{"id":2945,"date":"2017-11-16T07:00:11","date_gmt":"2017-11-16T06:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=2945"},"modified":"2017-11-16T07:06:25","modified_gmt":"2017-11-16T06:06:25","slug":"perche-a-cosenza-manca-lacqua-inchiesta-seconda-puntata-cosa-non-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=2945","title":{"rendered":"Perch\u00e9 a Cosenza manca l\u2019acqua? INCHIESTA. Seconda puntata: Cosa non funziona."},"content":{"rendered":"<h5><strong>Quali sono le criticit\u00e0 nel sistema idrico cosentino?<\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cL\u2019acqua recapitata dai diversi acquedotti \u2013 spiega Marco De Marco, ingegnere idraulico &#8211; viene poi smistata in citt\u00e0 attraverso un certo numero di serbatoi. Da qui deriva la complessit\u00e0 del sistema. I serbatoi si trovano sulle alture immediatamente limitrofe alla citt\u00e0 e hanno una funzione di compensazione e ripartizione delle portate raccolte. La compensazione \u00e8 quella funzione che serve a stabilizzare la variabilit\u00e0 delle portate. In altre parole la portata in arrivo al serbatoio dalla condotta adduttrice \u00e8 praticamente costante nelle 24 ore in condizione di regolare esercizio, mentre la portata in uscita segue una legge variabile nelle 24 ore, con valori di portata orari sia superiori (portata di punta) che inferiori (normalmente nelle ore notturne) rispetto a quella costante di adduzione. Il serbatoio deve quindi poter accumulare nelle ore di minor consumo, e particolarmente durante la notte, le acque che arrivano dalla condotta di adduzione e restituire le acque cos\u00ec immagazzinate durante le ore di consumo superiori alla media, in modo che sommandosi con quelle che non cessano di arrivare dalla condotta di adduzione si riesca a fronteggiare le richieste delle ore di punta. <strong>Questo a Cosenza non accade mai.<\/strong> <strong>E rappresenta il maggiore dei problemi.<\/strong> <strong>Quello che entra \u00e8 uguale a quello che esce, perci\u00f2 il serbatoio non accumula e di conseguenza non compensa.<\/strong> L\u2019unica funzione di fatto \u00e8 quella di ripartizione, cio\u00e8 di distribuire le portate alle diverse zone della citt\u00e0. La citt\u00e0 di Cosenza dispone di 16 serbatoi di accumulo\/compensazione\/ripartizione dislocati in diversi punti del territorio\u201d.<\/h5>\n<h5>Occorre fare un breve inciso di idraulica. L\u2019acqua dai serbatoi alle case arriva per \u201cgravit\u00e0\u201d, per questo motivo i serbatoi vengono posizionati sulle alture, in modo che la quota del serbatoio sia pi\u00f9 in alto della quota massima degli edifici.<\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2951\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-a-caduta-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-a-caduta-1-1.jpg 304w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-a-caduta-1-1-100x66.jpg 100w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-a-caduta-1-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/p>\n<h5>Questo meccanismo si basa sui vasi comunicanti. Gli antichi romani costruivano gli acquedotti cercando di superare i dislivelli del terreno attraverso gli archi, per tenere l\u2019acqua sempre pi\u00f9 in alto rispetto alle depressioni o innalzamenti del profilo del terreno.<\/h5>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2952\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-romani-1.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-romani-1.jpg 316w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/schema-acquedotti-romani-1-100x63.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/h5>\n<h5>Posizionando quindi i serbatoi nei punti pi\u00f9 in alto, non ci sarebbe bisogno in teoria di fare ricorso a sistemi di sollevamento come pompe e autoclavi.