{"id":4705,"date":"2020-11-25T15:28:16","date_gmt":"2020-11-25T14:28:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4705"},"modified":"2020-11-25T15:29:58","modified_gmt":"2020-11-25T14:29:58","slug":"calabria-una-regione-senza-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4705","title":{"rendered":"Calabria, una regione senza sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h5>Una diagnosi errata, un intervento chirurgico sbagliato, l\u2019attesa infinita per una risonanza magnetica che non arriva mai. In molte regioni sono situazioni frequenti. In Calabria non c\u2019\u00e8 una sola persona che possa affermare di non averle vissute sulla propria pelle. Nel loro esodo sanitario verso gli ospedali del nord, i calabresi si riconoscono per queste stimmate. Nei giorni della Covid-19 questa condizione \u00e8 divenuta insopportabile. Pu\u00f2 capitare pure che a subirla e a denunciarla siano gli stessi medici, quando a loro volta divengono pazienti costretti a emigrare per questioni sanitarie. \u00abSono stato operato ad una gamba \u2013 spiega un medico calabrese \u2013 per un problema che mi tormentava da tempo. Sono un medico. Gli stessi miei colleghi ortopedici, a causa della delicatezza dell\u2019intervento, mi hanno consigliato di andare fuori dalla Calabria, in un centro specializzato nell\u2019Italia centrale. L\u2019intervento \u00e8 andato bene, ma subito dopo \u00e8 iniziata una febbre terribile, debilitante.<\/h5>\n<h5><em><strong>In breve: Covid. Un\u2019esperienza allucinante. Febbre, tosse, grave astenia, niente odori n\u00e9 sapori. Saturazione 80% (norma 96\/98). Pensavo proprio che mi avrebbero intubato. Immediatamente \u00e8 scattato un meccanismo protettivo.<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Il dipartimento di prevenzione mi ha chiamato, hanno inviato un\u2019\u00e9quipe. Mi hanno visitato, fornito farmaci ed assistenza. Nel frattempo di mio avevo gi\u00e0 iniziato eparina e cortisone. Dopo qualche giorno, tampone negativo: sono guarito. Mi ha persino telefonato il sindaco del paesino in cui ero ricoverato, mettendosi a completa disposizione e fornendomi il suo cellulare. Insomma potr\u00f2 raccontarla. Per\u00f2, da calabrese, che amarezza! Io non ho scucito un centesimo. Quass\u00f9, lontano dalla mia amata Calabria, ogni cittadino \u00e8 abituato a ricevere senza doverlo pretendere e senza che questo sia considerato un \u201cfavore\u201d. I diritti negati alla lunga distruggono le basi di ogni convivenza civile. Ho immaginato il sindaco della nostra citt\u00e0: \u201cChin\u2019\u00e8? Viditi cchi vvo chissu! E a mia mi chiami? Chiama all\u2019Asl!\u201d\u00bb.<\/h5>\n<h5>LA SOLUZIONE A TUTTI I MALI: IL COMMISSARIAMENTO<\/h5>\n<h5>Che si tratti della pandemia o d\u2019altro, in Calabria non c\u2019\u00e8 un problema di qualsiasi tipo che non possa essere risolto da un commissariamento. Ci sono questioni economiche, sociali, mafiose? Ed ecco un affidamento a un funzionario prefettizio o un ex generale in pensione. Attualmente, si trovano in questa situazione decine di Comuni, di enti e di strutture sanitarie della Regione. D\u2019altronde, il commissariamento rappresenta la risposta pi\u00f9 semplice: non costa nulla (eccetto i lauti stipendi), non prevede il farsi carico della problematica e di affrontarla in qualche modo. Non ci sono investimenti, aiuti, n\u00e9 ricerca di soluzioni. Si nomina una persona e si continua come se niente fosse fino alla proroga o a un successivo intervento emergenziale.<\/h5>\n<h5><em><strong>Il primo commissariamento della sanit\u00e0 in Calabria risale al dicembre 2007, con la nomina di Vincenzo Spaziante, allora anche assessore alla sanit\u00e0 dell\u2019amministrazione Loiero. Il provvedimento affidava alla Protezione civile tre compiti: progettare un accorpamento degli enti sanitari, rendicontare il deficit, rimediare alle gravi insufficienze delle prestazioni.<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Insomma, problemi che ancora oggi, a distanza di 13 anni, non sono stati risolti. La gestione emergenziale dura qualche mese e porta pochi risultati.