{"id":3162,"date":"2018-02-07T06:33:01","date_gmt":"2018-02-07T05:33:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=3162"},"modified":"2018-02-06T22:30:40","modified_gmt":"2018-02-06T21:30:40","slug":"3162","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=3162","title":{"rendered":"&#8220;Cari&#8221; politici, cancellate la scuola dai vostri programmi elettorali"},"content":{"rendered":"<h5>Un Frankenstein assemblato con pezzi di De Amicis e Marchionne. Arcaico e manageriale! Cos\u00ec si presenta il sistema scolastico italiano all\u2019esito degli interventi attuati dai ministri Berlinguer, Moratti e Gelmini. Il colpo di grazia \u00e8 stato inferto dalla gestione Renzi. Per effetto della <em>riformite<\/em>, la malattia che rende ancora pi\u00f9 spocchiosa la classe politica italiana, negli ultimi 20 anni la scuola pubblica \u00e8 stata stravolta. Oggi scimmiotta l\u2019azienda privata per\u00f2 \u00e8 alimentata con denaro pubblico. Non che prima, dal secondo dopoguerra in avanti, fosse un modello perfetto, infarcito com\u2019era di autoritarismi e false spinte progressiste. Nella sostanza, le prassi della pedagogia eretica hanno attecchito solo in tempi e territori limitati. E come avrebbero potuto, in una cultura imperniata sul potere del denaro e dell\u2019immagine? Comunque di fatto in questi due decenni la situazione \u00e8 peggiorata. Stracarica di burocrazia, la scuola \u00e8 divenuta invivibile. Lo \u00e8 per insegnanti e studenti che dovrebbero esserne linfa vitale. Il dramma \u00e8 che non \u00e8 finita: partiti e movimenti politici si apprestano a sfoderare nuove mirabolanti riforme. \u00c8 sufficiente dare un\u2019occhiata ai loro programmi elettorali.<\/h5>\n<h5>Non sarebbero malvagie certe proposte avanzate dai <strong>5stelle<\/strong>: \u201c<strong>Tetto massimo di alunni fissato a quota 22 in ogni classe\u201d<\/strong>, meno potere ai dirigenti ma \u201c<strong>aumento del numero dei presidi\u201d<\/strong> a copertura dei plessi lasciati sguarniti dalle forbiciate dei governi di centrodestra, \u201c<strong>stop al sistema degli appalti dei servizi di pulizia\u201d<\/strong> e manutenzione non pi\u00f9 affidata alle ditte esterne che sfruttano migliaia di ex lavoratori socialmente utili; \u201c<strong>abolizione dei finanziamenti statali alle scuole paritarie\u201d<\/strong>. In realt\u00e0 alcune delle proposte pentastellate, se tradotte in atti politici, si rivelerebbero superflue. Il movimento grillino rilancia infatti \u201c<strong>l\u2019esclusione dei test INVALSI dalle prove d\u2019esame\u201d<\/strong>, fingendo di non sapere che sono stati gi\u00e0 eliminati. Di recente il governo li ha inquadrati come requisiti obbligatori. Significa che gli studenti devono sostenerli e basta. Qualora non li affrontassero, non sarebbero ammessi agli esami, ma il risultato conseguito non incide pi\u00f9 sulla media del voto di uscita. Con il programma dei 5stelle siamo comunque lontani dall\u2019eliminazione totale delle Invalsi, sebbene gran parte della classe docente le consideri diseducative, costose, inutili, ideologiche. E non c\u2019\u00e8 bisogno nemmeno che arrivino i pentastellati a promuovere \u201c<strong>l\u2019utilizzo del software libero nella didattica\u201d<\/strong>. Sono gi\u00e0 tanti tra insegnanti e studenti, in moltissime scuole, a impiegare programmi <em>free <\/em>e piattaforme<em> open source<\/em>. A meno che la proposta non vincoli lo Stato a farsi carico di acquistare le licenze di alcuni importanti software rendendoli disponibili per tutti gli istituti scolastici, questa <em>innovazione<\/em> sarebbe superata dai fatti.