<\/h5>\n<h5><strong>I serbatoi a servizio del comune di Cosenza sono:<\/strong><\/h5>\n<ul>\n<li>\n<h5>De Rada (capacit\u00e0 5000 metri cubi) si trova sopra le scuole;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Cozzo Muoio (12000 metri cubi) si trova sopra l\u2019INRCA;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Merone (1200 metri cubi) davanti alla pizzeria la strega;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>S. Vito (1200 metri cubi) sopra la zona dello stadio, sulla strada che collega serra spiga a Mendicino;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Colle Mussano (metri cubi 6500) sotto al cimitero;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Triglio Alto (1000 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Triglio Basso (800 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Donnici Superiore (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Badessa (Cozzo Presta) (80 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>S. Ippolito (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Portapiana Alto (1800 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Portapiana Basso (700 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Piscopani (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Serra (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Borgo Partenope (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Lucida (200 metri cubi) zona sud della citt\u00e0;<\/h5>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h5>In totale la capacit\u00e0 di accumulo complessiva di cui dispone la citt\u00e0 \u00e8 pari a circa 31500 metri cubi.<\/h5>\n<h5>Attraverso la concessione assegnatale dalla Regione, <strong>So.Ri.Cal. \u00e8 proprietaria dei serbatoi Sant\u2019Ippolito, Borgo Partenope, Cozzo Presta, Cozzo Muoio, De Rada e San Vito. Il resto \u00e8 di propriet\u00e0 comunale.<\/strong> I diversi serbatoi alimentano differenti parti della citt\u00e0 che risulta cos\u00ec divisa in distretti, delle maglie che in teoria dovrebbero essere indipendenti l\u2019una dall\u2019altra. In realt\u00e0 non \u00e8 sempre cos\u00ec, perch\u00e9 esistono dei punti di collegamento tra le diverse maglie, che per sopperire alle disfunzioni vengono aperti per approvvigionare una certa area da pi\u00f9 serbatoi. \u201c\u00c8 il caso di <strong>via Popilia<\/strong> \u2013 precisa De Marco &#8211; che <strong>dovrebbe essere alimentata quasi unicamente dal serbatoio di colle Mussano, ma vista la carenza idrica e l\u2019ingente richiesta dovuta al fatto che si tratta del quartiere pi\u00f9 popoloso della citt\u00e0, aprendo delle saracinesche che si trovano nei punti di congiunzione, viene alimentata anche dal serbatoio di De Rada<\/strong> <strong>che dovrebbe servire quasi esclusivamente il centro cittadino<\/strong>. Una saracinesca \u00e8 situata sotto la sopraelevata, un\u2019altra a piazza Zumbini, un\u2019altra vicino al tribunale. Questo finisce per penalizzare le zone centrali\u00a0che si trovano a una quota sfavorevole dal punto di vista idraulico: a causa della notevole pendenza l\u2019acqua scivola via verso via Popilia che si trova pi\u00f9 in basso e ne succhia di pi\u00f9 poich\u00e9 la domanda idrica \u00e8 maggiore. \u00c8 la continua emergenza a spingere i tecnici ad effettuare queste operazioni straordinarie. Sembra solo un dettaglio, ma da un punto di vista tecnico si tratta di un aspetto molto delicato. Proprio per la conformazione del territorio cittadino, simile al fondo di una scodella, <strong>le tubazioni<\/strong> \u2013 prosegue il giovane ingegnere cosentino &#8211; <strong>sono esposte a forti pressioni.<\/strong> A volte vi sono oltre 100 metri di dislivello tra un serbatoio e la sottostante condotta che colletta l&#8217;acqua. Per tale motivo, operazioni di apertura e chiusura di saracinesche devono essere fatte con estrema cautela per via delle notevoli pressioni in gioco. Occorre considerare, infatti, che all&#8217;interno di una rete di condotte si ha a che fare con portate, ma anche con pressioni. I manuali di idraulica consigliano di effettuare queste operazioni di apertura e chiusura di saracinesche gradualmente e con il cronometro in mano, per evitare quello che si chiama &#8220;colpo d&#8217;ariete&#8221;, cio\u00e8 le sollecitazioni dovute al fenomeno idraulico che si presenta in una condotta quando un flusso di liquido in movimento al suo interno viene bruscamente fermato dalla repentina chiusura di una valvola oppure quando una condotta chiusa e in pressione viene aperta repentinamente.<\/h5>\n<h5><strong>Spesso, invece, queste operazioni vengono espletate in maniera non graduale<\/strong>, cio\u00e8 senza rispettare i necessari tempi di manovra, esponendo in tal modo le condotte a pericolosi stress di pressione e causandone la rottura. <strong>Questo \u00e8, a mio avviso, uno dei probabili motivi per cui ci sono molte perdite nella rete cittadina<\/strong>\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Quali sono le aree della citt\u00e0 maggiormente colpite dalla crisi idrica?