<br \/>\nNel 2009 viene stipulato il \u201cPiano di Rientro\u201d tra Governo e Regioni per la riduzione del debito e inizia l\u2019era commissariale, tuttora in corso. L\u2019accordo stabilisce, infatti, l\u2019istituzione della figura di un Commissario ad acta per l\u2019attuazione del Piano. Dal 2010 al 2014 tale ruolo \u00e8 stato ricoperto dall\u2019allora Presidente della Regione Scopelliti (Msi\/Alleanza Nazionale\/Pdl). L\u2019ascesa dell\u2019uomo forte della destra reggina si conclude con il suo arresto nel 2014, il posto vacante al vertice della Sanit\u00e0 calabrese viene affidato pro-tempore all\u2019ex generale della Finanza Luciano Pezzi.<\/h5>\n<h5>Il Piano di Rientro, inoltre, prevede che, qualora vengano riscontrati dei ritardi o delle mancate attuazioni dello stesso, il governo possa affidare l\u2019incarico di commissario a un esterno. Cos\u00ec, nel 2015 a seguito di una valutazione negativa sulle attivit\u00e0 regionali da parte del governo Renzi, vengono nominati il Commissario Massimo Scura, ex Dg delle Asl di Siena e Livorno, e al suo fianco il sub-commissario Andrea Urbani che ricopriva lo stesso incarico con Scopelliti. Una delle prime mosse di Scura \u00e8 un passo falso. Chiama un manager per \u201crimettere in ordine i conti\u201d dell\u2019Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Reggio Calabria. L\u2019assunzione viene successivamente bocciata dai ministeri di Salute e Finanza a causa dell\u2019esorbitate retribuzione di circa 600 euro al giorno.<\/h5>\n<h5>Scura rimane in carica fino al 2019. Successivamente il governo Lega-M5s nomina come suo successore il generale dei carabinieri in pensione Cotticelli e come sub-commissario Thomas Schael (dimessosi dopo pochi mesi e sostituito da Maria Crocco). In questo susseguirsi di nomine esterne interviene anche il Ministero dell\u2019Interno che ad aprile 2019 scioglie per infiltrazioni mafiose l\u2019Asp di Reggio Calabria e settembre anche quella di Catanzaro.<\/h5>\n<h5><em><strong>La gestione delle due aziende Sanitarie Provinciali \u00e8 affidata a due commissari prefettizi. Nel frattempo, il 2 luglio, diventa esecutivo il \u201cdecreto Calabria\u201d che, sebbene sblocchi pochissimi fondi incrementando minimamente la spesa per le assunzioni, estende i commissariamenti anche alle Asp e alle Aziende Ospedaliere (AO).<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>A Cosenza, dove si trova una delle poche Aziende Provinciali rimaste in piedi, viene nominata alla direzione generale Daniela Saitta. Un\u2019esperienza che dura pochissimo, dopo poco tempo \u00e8 costretta a dimettersi a causa di una consulenza gratuita affidata alla figlia. Viene nominato ad interim Zuccatelli, che di fatto assume un ruolo di vertice nella struttura sanitaria regionale in quanto gi\u00e0 commissario straordinario dell\u2019Azienda Ospedaliera di Catanzaro e dell\u2019Ospedale universitario Mater Dei. Zuccatelli lascia l\u2019Asp di Cosenza a giugno del 2020 dopo aver gestito in maniera disastrosa l\u2019emergenza Covid, al suo posto viene promossa Cinzia Bettelini, ex direttrice sanitaria dell\u2019AO.<\/h5>\n<h5>Un commissario dopo l\u2019altro, incarichi ad interim, dimissioni forzate, incapacit\u00e0. Ma il peggio doveva ancora venire. A inizio novembre 2020 l\u2019intera Regione viene proclamata \u201czona Rossa\u201d, nonostante un numero di contagi nettamente inferiore rispetto alle altre aree d\u2019Italia. Il problema \u00e8 la mancata attuazione del \u201cPiano Covid\u201d da parte di Cotticelli. L\u2019ex generale dei Carabinieri scoperto da una trasmissione giornalistica viene immediatamente licenziato dal Premier Conte che lo aveva nominato. Al suo posto ancora Zuccatelli, anche egli \u00e8 costretto a dimettersi dopo le uscite no-mask e le proteste dei cittadini che gli imputano una corresponsabilit\u00e0 con il disastro sanitario. Il governo, a quel punto, sceglie l\u2019ex rettore della Sapienza Gaudio che dura meno di 24 ore.