{"id":534,"date":"2005-02-23T00:43:32","date_gmt":"2005-02-22T23:43:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=534"},"modified":"2015-06-23T00:49:01","modified_gmt":"2015-06-22T22:49:01","slug":"quando-il-cemento-si-tinge-di-giallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=534","title":{"rendered":"Quando il cemento si tinge di \u201cgiallo\u201d"},"content":{"rendered":"<h5>Stanno per cambiare il volto di Cosenza, ma a nessuno gliene frega niente. Sinora, infatti, solo i partiti hanno preso la parola sui giornali per chiedere pubblicamente quale sar\u00e0 lo sviluppo urbanistico della citt\u00e0.<\/h5>\n<h5>E siccome, qui come nella maggior parte del restante meridione, sia l\u2019attribuzione del consenso elettorale sia il meccanismo di affiliazione al sistema istituzionale della rappresentanza sono governati da logiche quasi esclusivamente clientelari, \u201cnessuna\u201d \u00e8 la legittimit\u00e0 sociale degli esponenti politici cittadini. Cosa sarebbero molti dei segretari locali di partito, infatti, senza i posti di lavoro che hanno avuto modo distribuire in anni passati?<\/h5>\n<h5>Ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 tranquillamente affermare che nel dibattito pubblico sulla variante al piano regolatore, l\u2019unico a prendere la parola \u00e8 stato il signor \u201cNessuno\u201d.<\/h5>\n<h5>Nonostante i frequenti e patetici tentativi di escogitare inchieste giornalistiche sulla cementificazione, non siamo ancora riusciti a darci una risposta concreta a due elementari domande. Prendiamo per esempio l\u2019asse centrale del viale Mancini, sede dell\u2019unica vera area dismessa, attualmente invasa da chilometri quadrati di amianto sfibrato e vecchi capannoni delle ferrovie. Chi vi costruir\u00e0? Cosa vi costruiranno? Si sa solo che quei terreni, al catasto, risultano di propriet\u00e0 del demanio statale e che alcune societ\u00e0 immobiliari hanno manifestato interesse e disponibilit\u00e0 ad acquistarli. Si sa che probabilmente si far\u00e0 una gara e, solo a parit\u00e0 di prezzo, il comune di Cosenza potr\u00e0 esercitare il diritto di prelazione. Si sa che palazzo dei Bruzi dovr\u00e0 ripiegare su Gergeri se vorr\u00e0 realizzare il planetario, perch\u00e9 quando ha provato ad ottenere i terreni limitrofi al viale Mancini, avrebbe incontrato un secco rifiuto dalla controparte.<\/h5>\n<h5>Si sanno dunque tante mezze verit\u00e0, ma alle domande su chi e cosa, nessuna risponde. Non lo ha ancora fatto l\u2019amministratore delle FC, Franco Covello. Non lo dice chiaramente il sindaco. Non lo sa nessuno. Strano, perch\u00e9 tutti dovremmo interrogarci, preoccuparci che non spunti un\u2019altra fila compatta di palazzoni. \u00c8 una questione di vivibilit\u00e0 ed ossigeno, prima che di estetica. Qualche dato? Molti dei morti ammazzati nel corso della recente mattanza tra i clan, sono da ricondurre a conflitti di interesse sulle forniture di materiali necessari a realizzare centralissime opere pubbliche. A Cosenza in quattro anni sono stati avviati cantieri per trecentomila metri cubi di cemento. Il patrimonio immobiliare esistente, secondo fonti interne alla stessa amministrazione comunale, potrebbe bastare ad ospitare il doppio della popolazione attuale. Non esiste un piano di evacuazione in caso di calamit\u00e0. Non si hanno pi\u00f9 notizie del contratto di quartiere sul centro storico che avrebbe dovuto contribuire a riqualificare i rioni interni di Cosenza Vecchia. Insomma, lentamente gli investimenti abbandonano il colle Pancrazio e si concentrano sui quartieri nuovi, dove le concessioni fioccano. Eppure sappiamo che di tutto avremmo bisogno, tranne che di altri palazzi; a meno che, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 avvenuto ad Arcavacata per vent\u2019anni, non si ci rassegni ad affidare la pianificazione del territorio direttamente ai padroni del cemento.<\/h5>\n<h5>Appare assolutamente ridicola, se non inquietante, l\u2019argomentazione di chi sostiene l\u2019inevitabilit\u00e0 della politica del mattone selvaggio, in quanto l\u2019economia cosentina si spegnerebbe in assenza di investimenti nell\u2019edilizia. Anche i proventi dello spaccio di eroina o delle tangenti garantiscono la sussistenza per centinaia di famiglie. Ma non \u00e8 una buona ragione per incrementare le estorsioni o il consumo di \u201croba\u201d.<\/h5>\n<h5>Di questi temi, soprattutto, dovrebbe occuparsi oggi chi ama definirsi \u201cNoglobal\u201d, attivista, di sinistra, \u2026 ista\u2026 \u00a0ista e via dicendo. Perch\u00e9 di dame caritatevoli, soggetti impegnati nel sociale e amici dei cani \u00e8 piena l\u2019area urbana. Ci\u00f2 che manca \u00e8 il conflitto, inteso come capacit\u00e0 di scuotere gli equilibri di potere, fare nomi e cognomi della malavita politica, partecipare in maniera diretta alla dimensione associativa, conquistare fette di democrazia. Dire genericamente che Cosenza \u00e8 pieno di usurai, gruppi occulti, logge coperte e lobby affaristiche non \u00e8 una novit\u00e0. Ma puntare il dito su qualcuno, questa s\u00ec che lo sarebbe!<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>La Voce dei Lavori, febbraio 2005<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanno per cambiare il volto di Cosenza, ma a nessuno gliene frega niente. Sinora, infatti, solo i partiti hanno preso la parola sui giornali per chiedere pubblicamente quale sar\u00e0 lo sviluppo urbanistico della citt\u00e0. 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