<\/h5>\n<h5>Affiorano poi le soluzioni demagogiche, buone per accattivare il consenso ma strampalate sul piano della concretezza. L\u2019introduzione di \u201c<strong>\u00e9quipe formative territoriali, cio\u00e8 professionisti in ambito pedagogico e didattico\u201d<\/strong>, alimenterebbe la fumosit\u00e0 dei corsi di aggiornamento che in tutti questi anni sono stati affidati spesso a <em>bambinologi<\/em> privi di qualsiasi aggancio con la realt\u00e0. Parole, teorie, logorroiche <em>slide<\/em>, interi pomeriggi sprecati e soprattutto milioni di euro elargiti agli amici delle dirigenze! E che dire della<strong> \u201cprogrammazione in team che andrebbe estesa anche agli altri gradi scolastici?\u201d <\/strong>Gli insegnanti delle primarie ne sanno qualcosa: quasi sempre le ore di programmazione, soprattutto durante l\u2019anno, si risolvono in un\u2019inutile perdita di tempo. Miope anche l\u2019appoggio dei seguaci di Casaleggio al \u201c<strong>nuovo sistema Formazione Iniziale e Tirocinio\u201d<\/strong> che preserva i privilegi delle baronie universitarie e i capricci dei dirigenti scolastici in materia di accesso dei neoassunti alle cattedre. Ambiguo il paragrafo riservato all\u2019alternanza scuola-lavoro, rinominata <strong>Azione di Apprendimento nel Territorio: \u201cLe ore di alternanza vanno ridotte, rese facoltative e svolte solo presso enti, aziende e botteghe artigianali virtuose disposte a offrire una formazione di qualit\u00e0. Andranno bandite le aziende e le multinazionali che intendano solo assicurarsi manodopera a basso costo\u201d<\/strong>. Cos\u00ec l\u2019alternanza scuola-lavoro \u00e8 l\u2019Araba fenice: muore renzianza e risorge grillina. Infine, nel programma dei 5Stelle non poteva mancare una <em>salvinata<\/em>: \u201c<strong>Monitoraggio psico-attitudinale periodico\u201d.<\/strong> Che cosa significa? Spedire gli insegnanti davanti allo psichiatra? Interessante! Purch\u00e9 sia un supporto estensibile ad altre categorie di dipendenti pubblici. E perch\u00e9 non prevedere una simile verifica per i candidati al parlamento?<\/h5>\n<h5>A proposito di Salvini, c\u2019\u00e8 davvero poco da riflettere sul programma del <strong>Centrodestra<\/strong> a reti unificate. \u00c8 un copia\/incolla delle riforme Gelmini e Moratti, adagiato sul pat\u00e9 della \u201cbuona scuola\u201d di Renzi: <strong>\u201cMaggiore libert\u00e0 di scelta per le famiglie nell&#8217;offerta educativa; incentivazione della competizione pubblico-privato a parit\u00e0 di standard, centralit\u00e0 del rapporto docente-studente nel processo formativo, sostegno all&#8217;aggiornamento e meritocrazia\u201d.<\/strong> Pi\u00f9 che un\u2019idea programmatica, la rivendicazione di un delitto!<\/h5>\n<h5>Da un Matteo all\u2019altro: incalzato da destra, l\u2019ex superpremier che dei personaggi <em>collodiani <\/em>non eredita solo l\u2019accento, avr\u00e0 indotto i suoi prodigiosi esperti <em>scuol\u00f2logi<\/em> a dopare il programma <strong>PD<\/strong> con qualcosa \u201cdi sinistra\u201d. Ecco allora le \u201c<strong>aree di priorit\u00e0 educativa<\/strong> <strong>nelle zone con i pi\u00f9 alti tassi di abbandono e di indigenza\u201d<\/strong>, dove promette che invier\u00e0 \u201c<strong>un esercito di maestre e di maestri<\/strong>\u201d. Inoltre, \u201c<strong>rafforzare il tempo pieno in tutto il Paese<\/strong> <strong>e portare l\u2019offerta nelle scuole elementari del Sud ai livelli medi del Centro-Nord\u201d<\/strong>. Quasi fosse un tic nervoso, il vizietto della riforma a tutti i costi riemerge inesorabile. Il tutto \u00e8 presentato con i verbi all\u2019infinito, come in ogni programmazione scolastica che si rispetti. Cos\u00ec il PD vuole \u201c<strong>RIPENSARE<\/strong> <strong>l\u2019organizzazione dei cicli della<\/strong> <strong>scuola dando spazi e tempi adeguati alla continuit\u00e0 e alla flessibilit\u00e0<\/strong> <strong>dei processi di apprendimento<\/strong>\u201d, \u201c<strong>SOSTENERE<\/strong> <strong>l\u2019apprendimento trasversale<\/strong> <strong>e digitale<\/strong>\u201d; \u201c<strong>PROMUOVERE<\/strong> <strong>l\u2019orientamento degli studenti nei<\/strong> <strong>momenti di scelta e transizione da un ciclo all\u2019altro o dalla scuola al<\/strong> <strong>lavoro<\/strong>\u201d. Un