{"id":2468,"date":"2017-04-07T16:56:51","date_gmt":"2017-04-07T14:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=2468"},"modified":"2017-04-07T17:04:41","modified_gmt":"2017-04-07T15:04:41","slug":"un-giorno-di-carcere-speciale-vale-12-euro-e-mezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=2468","title":{"rendered":"Un giorno di carcere speciale vale 12 euro e mezzo"},"content":{"rendered":"<h5>Quella volta fu Mimmolino Tramontana, un compagno di Gallico, a salvarci la pelle. \u201cQui c\u2019\u00e8 una brutta aria. Non mi piace. Andiamo via\u201d, disse. E noi lo ascoltammo. Eravamo circa una cinquantina, i calabresi. Avevamo partecipato alle tre giornate di mobilitazione contro il G8 di Genova. Stremati, dovevamo arrivare sani e salvi alla stazione di Brignole per tornare a casa. Nei due giorni precedenti, molti di noi erano riusciti a sfuggire per un pelo ad aggressioni e agguati. Bastava affacciarsi sulla strada, entrare in un bar a prendere dell\u2019acqua o un caff\u00e8, per essere circondati da poliziotti, carabinieri e finanzieri che in pochi secondi ti riempivano di pugni e calci e andavano via solo dopo averti lasciato a terra. Spedizioni punitive, in un clima da colpo di Stato.<\/h5>\n<h5>Per questo motivo, quella sera ci ponevamo il problema di restare uniti e arrivare in qualche modo alla stazione. Davanti alla \u201cDiaz\u201d passammo a prendere alcuni dei compagni che nei giorni precedenti avevano lavorato nel vicino media center. Io ero stanco: \u201cGuagliu\u2019, restiamo a dormire qui stanotte, in questa scuola. Poi domani mattina, quando la situazione sar\u00e0 pure pi\u00f9 calma, ce ne andiamo\u201d. Mimmolino respinse la proposta. Avendo vissuto gli anni settanta, ha sviluppato quel sesto senso che in situazioni critiche ti pu\u00f2 salvare la vita. Seguimmo il suo consiglio. Salimmo indenni sul treno, partimmo, un paio d\u2019ore dopo ci raggiunsero le telefonate dei compagni rimasti a Genova. Dal media center assistevano impotenti all\u2019irruzione della polizia nella \u201cDiaz\u201d, sentivano le urla delle persone massacrate di botte, vedevano passare i feriti insanguinati che nelle ore successive avrebbero ricevuto il <em>trattamento<\/em> finale nella caserma di Bolzaneto.<\/h5>\n<h5>Adesso lo Stato patteggia davanti alla corte di Strasburgo, riconosce i crimini commessi dai propri agenti. A 70 anni dall\u2019entrata in vigore della costituzione repubblicana, il governo annuncia che i poliziotti frequenteranno corsi di formazione sui diritti umani. Cos\u00ec, di fatto ammette che tra le divise dei suoi servitori, sinora di umanit\u00e0 ce n\u2019\u00e8 stata poca. Inoltre pagher\u00e0 45mila euro ad alcune delle vittime di quelle violenze. In sintesi: un tentato omicidio e 24 ore di torture equivalgono a meno di due anni di stipendio lordo percepito da un insegnante. Cio\u00e8 poco!<\/h5>\n<h5>La sorte toccata agli attivisti massacrati nella \u201cDiaz\u201d o a \u201cBolzaneto\u201d non \u00e8 paragonabile a nessun\u2019altra. Per capire quello che hanno vissuto, bisogna rivisitare la letteratura cinematografica sul Cile o sull\u2019Argentina dei colonnelli. Il film sulla \u201cDiaz\u201d non l\u2019ho mai voluto vedere. Mi bastano i miei incubi. Non ne voglio accumulare di ulteriori. Comunque, se a me e a un\u2019altra dozzina di compagni \u00e8 andata meglio sul piano dell\u2019incolumit\u00e0, non altrettanto