{"id":5373,"date":"2023-02-23T16:54:42","date_gmt":"2023-02-23T15:54:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5373"},"modified":"2023-02-23T16:54:42","modified_gmt":"2023-02-23T15:54:42","slug":"calabria-nella-faggeta-le-pale-non-girano-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5373","title":{"rendered":"Calabria, nella faggeta le pale non girano pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<h5>Nella scenografica strada che dal mare sale verso le Serre il colore dominante \u00e8 il verde. Nell\u2019ultimo tratto costeggia un bosco di sugheri misti a lecci e poi salici, ontani, pioppi, le canne palustri che circondano le rive del Lago dell\u2019Angitola, creato negli anni \u201960 con lo sbarramento di un fiume. E poi c\u2019\u00e8 la faggeta del monte Coppari che svetta pi\u00f9 in alto ricoperta di neve a mille metri di altitudine. Una via interna che tocca Capistrano ci porta in 10 km a Monterosso Calabro.<br \/>\n<strong>\u00c8 QUI CHE UNA MULTINAZIONALE<\/strong>\u00a0del settore eolico avrebbe voluto impiantare un parco di sei generatori eolici ultramoderni, da trecento metri di altezza ed emissioni sonore da 65 decibel. Con buona pace della faggeta che delle preserre vibonesi e del comprensorio dell\u2019Angitola costituisce la ricchezza naturale di vanto. Rinomata in questi ultimi anni perch\u00e9 attraversata dal sentiero del Kalabria Coast to Coast. Escursionisti da tutta Europa percorrono ogni anno i 35 chilometri che da San Vito sullo Jonio conducono a Pizzo, sulle rive del Tirreno, lungo un suggestivo percorso immerso nella natura alla presenza di molte specie sia di terra che volatili. Un luogo magico, la faggeta, che nei mesi di settembre-ottobre si ricopre di uno spettacolare tappeto di ciclamini.<\/h5>\n<h5><strong>PER LA REALIZZAZIONE DELL\u2019OPERA<\/strong>\u00a0eolica erano previsti 80.000 metri quadri di scavo da movimentare nelle aree e sulla viabilit\u00e0 ordinaria, compreso un volume non trascurabile destinato a discarica, una pista di lavoro\/strada di accesso per una lunghezza superiore ai 5 chilometri, ampie piazzole per l\u2019installazione dei generatori, opere di perforazioni e cementificazione superficiale per il deflusso delle acque con tubazioni e manufatti di cemento armato.<\/h5>\n<h5>La superficie interessata era 8 ettari di territorio. Il progetto presentato da Renewables Italia srl (Rwe) prevedeva l\u2019abbattimento di 2000 alberi secolari in un contesto ambientale ed ecosistemico di pregio. I faggi e gli abeti bianchi incastonati nella foresta infatti contraddistinguono un habitat ricco di biodiversit\u00e0. Ma da quando nel 2017 il progetto \u00e8 stato depositato in Regione, un ampio fronte ha fatto da argine allo strapotere della multinazionale. Il canovaccio, d\u2019altronde, era gi\u00e0 stato sperimentato altre volte in terra di Calabria. Una sistematica opera di saccheggio e distruzione delle risorse naturali della regione, del suo patrimonio paesaggistico e storico-culturale, senza alcun ritorno economico e occupazionale.<br \/>\n<strong>ED OGGI POSSONO FESTEGGIARE<\/strong>\u00a0un successo le associazioni Kalabria Trekking, Wwf, Italia nostra, Vitambiente, Lipu, gli altri comitati locali del Vibonese, nonch\u00e9 le realt\u00e0 produttive come l\u2019Avamposto Agricolo Autonomo che gestisce un\u2019asineria etologica e promuove l\u2019educazione all\u2019aperto. La Regione non ha dato l\u2019autorizzazione al parco eolico. Per il dipartimento Tutela del territorio l\u2019opera avrebbe impattato in modo irreversibile con l\u2019ambiente circostante. Lo scorso anno, per protesta, la rete di difesa territoriale organizz\u00f2 una grande marcia verso il Monte Coppari, piantumando altri faggi proprio nei punti ove sarebbero state ubicate la pale. \u00abAbbraccia l\u2019albero\u00bb, lo slogan del lungo corteo che si \u00e8 inerpicato sino in cima. Durante il percorso ogni partecipante aveva potuto abbracciare un albero tra quelli presumibilmente abbattuti per lasciar spazio alle pale.