{"id":530,"date":"2014-06-16T00:31:07","date_gmt":"2014-06-15T22:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=530"},"modified":"2015-07-08T15:39:46","modified_gmt":"2015-07-08T13:39:46","slug":"conzativicci-magia-sociale-della-serata-nel-san-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=530","title":{"rendered":"&#8220;Conzativicci&#8221;, magia sociale della serata nel &#8220;San Vito&#8221;"},"content":{"rendered":"<h5>16 giugno &#8211; All\u2019ingresso non c\u2019erano gli odiati tornelli. Parmigiane di melanzane, broccoli e salsiccia, damigiane di buon rosso. Un fluido flusso di spettatori sorridenti varcava le barriere dell\u2019antistadio con gli zaini pieni d\u2019ogni ben di Dio. Superati i cancelli, i volontari della Terra di Piero vendevano magliette, libri e gadget. Sulle gradinate, capannelli e comitive facevano festa. Migliaia di spettatori sugli spalti. E in campo non c\u2019era n\u00e9 la nazionale cantanti n\u00e9 uno dei costosissimi maxi-eventi che da anni ci propinano le amministrazioni locali a spese nostre. In campo, incredibile ma vero, protagoniste erano semplici persone! Donne, uomini e bambini comuni accomunati dal desiderio di comunanza. Bisogna aver vissuto il vuoto per amare la pienezza. Quante volte ci siamo sentiti smarriti sui gradoni della curva deserta? Quante volte abbiamo rimpianto il tempo in cui era invasa da migliaia di cosentini e cosentine festanti? Ecco perch\u00e9 vedere la curva \u201cBergamini\u201d gremita da migliaia di persone, nella serata CONZATIVICCI allo stadio San Vito, ha riscaldato il cuore di quanti sono ancora capaci di amare la vita sociale. Lo spettacolo teatrale pu\u00f2 piacere o no. Dipende dai gusti. Ma com\u2019\u00e8 possibile restare indifferenti di fronte alla partecipazione popolare? E come non guardare con orgoglio al risultato finale e ai mezzi escogitati per raggiungerlo? Un parco per donare temporaneamente gambe e organi di senso a chi dalla natura o dall\u2019avversa sorte ne \u00e8 stato privato! Il Parco Piero Romeo \u00e8 uno dei rari casi in cui per perseguire un fine, pi\u00f9 importante \u00e8 la qualit\u00e0 dei mezzi umani impiegati. S\u00ec, certo, poi c\u2019\u00e8 il problema di trovare tempo e spazio per la critica dell\u2019evento spettacolare e del prodotto artistico. Qualcuno forse preferirebbe che CONZATIVICCI parlasse con i linguaggi di Marcel Duchamp, Antonin Artaud, Roland Barthes ed Erasmo da Rotterdam. Magari non si vedono a occhio nudo, ma ci sono tutti e quattro, e molto altro, all\u2019interno di questa commedia. Qualcuno avrebbe preferito una citazione qua, un dotto riferimento l\u00e0, una rivisitazione intellettuale sullo sfondo, e allora s\u00ec che il mondo dell\u2019accademia avrebbe accolto la commedia di Sergio con meno freddezza. A vedere lo spettacolo forse sarebbero andati in dieci o dodici, ma di quelli preparati, che ti scrivono una bella recensione che si capisce da sola. Invece, Canaletta &amp; compagnia hanno restituito attualit\u00e0 e linfa vitale a ben altri pensatori: Gioacchino da Fiore, Bernardino Telesio, Pasquale Rossi, presi per mano da Totonno u Squalu. Logico aspettarsi che restassero turbate le menti dei nichilisti e degli invidiosi di sempre. C\u2019\u00e8 chi lo scorso 6 giugno ha sorriso e riso, e magari si \u00e8 commosso dalla gioia o si \u00e8 \u201cricreato\u201d specchiandosi nella rappresentazione di una citt\u00e0 che ancora crea, costruisce e pensa. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 pure chi \u00e8 andato in crisi. \u201cMa come? Allora non \u00e8 vero che Cosenza oggi non \u00e8 in grado di produrre una cultura propria?\u201d, avranno pensato quelli che non riescono a trovare l\u2019equilibrio e che da sempre rimpiangono il mito dell\u2019Atene della Calabria, descrivendo la nostra citt\u00e0 come una misera realt\u00e0 di provincia abitata da individui rassegnati e depressi, subordinata ai flussi culturali esterofili. Perch\u00e9 CONZATIVICCI forse sar\u00e0 solo una commedia. Ma l\u2019umanit\u00e0 che la mette in scena \u00e8 qualcosa di corporeo, concreto, sentimentale. E conferma che \u00e8 possibile cambiare il mondo mettendo in pratica, minuto dopo minuto, relazioni umane basate su rispetto reciproco, condivisione e cooperazione. Se \u00e8 vero che nel tempo in cui viviamo, oggi, sul pianeta Terra, miliardi di corpi sono privati della dignit\u00e0 e i loro sentimenti messi a profitto dal capitalismo trionfante, allora questa piccola storia di uomini e donne uniti nel nome della solidariet\u00e0, \u00e8 una storia sovversiva. Chi non riesce a coglierne il valore politico e sociale, si \u00e8 lasciato invadere dal vuoto. Preferiamo goderci la pienezza di quella curva, in una calda serata di primavera. Lunga vita alla Terra di Piero!<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>coessenza.org 16 giugno 2014<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>16 giugno &#8211; All\u2019ingresso non c\u2019erano gli odiati tornelli. Parmigiane di melanzane, broccoli e salsiccia, damigiane di buon rosso. Un fluido flusso di spettatori sorridenti varcava le barriere dell\u2019antistadio con gli zaini pieni d\u2019ogni ben di Dio. Superati i cancelli, i volontari della Terra di Piero vendevano magliette, libri e gadget. 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