{"id":456,"date":"1999-02-18T16:23:15","date_gmt":"1999-02-18T15:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=456"},"modified":"2015-06-21T16:26:17","modified_gmt":"2015-06-21T14:26:17","slug":"massimo-non-e-morto-di-edema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=456","title":{"rendered":"\u00abMassimo non \u00e8 morto di edema\u00bb"},"content":{"rendered":"<h5>Avvolto nelle lenzuola insanguinate, con un paio di lividi sul collo ed un fisico consunto e dimagrito. Si presentava cos\u00ec il cadavere di Massimo Esposito, il ventitreenne cosentino morto nel carcere di Lecce il 30 novembre \u201997. Il giovane era stato arrestato, perch\u00e9 ritenuto responsabile di una tentata rapina. Nei giorni successivi alla sua scomparsa, la famiglia aveva sollevato pesanti dubbi sulle cause del decesso, alimentando le voci secondo le quali Massimo sarebbe rimasto vittima di un pestaggio o un\u2019aggressione all\u2019interno della propria cella. Le indiscrezioni trovarono una prima conferma nelle dichiarazioni rilasciate dal legale Alessandra Viterbo, che ha seguito il caso sin dall\u2019inizio, su richiesta dell\u2019avvocato Tommaso Sorrentino, nominato dalla famiglia Esposito. \u00ab<em>Ho incontrato Massimo durante il suo interrogatorio \u2013 aveva detto la dottoressa Viterbo \u2013 solo quattro giorni prima che morisse. Sudava, era pallido e rifiutava il cibo. Aveva deciso di fare lo sciopero della fame, ma nessuno lo ha soccorso<\/em>\u00bb.<\/h5>\n<h5>Gli aspetti oscuri della vicenda non sono stati chiariti neanche dopo i risultati dell\u2019autopsia, eseguita dal medico leccese Angelo Del Basso, e depositata il 27 ottobre scorso, a quasi un anno di distanza dalla notte in cui Esposito perse la vita. Secondo l\u2019autore della perizia, il ragazzo sarebbe stato stroncato da un edema polmonare acuto. Inoltre, nel referto si faceva riferimento ad una presunta forma di epilessia che avrebbe contribuito a renderlo pi\u00f9 debole. \u00c8 stato proprio quest\u2019ultimo particolare ad insinuare nuovi sospetti nella famiglia Esposito. \u00ab<em>Massimo<\/em> \u2013 aveva commentato la sorella Loredana \u2013 <em>era sanissimo e non \u00e8 mai stato epilettico. Il risultato dell\u2019autopsia non mi convince. Comunque, rimetteremo tutto nelle mani del dottor Franco Fagiano, il perito di parte, che dovr\u00e0 esprimere una valutazione della perizia effettuata dal suo collega. Siamo decisi ad andare fino in fondo, perch\u00e9 ancora oggi tutta questa storia rimane avvolta nel mistero<\/em>\u00bb.<\/h5>\n<h5>Le indagini sulla morte del giovane detenuto, che all\u2019inizio erano di competenze del procuratore Laura Liguori, sono passate successivamente alla dottoressa Maria Cristina Rizzo. Decisa a scoprire la verit\u00e0, in attesa di conoscere i risultati del lavoro svolto da Fagiano, Loredana Esposito ha provato a sottoporre la perizia redatta dal leccese Del Basso all\u2019attenzione di alcuni specialisti cosentini, che in cambio della garanzia dell\u2019animato, hanno accolto la richiesta di pronunciare un parere sui primi risultati dell\u2019autopsia. Pesanti dubbi sarebbero stati espressi sulla validit\u00e0 scientifica di alcune analisi, verbalizzate nel referto originale. In particolare, le perplessit\u00e0 sono nate circa le macchie di colore giallo, riscontrate sulla pelle del ragazzo. E proprio ieri, dal Salento \u00e8 piovuta una nuova inquietante ipotesi: Massimo potrebbe essere stato eliminato, perch\u00e9 in possesso di informazioni pericolose. Se confermato dall\u2019esito del secondo esame autoptico, il fatto sarebbe di una gravit\u00e0 inaudita e getterebbe una luce sinistra sugli ultimi giorni di libert\u00e0 di Massimo. \u00c8 noto, infatti, che Esposito non era affiliato alle organizzazioni criminali, n\u00e9 tantomeno era ritenuto un elemento di spicco della malavita. La storia di \u201cNan\u00e0\u201d \u2013 cos\u00ec lo chiamavano gli amici cresciuti con lui in Via Popilia \u2013 era identica a quella di tanti altri giovani che, privi di ogni opportunit\u00e0, scelgono di percorrere strade insidiose, pur di ritagliarsi uno spazio e darsi un\u2019identit\u00e0.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Il Domani, 18 febbraio 1999<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvolto nelle lenzuola insanguinate, con un paio di lividi sul collo ed un fisico consunto e dimagrito. Si presentava cos\u00ec il cadavere di Massimo Esposito, il ventitreenne cosentino morto nel carcere di Lecce il 30 novembre \u201997. Il giovane era stato arrestato, perch\u00e9 ritenuto responsabile di una tentata rapina. 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