{"id":341,"date":"2000-03-25T09:11:21","date_gmt":"2000-03-25T08:11:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=341"},"modified":"2015-06-29T08:23:29","modified_gmt":"2015-06-29T06:23:29","slug":"e-il-dialetto-cosentino-illumina-il-rendano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=341","title":{"rendered":"E il dialetto cosentino illumina il &#8220;Rendano&#8221;"},"content":{"rendered":"<h5>Il teatro di ricerca irrompe tra i velluti del Rendano. La compagnia Krypton ripropone, questa sera alle 21, \u201cU juocu sta finisciennu\u201d (Finale di partita), di Samuel Beckett. Nell\u2019esperimento di traslazione della forza espressiva del dialetto, il cosentino spezza i tradizionali canoni del grottesco e penetra il muro che separa il linguaggio parlato della letteratura, grazie anche ad una magia del professor John Trumper, traduttore dall\u2019edizione inglese del testo.<\/h5>\n<h5><strong>A Giancarlo Cauteruccio, mente ispiratrice di Krypton, il compito di presentare lo spettacolo, partendo dal lavoro svolto dalla sua compagnia all\u2019interno del Teatro Studio di Scandicci, a Firenze. <\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cQuando ho avuto l\u2019affidamento per la direzione artistica di questo nuovissimo teatro nella periferia fiorentina, ho immaginato subito la possibilit\u00e0 di realizzare un teatro come quelli esistenti nella periferia parigina, dove si sperimenta davvero. Ho cercato di penetrare la citt\u00e0. \u00c8 noto che le periferie, sul piano dei servizi, della cultura e dei passatempo, tendono a spostarsi verso il centro storico. L\u00ec iniziai a fare un lavoro di coinvolgimento dei giovani, che si organizzavano nei primi esperimenti di centri sociali, oppure vivevano alla deriva, o portavano con s\u00e9 handicap fisici. Ho messo tutto questo in gioco, in maniera molto diretta, realizzando \u201cLa citt\u00e0 del desiderio\u201d, ispirato alle Citt\u00e0 Invisibili di Calvino. Da qui nacque il Teatro Studio, che in pochi anni \u00e8 diventato un punto di riferimento per il teatro di ricerca nazionale e in genere per il settore delle arti sperimentali\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Quindi una sorta di laboratorio permanente\u2026<\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cS\u00ec, credo che il teatro debba farsi laboratorio permanente. Non avrebbe senso mettersi in testa di portare avanti le questioni della produzione e del mercato, perch\u00e9 vorrebbe dire imbastardire l\u2019arte. In tutte le citt\u00e0 italiane, i teatri storici tendono ad abbassare il tiro sul piano culturale, per avere il mercato, evitare le rimesse e gli sfori economici. Ma questo \u00e8 assurdo. Uno Stato democratico deve prima di tutto garantire la cultura, che non pu\u00f2 essere garantita dal mercato, perch\u00e9 in questo caso avrebbe ragione Berlusconi. Se anche le sinistre pensano di spostare l\u2019asse su un piano commerciale, possiamo anche trasferirci in America\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Lei si \u00e8 formata negli anni settanta. Cosa \u00e8 rimasto di quella generazione? <\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cHo vissuto il \u201977 e ho difeso quei valori attraverso il mio lavoro artistico. La mia generazione \u00e8 stata in qualche modo molto vicina alla lotta armata. Da quella generazione sono venuti fuori artisti che hanno rinunciato alla lotta armata, ma si sono armati di creativit\u00e0 e sono andati a riprodurre linguaggi che sono diventati dirompenti per quella staticit\u00e0 in cui eravamo venuti a trovarci\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>La grande scoperta di Krypton consiste nel laser. <\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cS\u00ec, il fatto che riuscii a portarlo nei teatri di tradizione, come il Rendano, fu un evento sconvolgente, di cui ancora si parla. Franco Corbelli del Corriere della Sera parl\u00f2 della nostra Eneide come di uno dei piccoli classici del teatro italiano\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Da allora avete fatto molto cammino. <\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cAbbiamo percorso l\u2019Europa e l\u2019Italia. Per esempio, un \u201cPitagora\u201d scritto da un autore cosentino, Marcello Bruno, \u00e8 sbarcato nel Teatro Municipale di Mosca. Oggi siamo di scena al Rendano. Mi aspettavo accolto con pi\u00f9 interesse da parte delle istituzioni cosentine, ma cos\u00ec non \u00e8 stato. \u00c8 uno spettacolo che forse per la prima volta in Italia mette in gioco una lingua che non \u00e8 mai stata messa a confronto con una drammaturgia reale, come quella beckettiana. Ricordo spettacoli bellissimi: \u201cMashcare e diavuli\u201d, per esempio, del Centro Rat. Ma si trattava di una performativit\u00e0 molto legata alle questioni antropologiche, che poteva certificarsi pi\u00f9 direttamente la scelta. In questo caso, invece, diventa una scelta estrema, di rottura, una presa di posizione politica precisa. E allora questa lingua, cos\u00ec violenta, arcaica, dirompente, passionale e allo stesso tempo violenta, entra nella complessit\u00e0 della partitura beckettiana e ne esce vincente. \u00c8 come se nella traduzione dall\u2019inglese questo testo avesse recuperato una carnalit\u00e0 che Beckett voleva dare a questo testo e nella traduzione italiana, invece, perdeva. Questo \u00e8 il motivo per il quale lo spettacolo ha avuto grande successo, specialmente nel nord Italia. Quest\u2019anno siamo stati invitati in uno dei festival pi\u00f9 importanti, che \u00e8 \u201cMilano Oltre\u201d. Al debutto abbiamo avuto dieci minuti di applausi. I beckettiani presenti in sala si sono trovati di fronte ad un\u2019operazione di un certo livello.<\/h5>\n<h5>U juacu sta finisciennu, i suoi interpreti \u2013 che va ricordato sono Giancarlo e Fulvio Cauteruccio, Alessandro Russo e Laura Marchian\u00f2 \u2013 si appresta a scavalcare l\u2019oceano, negli Stati Uniti, dove la potente comunit\u00e0 calabrese residente vuole realizzare a tutti i costi un tour di Kripton. U juacu sta p\u00e9 fin\u00ec, ma il divertimento inizia ora\u201d.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Il Domani sabato 25 marzo 2000<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro di ricerca irrompe tra i velluti del Rendano. La compagnia Krypton ripropone, questa sera alle 21, \u201cU juocu sta finisciennu\u201d (Finale di partita), di Samuel Beckett. 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