della casa circondariale. Il perito incaricato dalla famiglia \u00e8 il dottor Franco Faggiano.<\/h5>\n<h5>Massimo Esposito, 23 anni, detenuto perch\u00e9 accusato di rapina, \u00e8 morto in circostanze misteriose nella cella in cui era recluso da qualche settimana. La sua scomparsa aveva sollevato dubbi e sospetti. Le lenzuola macchiate di sangue, che avvolgevano Massimo prima di morire, hanno messo in allarme i familiari e gli amici del ragazzo. Da quel tragico novembre, la famiglia Esposito vive immersa in un terribile sospetto. In citt\u00e0 e all\u2019ultimo lotto di via Popilia, dove \u00e8 nato\u00a0 e cresciuto, serpeggia la convinzione che Massimo sia stato ucciso durante un pestaggio. Un\u2019ipotesi crudele, che avvolge la vicenda di un velo di mistero. \u00abE il mistero \u2013 dicono i familiari del ragazzo \u2013 sar\u00e0 risolto solo quando i periti si decideranno a pubblicare i risultati dell\u2019autopsia. Ci avevano garantito che lo avrebbero fatto in gennaio. Invece, sono passati sei mesi e ancora stiamo aspettando\u00bb. Sulla morte di Massimo stanno vigilando i legali nominati dalla famiglia. Anche il sindaco Mancini era intervenuto pubblicamente, chiedendo giustizia e incaricando l\u2019avvocato Sorrentino di assistere gli Esposito. A Lecce il caso viene seguito dall\u2019avvocato Alessandra Viterbo. Era stata proprio la dottoressa Viterbo a denunciare il pessimo trattamento riservato a Massimo. L\u2019avvocato escludeva la possibilit\u00e0 che il ragazzo avesse subito botte o percosse, ma ricordava le circostanze dell\u2019interrogatorio. Il giovane cosentino era denutrito e quasi certamente un\u2019oscura malattia lo stava divorando. Secondo indiscrezioni, si sarebbe trattato di un\u2019epatite all\u2019ultimo stadio. L\u2019ipotesi viene comunque smentita dai familiari: \u00abEra uno sportivo, non beveva e non fumava\u00bb.<\/h5>\n<h5>Prima di essere sentito dal giudice, Massimo aveva rifiutato il cibo, perch\u00e9 era intenzionato a proclamare lo sciopero della fame. Ma nessuna anomalia era stata registrata dai medici del carcere di Lecce, che lo avevano visitato qualche giorno prima di morire, al suo ingresso nella casa circondariale salentina. In due diverse lettere scritte alla madre, Massimo parlava del clima di ostilit\u00e0 nei suoi confronti e sperava di essere trasferito a Cosenza.<\/h5>\n<h5>Se l\u2019esito dell\u2019autopsia confermer\u00e0 che \u00e8 stato stroncato da una malattia, cadranno i sospetti pi\u00f9 pesanti, ma la verit\u00e0 sar\u00e0 altrettanto cruda. Il ragazzo si poteva salvare, ma nessuno ha risposto alle sue richieste di aiuto. Poteva cio\u00e8 essere sottoposto alle cure necessarie per arrestare la malattia.<\/h5>\n<h5>\u00abIn questi casi \u2013 dicono gli amici di Massimo \u2013 la giustizia non ha occhi e orecchie. Ma te lo immagini un magistrato che incrimina il direttore di un carcere per omissione di soccorso o addirittura per omicidio colposo? Impossibile. E poi per loro quello era solo un numero, una matricola da iscrivere in un registro. Solo noi sappiamo chi era Massimo, ricordiamo le giornate passate insieme e conserviamo nella mente la sua lealt\u00e0\u00bb. Le luci del giorno abbandonano via Popilia, in attesa che una nuova notte cali sulla memoria di uno dei suoi figli, scomparso in una nottata pi\u00f9 scura, solo, nel carcere di Lecce.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Il Domani, 14 luglio 1998<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 atteso per questa settimana il deposito dell\u2019autopsia effettuata sul corpo del cosentino Massimo Esposito, deceduto il 30 novembre \u201997 nel carcere di Lecce. Sar\u00e0 poi il Pubblico Ministero Maria Cristina Rizzo ad accertare eventuali responsabilit\u00e0 da parte della direzione della casa circondariale. Il perito incaricato dalla famiglia \u00e8 il dottor Franco Faggiano. 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