<\/h5>\n<h5>IL PIANO DI RIENTRO<\/h5>\n<h5>Nel 2009 la Regione Calabria guidata allora da Agazio Loiero ha sottoscritto il cosiddetto \u201cPiano di Rientro\u201d, un termine tecnico per indicare il percorso di riduzione del debito nella sanit\u00e0. Si tratta di un accordo tra Governo e Regioni, sottoscritto da tutte le regioni del Sud e da Piemonte, Liguria e Lazio. Il Piano si inserisce all\u2019interno di un disegno pi\u00f9 complessivo che ha riguardato la politica economica italiana ed europea degli ultimi 30 anni: la distruzione del welfare tramite tagli alla sanit\u00e0, all\u2019istruzione e ai sussidi sociali.<\/h5>\n<h5>Il Piano di riduzione della spesa conta soprattutto su due aspetti. Il primo riguarda il taglio del costo del personale attuato tramite lo strumento del blocco del turn-over, cio\u00e8 la mancata sostituzione dei dipendenti andati in pensione. Infatti, molti ospedali al momento convivono con l\u2019assenza di personale, un problema che molti istituti arginano assumendo precari tramite cooperative fittizie o finti lavoratori autonomi a partita IVA. Secondo i dati pubblicati dal Ministero Economia e Finanza (Mef) sulla Calabria il costo per il personale dipendente sulla spesa totale della sanit\u00e0 \u00e8 passato dal 41% del 2002 al 31% del 2019. Il secondo aspetto \u00e8 la chiusura di molte strutture sanitarie.<\/h5>\n<h5>Nel 2010 l\u2019allora presidente regionale e commissario ad acta della sanit\u00e0 Scopelliti ne ha chiuse con un solo decreto ben 18 (DPGR n.18 del 2010): Palmi (Rc), Taurianova (Rc), Siderno (Rc), Chiaravalle (Cz), Soriano (Vv), San Marco Argentano (Cs); Rogliano (Cs) (struttura successivamente assegnata all\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza), San Giovanni in Fiore (Cs), Acri (Cs), Mormanno (Cs), Trebisacce (Cs), Cariati (Cs), Praia a Mare (Cs), Lungro (Cs), Soveria Mannelli (CZ), Serra San Bruno (Vv), Scilla (Rc), Oppido Mamertina (Rc). In quattro di queste strutture sono rimasti aperti dei presidi sanitari di montagna conservando solo i posti letto di medicina generale.<\/h5>\n<h5><em><strong>Altri ospedali sono stati accorpati, come \u00e8 avvenuto per Cetraro-Paola e Rossano-Corigliano. Nel complesso il progetto di \u201criordino della rete ospedaliera\u201d ha ridotto del 21% i posti letto. Infine i nuovi ospedali della Sibaritide, Gioia Tauro e Vibo Valentia, previsti per rinnovare le infrastrutture, aspettano ormai da 10 anni la posa della prima pietra.<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Nonostante i profondi tagli ai servizi sanitari, il dato davvero contraddittorio \u00e8 che il debito della sanit\u00e0 calabrese non \u00e8 diminuito. Anzi dal 2010, secondo i dati dell\u2019osservatorio del Mef non \u00e8 mai stato chiuso un bilancio in positivo, nel 2018 \u00e8 stato raggiunto il picco di deficit annuale di 213,3 milioni, cio\u00e8 il 6,4% dell\u2019intero finanziamento annuale:<\/h5>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4706\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-512x151.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-512x151.jpg 512w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-100x29.jpg 100w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-768x226.jpg 768w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-980x288.jpg 980w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico-573x168.jpg 573w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/grafico.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/h5>\n<h5>Com\u2019\u00e8 possibile che a fronte di tagli cos\u00ec corposi il debito aumenti? Questi sono i \u201cmisteri\u201d della sanit\u00e0 calabrese. Secondo l\u2019ex commissario Scura l\u2019aumento del debito \u00e8 dovuto \u00abai pagamenti del debito pregresso che, in particolare nelle Asp di Cosenza e Reggio Calabria si registra crescente a causa delle innumerevoli azioni giudiziarie (pignoramenti e ottemperanze) promosse dai creditori nel tempo. Inoltre ogni anno si registra una sorpresa dell\u2019ordine di decine di milioni proveniente dal passato per contenziosi da privato riguardanti aggiornamento tariffe o errori o altro\u00bb. Insomma, ci sono due problemi.