<\/strong><\/h5>\n<h5>Il centro cittadino, in generale. La zona di viale della Repubblica, via Roma, via Alimena e corso Mazzini fino a scendere verso il Crati. Quest\u2019area \u00e8 alimentata dal Serbatoio di De Rada che \u00e8 chiuso durante la notte per permettere un certo accumulo. Quando nelle prime ore del giorno vengono aperte le saracinesche, quella piccola quantit\u00e0 di acqua raccolta durante la notte scivola letteralmente via verso valle, esaurendosi nel giro di un\u2019ora o due. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche al fatto che molti edifici sono provvisti di autoclave e serbatoi privati che entrano immediatamente in funzione appena l\u2019acqua ritorna a scorrere nelle condotte comunali, polverizzando in pochissimo tempo l\u2019accumulo creatosi durante la notte.<\/h5>\n<h5>\u201cComunque \u2013 conclude Marco De Marco &#8211; \u00e8 tutta Cosenza a soffrire per la scarsit\u00e0 di acqua. \u00c8 un problema trasversale\u201d. Eppure il problema principale oggi rimane l\u2019incomunicabilit\u00e0 dei vasi\u2026 istituzionali. <strong>Tra comune, So.Ri.Cal. e Regione regna un dissidio permanente.<\/strong><\/h5>\n<ul>\n<li>\n<h5>Se i tubi che collegano gli acquedotti alle case sono rotti, il problema non \u00e8 mio. Te li devi aggiustare da solo. E se non sganci tutti i soldi che avanzo, ti riduco il flusso d\u2019acqua.<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Di te posso fare pure a meno. Ti ordino di aumentare subito la quantit\u00e0 dell\u2019acqua che mi fornisci. E consegnami le chiavi dei serbatoi cos\u00ec misuro quanta me ne stai dando.<\/h5>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h5>In sintesi, lo scontro tra So.Ri.Cal. e comune di Cosenza verte su queste argomentazioni. \u00c8 un conflitto che contrappone la societ\u00e0 idrica a numerosi altri municipi calabresi e si ripropone un po\u2019 dovunque. Al di l\u00e0 del parapiglia, esistono responsabilit\u00e0 politiche e gestionali precise, analoghe a quelle individuabili in settori come la sanit\u00e0 pubblica, i trasporti e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.<\/h5>\n<h5><strong>Cosa si potrebbe fare in concreto per migliorare la situazione?<\/strong><\/h5>\n<h5>Gli esperti non hanno dubbi: <strong>prima di tutto ridurre gli sprechi!<\/strong> Avviare cio\u00e8 una campagna seria di ricerca e riparazione delle condotte che disperdono ingenti quantitativi d\u2019acqua nel sottosuolo. <strong>Dal gennaio al settembre 2017, il comune di Cosenza ha condotto questa ricerca a spot, senza un quadro preciso della situazione. <\/strong><\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2954\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/perdita-e-lavori-3-294x512.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/perdita-e-lavori-3-294x512.jpg 294w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/perdita-e-lavori-3-58x100.jpg 58w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/perdita-e-lavori-3-247x430.jpg 247w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/perdita-e-lavori-3.jpg 368w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/p>\n<h5>Alcuni tecnici sono stati incaricati di eseguire delle misurazioni mediante strumenti a ultrasuoni per individuare le perdite. A effettuare tali rilevamenti \u00e8 stata una ditta privata, la MEA Servizi. I revisori si sono recati nei punti in cui le utenze manifestano le maggiori criticit\u00e0, monitorando pozzetto per pozzetto l\u2019andamento delle portate e cercando di capire cosa succeda. Quando trovavano qualche anomalia, segnalavano all\u2019ufficio tecnico il sito in cui scavare e poi una ditta di costruzioni effettuava le riparazioni. A volte non era semplice individuare il punto esatto, perci\u00f2 venivano usati strumenti ancor pi\u00f9 precisi, i correlatori, capaci di distinguere il rumore dell\u2019acqua che scorre nel tubo, da quello prodotto dall\u2019acqua espulsa nel terreno.<\/h5>\n<h5><strong>Purtroppo mancava un\u2019organizzazione alla base di questi interventi.