{"id":4532,"date":"2020-07-14T13:00:59","date_gmt":"2020-07-14T11:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4532"},"modified":"2020-07-14T11:05:51","modified_gmt":"2020-07-14T09:05:51","slug":"ad-amantea-e-tregua-ma-arriva-lesercito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4532","title":{"rendered":"Ad Amantea \u00e8 tregua, ma arriva l\u2019esercito"},"content":{"rendered":"<h5>Soffiano sul fuoco della rabbia sociale. \u00abNon siamo razzisti\u00bb \u00e8 la scontata premessa. Ma la trama \u00e8 quella della caccia all\u2019untore. Ovviamente straniero e migrante.<\/h5>\n<h5>Sono tredici giovani bengalesi, risultati positivi ai test per il Covid19, sbarcati a Roccella e smistati dalla prefettura di Cosenza nel Centro accoglienza di Amantea, ad aver provocato la rivolta di una parte della popolazione locale. I migranti, di cui cinque minori, sono asintomatici. Arrivati sul versante grecanico di Calabria insieme a un\u2019altra sessantina di profughi, giunti nella cittadina tirrenica cosentina hanno trovato i blocchi stradali di alcune decine di amanteani che ne chiedevano l\u2019immediato allontanamento. Scortati dalla polizia, sono stati accolti presso il Cas a cui erano stati destinati.<\/h5>\n<h5><strong>PAURA E IMPOTENZA<\/strong>. Stavolta il razzismo vero e proprio, forse, c\u2019entra poco. Amantea \u00e8 abituata alla presenza di lavoratori africani, prevalentemente impegnati nella raccolta di cipolle. Da queste parti, l\u2019ultima operazione di polizia contro il caporalato risale a due settimane fa. Nella rivolta contro gli immigrati bengalesi positivi al coronavirus, pi\u00f9 che altro, prevale un sostrato xenofobo. \u00c8 la stessa paura ancestrale dell\u2019untore che negli ultimi mesi si \u00e8 manifestata a latitudini diverse. Purtroppo \u00e8 avvenuto anche sulla costa tirrenica cosentina: in un paio di centri limitrofi, dichiarati \u00abzone rosse\u00bb a causa di alcuni casi \u00abimportati\u00bb di contagio, la psicosi ha accecato la popolazione sino al punto di scatenare sassaiole contro i propri compaesani sospettati di essere infetti. \u00abNon \u00e8 questione di colore della pelle \u2013 spiega un barista che chiede l\u2019anonimato -. A noi umanamente dispiace pure per questi ragazzi. Ma se venissero dal nord Italia o dalla Germania, avremmo la stessa reazione. Non vogliamo che i turisti scappino. Finalmente s\u2019era vista un po\u2019 di gente nell\u2019ultimo weekend. Adesso, dopo le notizie sui social e nei Tg, la citt\u00e0 \u00e8 di nuovo deserta\u00bb.<\/h5>\n<h5>Non tutti gli amanteani sono d\u2019accordo. Qualcuno fa notare che i problemi sarebbero altri: l\u2019emergenza rifiuti, la carenza idrica, il lungomare danneggiato dalle recenti mareggiate, le mancate risposte alle eterne domande sulle navi dei veleni. Per\u00f2 su queste problematiche nessuno insorge. \u00abInoltre \u2013 si sfoga Giovanna, insegnante, mentre sorseggia un caff\u00e8 freddo sulla veranda di un lido solitario \u2013 proprio i blocchi stradali di ieri hanno rilanciato un\u2019immagine negativa di Amantea. E pensare che di fronte al flusso di viaggiatori provenienti dal nord, i controlli disposti dalla Regione sono quantomeno evanescenti. Vabbe\u2019, ma coi turisti vale la pena chiudere entrambi gli occhi e rischiare. Quelli almeno portano soldi\u00bb.<\/h5>\n<h5>Intanto, sin dalla giornata di domenica, da un parte della politica sono ripartiti gli strali \u00abcontro gli invasori\u00bb e in difesa di Amantea. Prevedibile anche l\u2019ennesima piroetta salviniana della presidente regionale, Jole Santelli. Gi\u00e0 durante il lockdown non vedeva l\u2019ora di riaprire tutto. Adesso minaccia di \u00abchiudere i porti\u00bb. I suoi ripetuti appelli per l\u2019impiego dell\u2019esercito non sono andati a vuoto. Dalla vicina Cosenza domani si trasferiranno ad Amantea i militari dell\u2019operazione \u00abStrade sicure\u00bb. Presidieranno il Cas che accoglie i tredici migranti bengalesi. Mezzi blindati, fucili da combattimento e mimetiche: un ottimo brand per una localit\u00e0 balneare.<\/h5>\n<h5><strong>MA LA GOVERNATRICE<\/strong>\u00a0con questo suo ennesimo colpo di teatro cerca anche di coprire le inefficienze della sua giunta. Con un\u2019assessora al lavoro indagata per corruzione dalla Dda di Reggio Calabria ancora salda al suo posto, e una disarmante mancanza di progettualit\u00e0 politica. Eppure nel caso di Amantea i medici sono stati chiarissimi: non c\u2019\u00e8 alcun pericolo per la popolazione. \u00c8 stato ribadito infatti che le strutture che ospitano i ragazzi sbarcati a Roccella sono idonee e sicure, come dimostrano due controlli effettuati dall\u2019Asp di Cosenza.<\/h5>\n<h5>Ma questo non basta a placare gli animi degli esagitati. Dai capannelli di piazza si intuisce che i blocchi della Tirrenica potrebbero a breve riprendere. In un paesone dal 14 febbraio commissariato per \u2018ndrangheta, in cui dalle inchieste \u00e8 emerso che tutti gli appalti pubblici erano manipolati dalle cosche (la mensa, il porto, i parcheggi e la derattizzazione), \u00e8 davvero il colmo che possano fare cos\u00ec \u00abpaura\u00bb 13 rifugiati del Bangladesh.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti<\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/ad-amantea-e-tregua-ma-arriva-lesercito\/\">il manifesto, 14 luglio 2020<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soffiano sul fuoco della rabbia sociale. \u00abNon siamo razzisti\u00bb \u00e8 la scontata premessa. Ma la trama \u00e8 quella della caccia all\u2019untore. Ovviamente straniero e migrante. 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