{"id":4988,"date":"2021-08-04T10:21:25","date_gmt":"2021-08-04T08:21:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4988"},"modified":"2026-09-17T17:28:07","modified_gmt":"2026-09-17T15:28:07","slug":"licenziata-perche-mamma-la-corte-la-reintegra-fu-una-ritorsione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=4988","title":{"rendered":"Licenziata perch\u00e9 mamma, la Corte la reintegra: \u00abFu una ritorsione\u00bb"},"content":{"rendered":"<h5>La maternit\u00e0 \u00e8 da sempre \u00abun guaio per la produzione\u00bb, canta la Banda Bassotti, un ostacolo al profitto, un problema per le aziende. E per Sara Guerriero il trasferimento da Cosenza a Salerno era scattato dopo aver dato alla luce un bambino. Una coincidenza?<\/h5>\n<h5>\u00abNon \u00e8 mai troppo tardi\u00bb, recita uno spot dell\u2019Istituto Helvetico Sanders, l\u2019azienda di cui la neo mamma era dipendente. Le comunicarono che a causa della crisi doveva trasferirsi da Cosenza a Salerno. Un ricatto vero e proprio, un provvedimento discriminatorio per il suo status di madre. In effetti non \u00e8 mai troppo tardi per perdere il posto di lavoro nell\u2019Italia neoliberista. E se un giudice di prime cure decide che devi essere richiamata in sede, pazienza. L\u2019azienda ti trasferisce lo stesso.<\/h5>\n<h5>\u00c8 stata una battaglia infinita, lunga ed estenuante, quella di Sara, a colpi di cause, denunce, lettere di trasferimento, accorate richieste di mediazione. E poi la campagna stampa, i servizi delle Iene, gli inviti in Rai. \u00abGli affari dell\u2019azienda non vanno benissimo, non puoi lavorare pi\u00f9 qui, ti mandiamo a 257 chilometri di distanza\u00bb. Prendere o lasciare. Lei non solo non ha lasciato ma ha combattuto.<\/h5>\n<h5>Alla fine ha vinto. E i \u00abguai\u00bb per Farmasuisse Srl e Sanders cominciano proprio da oggi: una sentenza della sezione Lavoro della Corte di Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Emilio Sirianni (consiglieri Rosario Murgida e Antonio Cestone), ha condannato a una pesante indennit\u00e0 risarcitoria la multinazionale elvetica e ha ordinato l\u2019immediato reintegro della lavoratrice cosentina, patrocinata dall\u2019avvocato Giuseppe Lepera. Guerriero fu prima trasferita e poi di fatto estromessa dall\u2019azienda, subito dopo aver messo al mondo un bimbo. \u00abIl suo licenziamento \u00e8 ritorsivo e discriminatorio\u00bb, sentenzia ora la Corte.<\/h5>\n<h5>La giovane lavoratrice, sebbene in tanti anni di servizio fosse stata impeccabile e professionale, appena divenuta mamma fu posta di fronte a un ricatto: accettare il trasferimento a 250 km dalla sede originaria o essere licenziata. Sara si ribell\u00f2, raccont\u00f2 tutto a\u00a0<em>il manifesto<\/em>, che nell\u2019edizione del\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/sara-o-ti-trasferisci-a-250-km-di-distanza-o-ti-licenziamo\/\">3 marzo 2017<\/a>\u00a0pubblic\u00f2 la sua vicenda. La solidariet\u00e0 fu massiccia.<\/h5>\n<h5>\u00abPosso ritenermi fortunata \u2013 spiega \u2013 perch\u00e9 la mia non \u00e8 una famiglia monoreddito, quindi ho potuto attendere da disoccupata il tempo necessario per ottenere giustizia. Ma penso a tantissime colleghe che non vivono la stessa condizione e si vedono costrette a subire in silenzio o accettare formule compromissorie forzose\u00bb.<\/h5>\n<h5>La storia di Sara \u00e8 narrata in\u00a0<em>La spettabile F.<\/em>, scritto da Luca Scarpelli, e pubblicato da Edizioni Erranti nel 2020. Il libro ricostruisce la vertenza in tutte le fasi, rivela i contraccolpi psicologici, squaderna il dramma umano di una donna privata del posto di lavoro nel momento pi\u00f9 delicato della propria esistenza. Dal romanzo traspare la volont\u00e0 di riscatto, la scelta coraggiosa di ribellarsi, la consapevolezza che tale gesto stimoler\u00e0 tante altre donne a non sottomettersi.<\/h5>\n<h5>Il gelido linguaggio burocratico con cui l\u2019azienda comunicava l\u2019esubero della segretaria Guerriero, inquadrata nel 4 livello Ccnl studi professionali, \u00abper un processo di riorganizzazione finalizzata a ridurre i costi legati alle sedi operativa in modo da far s\u00ec che il numero degli operatori sia confacente alle effettive esigenze aziendali ed ai reali volumi di attivit\u00e0 \/redditivit\u00e0 e alle scelte imprenditoriali adottate per l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 di sede e il contenimento dei costi\u00bb, celava dunque una cinica volont\u00e0 \u00abdiscriminatoria\u00bb, \u00abritorsiva\u00bb e \u00abvendicativa\u00bb.<\/h5>\n<h5>I giudici dell\u2019Appello, riformando la sentenza di primo grado, rimarcano che la scelta aziendale di sopprimere un posto di lavoro nella sede di Cosenza non era frutto di legittima scelta imprenditoriale. \u00abChe tanto fosse avvenuto in ragione della sopravvenuta maternit\u00e0 della ricorrente era dimostrato anche dai floridi risultati economici conseguiti nel periodo di interesse proprio presso la filiale di Cosenza, che smentivano in radice il giustificato motivo oggettivo\u00bb, scrivono i giudici catanzaresi.<\/h5>\n<h5>Un provvedimento che far\u00e0 giurisprudenza, che tira una linea sul modo di fare impresa a danno delle lavoratrici madri. \u00abA ulteriore dimostrazione del solo intento vendicativo alla base della decisione aziendale di espellere la lavoratrice, vi era anche il clamore mediatico che la vicenda aveva suscitato sin dal secondo trasferimento e, a seguire, dopo il licenziamento\u00bb. Il datore di lavoro per\u00f2 non si aspettava la tenacia della lavoratrice nel portare avanti la vertenza.<\/h5>\n<h5>Pensava, annotano i giudici, di poter chiudere bonariamente come fatto \u00abin altre sedi dislocate sul territorio nazionale dove era risultato sufficiente procedere al trasferimento e al licenziamento di altre neo mamme per poi addivenire ad accordi transattivi con le stesse\u00bb. L\u2019Istituto Helvetico Sanders pensava che l\u2019Italia non fosse un paese per mamme. Da oggi dovr\u00e0 ricredersi.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti<\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/licenziata-perche-mamma-la-corte-la-reintegra-fu-una-ritorsione\/\">il manifesto, 4 agosto 2021<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maternit\u00e0 \u00e8 da sempre \u00abun guaio per la produzione\u00bb, canta la Banda Bassotti, un ostacolo al profitto, un problema per le aziende. 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