<\/strong> Quando si ripara una perdita, infatti, le pressioni in gioco nella rete di condotte tendono a riequilibrarsi. Per questo motivo, pu\u00f2 succedere che dei tratti di condotte inizialmente sottoposti a una certa pressione, dopo la riparazione di una perdita, vengano sollecitati da pressioni maggiori, causando ulteriori rotture. Ecco perch\u00e9 le misurazioni dovrebbero essere effettuate anche dopo la riparazione. \u00c8 un meccanismo simile a una coperta troppo corta che viene tirata da un verso o dall\u2019altro. Servirebbero allora dei punti di misurazione fissi per capire l\u2019evoluzione nell\u2019equilibrio di pressioni e portate all\u2019interno della rete dopo ogni intervento. Per fare ci\u00f2, sarebbe necessaria un\u2019organizzazione precisa che non pu\u00f2 essere garantita in condizioni di continua emergenza.<\/h5>\n<h5>Una volta eliminate le perdite, si pu\u00f2 pensare all\u2019aspetto della gestione della rete e delle risorse in gioco. <strong>Sarebbero quindi necessari dei sistemi di monitoraggio in tempo reale dei vari tronchi, attraverso le tecnologie a disposizione: mappatura GPS delle condotte, telecontrollo, sistemi informatici di monitoraggio, punti di misurazione, sistemi di allerta e di comunicazione delle anomalie attraverso l\u2019invio di mail e\/o sms.<\/strong> Inoltre, bisognerebbe individuare ulteriori fonti di approvvigionamento qualora quelle attuali non fossero sufficienti. Tutto ci\u00f2 a patto che la rete funzioni alla perfezione, poich\u00e9 \u00e8 inutile immettere altra acqua se questa si perde. <em>(Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 comunque trattato in modo pi\u00f9 approfondito nella terza puntata di questa inchiesta). <\/em><\/h5>\n<h5><strong>Oggi le anomalie sono segnalate dal numero e dal tenore delle telefonate di lamentela che arrivano al centralino del Comune da parte della gente esasperata.<\/strong> I tecnici comunali fanno il possibile, ma sono in pochi e devono compiere acrobazie per sopperire alle continue emergenze.<\/h5>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2960\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-512x384.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-512x384.jpg 512w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-100x75.jpg 100w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-980x735.jpg 980w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-700x525.jpg 700w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1-573x430.jpg 573w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/lavori-2-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/h5>\n<h5>Sono costretti ad avere a che fare con anni e anni di mancata o insufficiente manutenzione della rete idrica e degli impianti. In molti punti della citt\u00e0 le condotte e gli organi di manovra hanno da tempo superato la loro durata di vita. Spesso i manutentori si trovano in situazioni in cui non possono assumersi la responsabilit\u00e0 di chiudere una saracinesca per effettuare le misurazioni, perch\u00e9 esiste il concreto pericolo che azionandola si rompa nelle loro mani.<\/h5>\n<h5>Il sistema di condotte che costituisce la rete idrica cittadina dovrebbe essere ammodernato e reso efficiente. In parte \u00e8 stato fatto negli anni passati dall\u2019amministrazione Occhiuto. La zona del centro interessata dal rifacimento dei marciapiedi, per esempio, ha sub\u00ecto anche una riqualificazione delle condotte idriche. Ma molto altro resta ancora da fare per pensare di risolvere il problema. Serve un programma globale di interventi, supportato da risorse economiche e tecniche continue, non a intermittenza. Serve la volont\u00e0 politica, sapendo che un acquedotto non \u00e8 un ponte che puoi usare facilmente per scattare dei selfie; \u00e8 qualcosa di meno tangibile.<\/h5>\n<h5><em>Alle radici del problema:<\/em><\/h5>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MVbLLPm-fq0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" gesture=\"media\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h5><em>Alfonso Senatore, Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica \u201cBruno Arcuri\u201d<\/em><\/h5>\n<h5><strong>Claudio Dionesalvi<\/strong><\/h5>\n<h5>(fine seconda puntata)<\/h5>\n<h5>(la terza puntata \u2013 LE RESPONSABILIT\u00c0 \u2013 sar\u00e0 pubblicata sabato 18 novembre)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono le criticit\u00e0 nel sistema idrico cosentino? \u201cL\u2019acqua recapitata dai diversi acquedotti \u2013 spiega Marco De Marco, ingegnere idraulico &#8211; viene poi smistata in citt\u00e0 attraverso un certo numero di serbatoi. 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