<\/h5>\n<h5>Uno \u00e8 la trappola del debito, cio\u00e8 le vecchie passivit\u00e0 che a distanza di anni diventano macigni a causa dell\u2019accumulo di interessi. Un altro \u00e8 quello che l\u2019ex commissario Scura definisce la \u201csorpresa\u201d annuale, cio\u00e8 buchi che spuntano all\u2019improvviso dai bilanci spesso a seguito di operazioni non chiare attuate da quell\u2019area grigia tra politica, mafia e sanit\u00e0 privata. Nel 2020 \u00e8 stata la volta del fallimento della Fondazione Campanella che ha portato con s\u00e9 94 milioni di passivo.<\/h5>\n<h5>CITTADINI SENZA ASSISTENZA SANITARIA, PAZIENTI IN FUGA<\/h5>\n<h5>Le conseguenze sociali delle politiche di tagli applicate dai governi regionali e nazionali sono state disastrose. A causa dell\u2019assenza di posti letto (2,98 per mille abitanti a fronte di una media nazionale del 4,3) e della carenza di servizi di analisi e assistenza territoriale, molti pazienti sono costretti a rivolgersi alle cliniche private. Spesso si tratta di strutture convenzionate di propriet\u00e0 di politici locali o di personaggi contigui al notabilato e al malaffare.<br \/>\n\u00abIn 12 mesi effettuo da 800 a 1000 ecografie alla tiroide. Potrei arrivare a 4mila, ma se mi fosse consentito, chiuderebbe almeno una clinica privata della citt\u00e0 e finirebbe l\u2019emigrazione sanitaria verso Pisa. Ecco perch\u00e9 mi impediscono di potenziare macchine, spazi e personale del mio reparto\u00bb, spiega un altro specialista dell\u2019ospedale di Cosenza, che preferisce restare anonimo.<\/h5>\n<h5><em><strong>Esiste dunque un solido nesso tra l\u2019egemonia dei privati e la cosiddetta \u201cemigrazione sanitaria\u201d, ovvero il ricorso alle cure presso strutture fuori regione. Per specifiche patologie pi\u00f9 complesse il ricorso a ospedali di altre regioni \u00e8 pi\u00f9 frequente. Secondo i dati di Bankitalia, per le operazioni oncologiche \u00e8 quasi il 50% e supera l\u201980% per il tumore ai polmoni.<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Nel folle sistema italiano \u00e8 la regione di appartenenza a dover rimborsare le spese sostenute dall\u2019ospedale presso cui \u00e8 avvenuta la prestazione. L\u2019ultimo rapporto Gimbe sulla mobilit\u00e0 sanitaria interregionale calcolava il debito contratto dalla regione Calabria a causa dell\u2019emigrazione sanitaria in 287 milioni di euro nel solo 2018, nello stesso anno la Regione Lombardia ha accumulato un attivo di quasi 750 milioni. In un articolo recentemente pubblicato ne parla chiaramente il professor Vieste, mettendo in luce come la sanit\u00e0 calabrese sia quella che di gran lunga ha ricevuto meno investimenti in Italia. Dal 2010 al 2017 nelle strutture sanitarie calabresi sono stati investiti circa 15,9 euro pro capite, mentre, nello stesso periodo, la media nazionale \u00e8 stata del 44,4, o addirittura nella ricca Bolzano la cifra raggiunge i 183,8 euro. Ne consegue il drastico peggioramento qualitativo delle infrastrutture e delle attrezzature sanitarie che a sua volta, come un circolo vizioso, produce \u201cemigrazione sanitaria\u201d e l\u2019innalzarsi del debito.<\/h5>\n<h5>\u00abQuando mi hanno diagnosticato il cancro al seno \u2013 spiega Sonia -, sono stata tentata di curarmi in Calabria, dove sono nata e vivo. Ma ho iniziato a vagare tra reparti ospedalieri, studi medici, strutture private. Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 di essere visitata da un\u2019\u00e9quipe che mi fornisse subito una diagnosi precisa, ho deciso di scappare a Milano. L\u00ec ho ottenuto una diagnosi in poche settimane e subito dopo sono stata operata. A quel punto, per sottopormi a chemioterapia, ho scelto il reparto oncologico dell\u2019ospedale della mia citt\u00e0, Cosenza. L\u00ec ho toccato con mano i problemi organizzativi e l\u2019approssimazione con cui \u00e8 trattata una tipologia di malati che richiederebbero ben altra cura. Ho incontrato anche medici e infermieri dotati di grande umanit\u00e0.