po\u2019 di operaismo postfordista <em>fa pi\u00f9 trendy<\/em>: \u201c<strong>PORTARE<\/strong> <strong>a centomila il numero degli studenti degli istituti tecnici superiori: nel tempo dell\u2019intelligenza artificiale e della robotica, il futuro dell\u2019Italia parte dalla formazione e dalle competenze<\/strong>\u201d. Da psicoanalisi il proposito di \u201c<strong>COMBATTERE la burocrazia scolastica che spesso fa passare interi pomeriggi a riempire moduli inutili a professori e personale della scuola<\/strong>\u201d. Come un macellaio che invita a gustare la cucina vegana, il PD forse dimentica d\u2019essersi fatto promotore, con l\u2019approvazione della legge 107 \u201cbuona scuola\u201d, di una forma inedita di burocrazia digitale che non pochi danni ha cagionato all\u2019amministrazione scolastica, agli organi collegiali e soprattutto alle persone che di scuola vivono.<\/h5>\n<h5>Si mantiene pi\u00f9 in stile Prima Repubblica il programma di <strong>Liberi e Uguali<\/strong>. Dozzinale. Tanta poesia per non significare nulla: \u201c<strong>Una scuola che abbia voglia di essere tempo e spazio di vita per quelli che ogni giorno la abitano nella quale possano trovare ascolto e attenzione difficolt\u00e0 e fragilit\u00e0. Per restituire ad ognuna e ognuno il diritto e la libert\u00e0 di costruire il proprio presente e il proprio futuro<\/strong>\u201d. Unico succoso passaggio, quello attestante la volont\u00e0 di \u201c<strong>vigilare sull\u2019attivazione dei corsi a pagamento dentro le scuole che rappresentano un segno di strisciante privatizzazione\u201d<\/strong>. \u201cVigilare\u201d, comunque. Non \u201cabolire\u201d. Pericolosissimo lo slogan \u201c<strong>Le e gli insegnanti sono intellettuali e ricercatori<\/strong>\u201d. Tutte le volte che questi lo dicono, poi pretendono che ciascun umile docente si trasformi in pedagogista e in cambio di stipendi da fame perda gran parte del residuo tempo disponibile per elaborare sofisticate documentazioni che nessuno legger\u00e0 e giammai troveranno attuazione. Scontata, da parte di LEU, la critica alla renziana legge 107. Immancabile anche in questo programma la tragica volont\u00e0 di far \u201c<strong>decollare una reale riforma della scuola\u201d<\/strong>. E ti pareva!<\/h5>\n<h5>Dinanzi a cotanto ingegno programmatico e a codesta prodigiosa inventiva, un gemito strozzato emerge dalla gola di tanti insegnanti afflitti da due decenni di politichese invadenza. <strong>Per favore, per piet\u00e0, <em>cari<\/em> politici, almeno stavolta occupatevi d\u2019altro, lasciateci in pace, dimenticate la scuola. Magari ricordatevene solo per tornarci. Cos\u00ec potreste imparare la storia di questo Paese e l\u2019uso corretto dei congiuntivi, che spesso dimostrate di non conoscere. Perch\u00e9 per il resto, le tabelline, almeno quelle, s\u00ec che le conoscete. Nelle vostre come nelle altrui tasche, i conti avete sempre dimostrato di saperli fare<\/strong>.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi (insegnante di scuola media)<\/h5>\n<h5>montaggio grafico del <em>professor<\/em> Frankenstein: Dino Grazioso<\/h5>\n<p>dinamopress.it:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"wHqVghNI9Z\"><p><a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/cari-politici-cancellate-la-parola-scuola-dai-vostri-programmi-elettorali\/\">\u201cCari\u201d politici, cancellate la parola scuola dai vostri programmi elettorali<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/cari-politici-cancellate-la-parola-scuola-dai-vostri-programmi-elettorali\/embed\/#?secret=wHqVghNI9Z\" data-secret=\"wHqVghNI9Z\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;\u201cCari\u201d politici, cancellate la parola scuola dai vostri programmi elettorali&#8221; &#8212; DINAMOpress\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Frankenstein assemblato con pezzi di De Amicis e Marchionne. 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