per quanto riguarda il risarcimento. A distanza di un anno e mezzo dal G8, vennero nottetempo nelle nostre case ad arrestarci. Fummo imprigionati nelle carceri speciali e liberati pochi giorni dopo, a furor di popolo. Se confrontata con quanto sarebbe accaduto negli anni successivi agli attivisti NoTav e a tante altre persone che in questo Paese lottano per la dignit\u00e0 umana e contro il neoliberismo, la nostra fu un\u2019esperienza sopportabilissima, per quanto possa essere <em>sopportabile<\/em> vivere da detenuto l\u2019inferno del carcere, anche solo per pochi minuti. A distanza di quasi dieci anni dall\u2019arresto, nel 2011, per la terza volta consecutiva, un tribunale ha ammesso che eravamo innocenti, estranei a ogni accusa e, diciamola tutta, anche un po\u2019 minchioni. Pochi mesi dopo, la corte d\u2019Appello di Catanzaro, tramite Equitalia, ci ordinava di pagare 1780 euro a testa. Come? Ma non eravate innocenti? S\u00ec. Il fatto \u00e8 che nel 2004, durante l\u2019udienza preliminare al processo che si sarebbe svolto in corte d\u2019Assise, avevamo osato ricusare il GUP Giusy Ferrucci perch\u00e9 non ci aveva convinto la sua modalit\u00e0 di conduzione del procedimento. Il compianto avvocato Peppino Mazzotta, che all\u2019epoca veniva in aula a difenderci su una sedia a rotelle perch\u00e9 gravemente ammalato, ci disse: \u201cCompagni, lasciamo stare questa ricusazione. Sono leggi fatte per i ricchi. La respingeranno e saremo pure chiamati a pagare\u201d. Noi non seguimmo il suo consiglio. Pochi giorni dopo, la corte d\u2019Appello di Catanzaro respinse la ricusazione e ci commin\u00f2 una sanzione, il cui pagamento \u00e8 stato disposto a fine processo, con una rapidit\u00e0 sorprendente per i tempi abituali dell\u2019italica burocrazia giudiziaria. Poi nel 2015, con un\u2019ordinanza, la stessa corte d\u2019Appello riconosceva la nostra ingiusta detenzione e condannava il ministero dell\u2019Economia a risarcirci. A me destinava la somma di 1886 euro. Sebbene in questi anni i quotidiani cosentini mainstream abbiano pi\u00f9 volte titolato \u201cRisarciti i Noglobal\u201d, sinora n\u00e9 io n\u00e9 altri abbiamo mai visto un centesimo. Solo alcuni di noi hanno ottenuto di recente la somma di riparazione dovuta, e sono felice per loro, alla luce anche dei sinceri rapporti di affetto e stima che non sono mai venuti a mancare, neanche nei momenti pi\u00f9 difficili. A conti fatti, per\u00f2, avendo gi\u00e0 sborsato a Equitalia 1780 euro per la faccenda della ricusazione, quando da Roma si degneranno di accreditarmi la cifra promessa, a me in tasca rester\u00e0 la somma di 100 euro che, divisa per otto giorni di galera, fanno 12 euro e mezzo. Un giorno di carcere speciale vale 12 euro e mezzo. Se fossimo stati imprenditori, lo Stato avrebbe dovuto sborsare di pi\u00f9. Rimango dell\u2019idea che questa societ\u00e0 non abbia alcun bisogno delle carceri. E che in ogni caso, in Italia il carcere, come la giustizia, non \u00e8 uguale per tutti.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella volta fu Mimmolino Tramontana, un compagno di Gallico, a salvarci la pelle. \u201cQui c\u2019\u00e8 una brutta aria. Non mi piace. Andiamo via\u201d, disse. E noi lo ascoltammo. Eravamo circa una cinquantina, i calabresi. Avevamo partecipato alle tre giornate di mobilitazione contro il G8 di Genova. 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