{"id":189,"date":"1998-04-18T17:07:26","date_gmt":"1998-04-18T15:07:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=189"},"modified":"2015-07-01T10:48:00","modified_gmt":"2015-07-01T08:48:00","slug":"morire-a-24-anni-in-cella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=189","title":{"rendered":"Morire a 24 anni in cella"},"content":{"rendered":"<h5><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Si potrebbe quantomeno configurare il reato di omicidio colposo per la morte di Massimo Esposito, deceduto il 30 novembre \u201997 nel carcere di Lecce. Il medico legale, Angelo Del Basso, incaricato di eseguire l\u2019autopsia sul corpo del giovane cosentino, avrebbe dovuto depositare i risultati lo scorso 30 gennaio, ma ha preso tempo prima di consegnare la perizia. \u00abE cos\u00ec \u2013 denuncia Loredana Esposito, sorella del ragazzo \u2013 sono passati cinque mesi e non sappiamo ancora la verit\u00e0 sulla morte di mio fratello. Non avremo pace fino a quando non conosceremo l\u2019esito dell\u2019autopsia\u00bb. Massimo era finito in cella, perch\u00e9 ritenuto responsabile di una rapina avvenuta nell\u2019autunno scorso a Lecce. Quando in citt\u00e0 si \u00e8 appresa la notizia del decesso, molti hanno avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di oscuro nella sua prematura scomparsa. Un primo referto parlava di \u00abarresto cardiocircolatorio\u00bb, ma non faceva alcun riferimento alle cause reali. Durante un interrogatorio, avvenuto il 26 novembre, il giovane aveva detto di sentirsi male da almeno quattro giorni e di avvertire forti dolori in tutto il corpo. Qualche anno fa era stato operato allo stomaco per un\u2019ulcera. Non beveva, non fumava ed amava giocare a pallone. Secondo alcune ipotesi ed indiscrezioni, la morte di Massimo sarebbe stata causata da un\u2019epatite cronica degenerata. Una fine raccapricciante perch\u00e9 il giovane avrebbe chiesto pi\u00f9 volte aiuto alle guardie carcerarie, ma nessuno si sarebbe reso conto della gravit\u00e0 delle sue condizioni. Se sar\u00e0 confermato il decesso per malattia, cadr\u00e0 l\u2019atroce sospetto che Esposito sia stato ucciso. Il fratello Armando, durante il rituale riconoscimento del cadavere, aveva notato un\u2019ampia tumefazione nella parte destra del volto. La madre custodisce ancora le lenzuola della cella in cui dormiva il figlio. Qualcuno, prima o poi, dovr\u00e0 spiegare perch\u00e9 sono macchiate di sangue. \u00ab\u00c8 ancora presto per parlare \u2013 dichiara il fratello maggiore Ruggero \u2013 ma se anche fosse morto per cause naturali, avrebbe avuto diritto a ricevere le cure dei medici e ad essere ricoverato in ospedale, come tutti gli esseri umani degni di questo nome\u00bb. Nei giorni successivi alla misteriosa scomparsa del giovane cosentino, il sindaco Mancini ha incaricato l\u2019avvocato Tommaso Sorrentino di assistere la famiglia Esposito. Massimo era nato e cresciuto a via Popilia. Nel quartiere lo conoscevano tutti. Era sincero e coraggioso. Il suo destino \u00e8 identico a quello di tanti ragazzi senza reddito e prospettive, in una terra lacerata dalle contraddizioni. Nel volantino diffuso dopo la sua morte, gli amici ponevano una domanda inquietante: \u00abQuanti casi Massimo Esposito ci sono nelle carceri italiane e quanti ne dovremo ancora sopportare?\u00bb<\/span><\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Claudio Dionesalvi<\/span><\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Il Domani, 18 aprile 1998<\/span><\/span><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si potrebbe quantomeno configurare il reato di omicidio colposo per la morte di Massimo Esposito, deceduto il 30 novembre \u201997 nel carcere di Lecce. 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