<\/h5>\n<h5>Purtroppo per\u00f2, per vincere il tumore, i sorrisi e le pacche sulla spalla sono importanti, ma non bastano! Una mattina hanno dimenticato di somministrarmi l\u2019antiemetico e nelle ore successive sono stata pi\u00f9 male del previsto, ho vomitato anche l\u2019anima. Altre volte ho dovuto attendere pi\u00f9 di tre ore, insieme a tanti altri malati, prima che arrivassero i farmaci chemioterapici dalla farmacia dell\u2019ospedale. Ancora oggi, terminate le cure chemioterapiche, accade spesso che, recandomi al \u201cfollow up\u201d, io debba raccontare da capo la mia storia clinica allo specialista di turno, perch\u00e9 non esiste un archivio digitale contenente le documentazioni sanitarie dei pazienti. Anche gli esami di routine diventando un calvario. Una volta m\u2019\u00e8 capitata una dottoressa inesperta che con la Tac ha \u201cvisto\u201d un nuovo tumore ai polmoni che in realt\u00e0 non avevo\u00bb.<\/h5>\n<h5><em><strong>La Calabria \u00e8 dunque un chiaro esempio di come i tagli alla spesa sanitaria agiscano da moltiplicatore delle diseguaglianze, fornendo ulteriori risorse alle regioni gi\u00e0 ricche e sottraendole a quelle povere. Quella provocata dalla pandemia non \u00e8 una situazione eccezionale.<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Gi\u00e0 nei mesi estivi, quando ancora la seconda ondata non si era verificata, l\u2019impreparazione del sistema sanitario appariva in tutta la sua drammaticit\u00e0. \u00abVivo in Italia da tanti anni \u2013 racconta Adelaide -. Mia figlia \u00e8 cittadina italiana, ma io sono brasiliana. Nello scorso agosto, io e lei siamo andate in Spagna per incontrare i parenti che non vedevamo da tanto tempo. Al ritorno, all\u2019aeroporto di Lamezia Terme, non c\u2019era alcun controllo. Mia figlia si \u00e8 sottoposta volontariamente a tampone perch\u00e9 era in cura da un ortopedico. Sia io che lei siamo risultate positive alla Covid-19. Avevamo pochi sintomi. Le autorit\u00e0 ci hanno confinate in casa, come la legge prevede.<\/h5>\n<h5>Da quel momento \u00e8 iniziato un incubo. Sebbene l\u2019altra mia figlia, la maggiore, avesse la possibilit\u00e0 di abitare altrove, le autorit\u00e0 sanitarie le hanno intimato di domiciliarsi nella casa in cui viviamo io e la minore. Risultato: abbiamo contagiato anche lei! Tutte le volte che telefonavo al numero dell\u2019azienda sanitaria, le persone che rispondevano erano incapaci di fornirci informazioni, spesso non conoscevano neanche il nostro caso. Per ottenere nuovi tamponi abbiamo dovuto aspettare tempi lunghissimi. Una volta ce lo hanno anche fatto ripetere, perch\u00e9 lo avevano perso. Siamo potute uscire di casa dopo due mesi effettivi di isolamento, bench\u00e9 ormai fossimo guarite da diverso tempo\u00bb.<\/h5>\n<h5>Nelle scorse settimane i cittadini calabresi sono scesi in piazza per chiedere una \u00abSanit\u00e0 pubblica, gratuita e di qualit\u00e0\u00bb. Per raggiungere questo obiettivo i manifestanti pretendono: la conclusione della stagione commissariale, l\u2019azzeramento del debito e la fine della collusione tra politica e sanit\u00e0 privata. Richieste che il governo non pare aver recepito: Conte e i suoi ministri sono indaffarati nell\u2019esclusiva ricerca di un nuovo commissario e sono sordi alle richieste provenienti dal basso. Nonostante una situazione disastrosa, le mobilitazioni di cittadini e del personale sanitario lasciano ben sperare per il futuro della sanit\u00e0 calabrese.<\/h5>\n<h5>Antonio Sanguinetti, Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5><strong>(Immagine di copertina di David Mark da\u00a0<a href=\"https:\/\/pixabay.com\/it\/photos\/ospedale-camera-all-interno-in-casa-2301041\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pixabay<\/a>)<\/strong><\/h5>\n<p>(tratto da)<\/p>\n<p><strong>dinamopress<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"uLtfixqoDX\"><p><a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/calabria-regione-senza-sanita\/\">Calabria, una regione senza sanit\u00e0<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Calabria, una regione senza sanit\u00e0&#8221; &#8212; DINAMOpress\" src=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/calabria-regione-senza-sanita\/embed\/#?secret=uLtfixqoDX\" data-secret=\"uLtfixqoDX\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una diagnosi errata, un intervento chirurgico sbagliato, l\u2019attesa infinita per una risonanza magnetica che non arriva mai. 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