<\/h5>\n<h5><strong>\u00c8 STATA UNA LOTTA NON CONTRO L\u2019EOLICO<\/strong>, quanto piuttosto contro la scelta del sito dove svilupparlo. Lo spiega Alfonso Grillo, commissario del Parco regionale delle Serre. \u00abBisogna impedire che luoghi dal carattere ambientale prestigioso \u2013 spiega Grillo \u2013 vengano selvaggiamente barattati per convenienze di tipo economico e produttivo. Valorizzare i beni ambientali e naturali della Calabria per farne una regione a chiaro indirizzo turistico \u00e8 un principio inalienabile\u00bb.<\/h5>\n<h5>Lo ribadisce il Wwf Calabria. \u00abSiamo favorevoli alle fonti vere di energia alternativa, dalle quali escludiamo per\u00f2 gli impianti a biomassa \u2013 sottolinea Angelo Calzone, delegato regionale -. Questo atteggiamento favorevole non \u00e8 incondizionato. E risponde alla politica del caso per caso. Non ha senso realizzare un impianto eolico in un bosco se l\u2019obiettivo \u00e8 la riduzione delle emissioni di CO2. \u00c8 assurdo, infatti, distruggere centinaia di alberi che quella CO2 catturano. Le fonti rinnovabili non possono essere realizzate distruggendo la biodiversit\u00e0 e devono essere sottoposte ad un\u2019approfondita valutazione di impatto ambientale. Nel caso di Monterosso le pale avrebbero compromesso una splendida faggeta e tante specie vegetali e animali tutelate dalla direttiva habitat e uccelli. Inoltre \u2013 conclude Calzone \u2013 lo studio di impatto ambientale non considerava (come prevede la legge) l\u2019impatto cumulativo con gli altri impianti gi\u00e0 presenti nella vasta e non vi era uno studio di incidenza ambientale che tenesse seriamente in conto gli effetti sul vicino Lago Angitola\u00bb.<br \/>\n<strong>GIUSTA DUNQUE LA DECISIONE<\/strong>\u00a0della regione Calabria. \u00abTuttavia \u2013 denuncia Dario Macr\u00ec, portavoce del movimento ambientalista delle Preserre \u2013 questo risultato sarebbe vano se un altro parco eolico, che riguarda le montagne del comune di San Vito (confinante con Monterosso), riuscisse ad ottenere il via libera dal ministero dell\u2019Ambiente. Tra l\u2019altro, ci\u00f2 rappresenterebbe uno scandalo visto che le motivazioni del diniego \u2013 in particolare quelle riguardanti l\u2019impatto cumulativo di altre pale eoliche su un territorio gi\u00e0 martoriato e la preservazione di un bosco sostanzialmente con le stesse pregevoli caratteristiche di quello di Monterosso \u2013 possono calzare a pennello anche su questo nuovo progetto di devastazione del territorio.<\/h5>\n<h5>Ma la nostra battaglia ha bisogno dell\u2019appoggio fattivo delle amministrazioni comunali, che nel caso di Monterosso sono state decisive. E che invece in altre occasioni, nella gran parte dei casi, se ne lavano le mani, magari accecate dalle elemosine fornite dai loschi figuri delle grandi multinazionali dell\u2019energia, le uniche a guadagnarci veramente in questo business\u00bb. A queste latitudini l\u2019unico vento che spira con forza \u00e8 quello della protesta e della lotta.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti<\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/calabria-nella-faggeta-le-pale-non-girano-piu\">il manifesto, 23 febbraio 2023<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella scenografica strada che dal mare sale verso le Serre il colore dominante \u00e8 il verde. Nell\u2019ultimo tratto costeggia un bosco di sugheri misti a lecci e poi salici, ontani, pioppi, le canne palustri che circondano le rive del Lago dell\u2019Angitola, creato negli anni \u201960 con lo sbarramento di un fiume. 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