{"id":322,"date":"1999-11-17T20:29:09","date_gmt":"1999-11-17T19:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=322"},"modified":"2019-11-19T22:11:04","modified_gmt":"2019-11-19T21:11:04","slug":"lalluvione-che-40-anni-fa-mise-in-ginocchio-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=322","title":{"rendered":"L&#8217;alluvione che mise in ginocchio Cosenza"},"content":{"rendered":"<h5>Il violento nubifragio avvenne nella notte tra 24 e 25 novembre 1959, quando da un cielo minaccioso e cupo piovvero le prime gocce d\u2019acqua. Era l\u2019inizio dell\u2019alluvione, uno degli eventi pi\u00f9 catastrofici che si siano mai abbattuti su Cosenza.<\/h5>\n<h5>Ma le avvisaglie\u00a0c&#8217;erano state gi\u00e0 una settimana prima. Le campagne si trasformarono in enormi paludi. Gli anziani notarono subito che le nuvole viaggiavano troppo in basso e il vento era pi\u00f9 umido del solito. Sopravviveva ancora intenso il ricordo di quel 30 ottobre del 1902, quando per lo straripamento dei fiumi Cosenza si era gi\u00e0 trovata in ginocchio.<\/h5>\n<h5>Nel \u201859 il bilancio fu pesante: tre morti, centinaia di dispersi e sfollati, miliardi di danni, interi quartieri sommersi dal fango, duemila senza tetto. Oltre alla citt\u00e0 dei Bruzi, la tragedia colp\u00ec diversi centri del Mezzogiorno.<\/h5>\n<h5>I vecchi cosentini rievocano con estrema lucidit\u00e0 quei giorni drammatici. \u00c8 sbalorditivo che quasi tutti abbiamo la percezione di quale fosse il contesto storico in cui avvenne l\u2019alluvione. \u00a0Era il tempo della guerra fredda e l\u2019Italia viveva il \u201cmiracolo economico\u201d. Il Cosenza galoppava al primo posto in classifica nel girone C della serie C. Lenzi in attacco e Sartori tra i pali. La Giunta comunale era presieduta dal sindaco Arnaldo Clausi Schettini. Proprio in quei giorni la commissione toponomastica dava il nome alle odierne piazze Loreto ed Europa.<\/h5>\n<h5>I primi acquazzoni si verificarono intorno alle met\u00e0 di novembre. Improvvisamente, nella notte del 24, un boato da terremoto fece vibrare il sistema nervoso degli abitanti della valle del Crati. Poi, il buio. Il fiume aveva abbandonato il suo corso, dilagando impazzito ai piedi del colle Pancrazio. Una scena simile a quella del disastro di Sarno. Piazza Valdesi, lo Spirito Santo, Corso Telesio, vennero ricoperte da una gigantesca onda di fango, mentre la gente cercava scampo rifugiandosi nei piani alti dei palazzi.<\/h5>\n<h5>In localit\u00e0 Garruba, un grosso tronco di pioppo sradicato dalla furia delle acque sfond\u00f2 la saracinesca di un ufficio postale, disperdendo il denaro in essa custodito.<\/h5>\n<h5>Riusc\u00ec a mettersi in salvo il ministro dell\u2019Agricoltura jugoslavo Omar Slabko che si trovava a Cosenza in visita ufficiale ed era alloggiato all\u2019hotel Jolly (l\u2019attuale sede dell\u2019Aterp). Accortosi che il fango del Crati stava invadendo l\u2019albergo, si allontan\u00f2 precipitosamente dopo aver abbandonato la sua Mercedes che in breve tempo venne inghiottita dalle acque.<\/h5>\n<h5>Le cronache del tempo raccontano della fitta coltre di nebbia che avvolse le zone colpite dal temporale. Uno scenario agghiacciante. Le squadre dei vigili del fuoco rimasero paralizzate dalla melma che invase la caserma. Tre furono le vittime dell\u2019alluvione: un taxista, Franco De Luca, 48 anni, mor\u00ec di paralisi cardiaca. A Rogliano persero la vita le sorelle Rosa ed Elena Altimari, uccise da una frana che travolse la loro abitazione.<\/h5>\n<h5>Dopo 48 ore di panico, un timido sole illuminava il paesaggio apocalittico e accarezzava la parte bassa della citt\u00e0, sommersa dalle acque. Lungo Crati appariva come un fiume in piena. Il Busento non aveva nulla da invidiare ai grandi corsi d\u2019acqua europei. Sabbia ovunque.<\/h5>\n<h5>Dal presidente della Repubblica Gronchi arrivava una telegramma in prefettura. Un treno speciale della Croce Rossa scaricava nella stazione di Paola viveri e indumenti, il preside del liceo classico \u201cTelesio\u201d, Giallombardi, raccoglieva nell\u2019istituto 133mila lire da destinare agli alluvionati. I cosentini vagavano per le strade ripetendo inebetiti: \u00ab<em>Ci restano solo gli occhi per piangere\u00bb<\/em>.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<p>Il Domani, 17 novembre <strong>1999<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4112\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/1999\/11\/alluvione-a-Cosenza-2.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/1999\/11\/alluvione-a-Cosenza-2.jpg 397w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/1999\/11\/alluvione-a-Cosenza-2-89x100.jpg 89w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/1999\/11\/alluvione-a-Cosenza-2-382x430.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/p>\n<p>La cronaca di quelle ore terribili:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"WqmsDqkopg\"><p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=324\">&#8220;Quelle scene di disperazione nella citt\u00e0 vecchia&#8221;<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=324&#038;embed=true#?secret=WqmsDqkopg\" data-secret=\"WqmsDqkopg\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;&#8220;Quelle scene di disperazione nella citt\u00e0 vecchia&#8221;&#8221; &#8212; inviato da nessuno\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il violento nubifragio avvenne nella notte tra 24 e 25 novembre 1959, quando da un cielo minaccioso e cupo piovvero le prime gocce d\u2019acqua. Era l\u2019inizio dell\u2019alluvione, uno degli eventi pi\u00f9 catastrofici che si siano mai abbattuti su Cosenza. Ma le avvisaglie\u00a0c&#8217;erano state gi\u00e0 una settimana prima. Le campagne si trasformarono in enormi paludi. 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