{"id":542,"date":"2008-06-19T01:12:03","date_gmt":"2008-06-18T23:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=542"},"modified":"2015-07-08T15:27:42","modified_gmt":"2015-07-08T13:27:42","slug":"i-rom-in-calabria-e-larte-calabrese-di-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=542","title":{"rendered":"I Rom in Calabria e l\u2019arte calabrese di sopravvivere"},"content":{"rendered":"<h5>Adrian ha solo 3 mesi ed \u00e8 rumeno. Vive in uno dei tre campi improvvisati. L\u2019uomo che mi conduce nella baracca bollente che l\u2019ospita, lo indica intenerito. Dorme. Sdraiato su un lettone. Ci saranno 40 gradi e non \u00e8 ancora estate.<\/h5>\n<h5>\u00c8 da oltre tre secoli che nessuno s\u2019accampava qui, sulle rive del Crati: il fiume che attraversa Cosenza e spiana la vallata fino a precipitarsi nello Jonio, poco distante\u00a0 dalle rovine dell\u2019antica Sibari.<\/h5>\n<h5>In citt\u00e0 il Crati scorre dietro la stazione. I Cosentini hanno rinunciato da tempo a frequentare queste rive. In estate vi fiorisce spontanea una macchia intricata di erbacce. In passato, il Comune provvedeva a ripulire tutto, disboscando la foresta di canneti ed arbusti. Ma nell\u2019ultimo anno, l\u2019amministrazione comunale ha trascurato la pulizia degli argini. E ci si sono insediati centinaia di rom rumeni, regolarmente muniti di documenti europei. All\u2019inizio nessuno se n\u2019\u00e8 accorto. Poi, nel vicino quartiere popolare di via Popilia, sono cominciate le prevedibili ondate di panico morale: \u201crubano le lenzuola&#8230; hanno occupato la casa di una signora che era andata al mare&#8230; fanno l\u2019amore in mezzo alla strada&#8230; sfottono le nostre donne&#8230; i loro figli puzzano e vanno a scuola con i miei&#8230;\u201d. E via, raccolte di firme, telecamere dei media nazionali, appelli, ruspe, mobilitazioni. Effettivamente, la convivenza non era facile. Anzi, impossibile. Se non fosse stato per le associazioni ed i volontari che si sono messi subito in mezzo, si sarebbe arrivati ad una napoletanizzazione della vicenda.<\/h5>\n<h5>Tra il Pollino e la Sila, il Tirreno e lo Jonio, nella terra degli antichi Brettii, gli zingari si sono stratificati nel corso dei secoli, disseminandosi qua e l\u00e0 a grappoli, tipo cozze. Ma tutti fanno finta di non saperlo. Perch\u00e9 sarebbe amaro ammettere che siamo stati noi a trasformare una piccola parte di loro in agguerriti soldatini e colonnelli della \u2018ndrangheta. Allevavano cavalli, riciclavano materiali di scarto, come avviene un po\u2019 dovunque. Adesso una minoranza di questi ex nomadi, dotata di italianissimi cognomi, riesce a far pisciare addosso persino il pi\u00f9 dritto dei malavitosi nostrani.<\/h5>\n<h5>Sono due facce di un problema infinito. I rom di ieri ed i rom di oggi. Quelli, integrati nel peggiore dei modi oppure rimasti ai margini della societ\u00e0, come i Calabresi emigrati in tutto il mondo. Questi, non integrati ed indisponibili a rinunciare alla propria pigrizia, come i Calabresi emigrati in tutto il mondo.<\/h5>\n<h5>Il problema \u00e8 che in mezzo ai Calabresi emigrati in America, Australia e Svizzera, come tra i rom di ieri ed oggi in Italia, c\u2019\u00e8 anche tanta gente rispettosa, attiva e tranquilla. Questa, per\u00f2, \u00e8 una verit\u00e0 talmente banale, che \u00e8 difficile farla passare.<\/h5>\n<h5>E cos\u00ec, forse per la prima volta nella sua storia, anche sopra Cosenza, citt\u00e0 dal grande passato civile e culturale, aleggia lo spiritello dispettoso del razzismo.<\/h5>\n<h5>Per affrontare l\u2019emergenza, l\u2019amministrazione comunale si \u00e8 sprecata: ha messo a disposizione ben quattro (4) bagni chimici. Qualcosa di pi\u00f9 hanno fatto quelli della Provincia, pressati dai comitati antirazzisti e dal volontariato cattolico. Hanno piazzato un po\u2019 di famiglie in ostello, ma presto i fondi sono terminati e quindi si \u00e8 tentata la carta di collocarli in alloggi disabitati esistenti nei diversi centri del circondario. Apriti cielo! \u00c8 scoppiato il finimondo. Interi paesi in rivolta contro gli zingari. Cos\u00ec per un paio di mesi s\u2019\u00e8 deciso di ospitarli in una struttura missionaria ubicata nel cuore della citt\u00e0. Poi per\u00f2, di fronte all\u2019immobilismo istituzionale, anche da l\u00ec sono dovuti andar via, perch\u00e9 da soluzione temporanea si era trasformata in parcheggio permanente, con i problemi immaginabili in una realt\u00e0 che ogni giorno deve gi\u00e0 provvedere a dare sollievo ad altre centinaia di persone.<\/h5>\n<h5>Alla fine, sono tornati a vivere sul fiume. Finch\u00e9 nessuna ragazza rom sar\u00e0 accusata di voler sequestrare un bambino, tutto filer\u00e0 liscio. In caso questa situazione si verificasse, sarebbe una calamit\u00e0. Perch\u00e9 quaggi\u00f9, per una questione di sopravvivenza, la gente \u00e8 abituata a guardare il mondo con occhi strabici. Sopravvivono i magistrati che danno la \u201ccaccia alla mafia\u201d, ma non hanno ancora individuato un solo livello politico in trent\u2019anni di inchieste e tre guerre di mafia.<\/h5>\n<h5>Sopravvivono i politici che prima chiedono voti agli \u201camici degli amici\u201d esternando promesse, e dopo, non mantenendole, piagnucolano nel ritrovarsi la macchina incendiata di notte.<\/h5>\n<h5>Sopravvivono i poliziotti quando fermano trenta Rumeni irregolari che vanno a raccogliere arance nei campi: li portano nel Cpt, ma si guardano bene dall\u2019andare ad ispezionare la tenuta in cui quei poveracci lavoravano al nero.<\/h5>\n<h5>Sopravvivono gli abitanti dei quartieri popolari che se la prendono con lo zingaro perch\u00e9 \u201cil Comune gli ha assegnato la casa popolare per\u00f2 se l\u2019\u00e8 venduta\u201d, ma fanno finta di non vedere che nelle case popolari vivono personaggi loschi che non ne avrebbero diritto.<\/h5>\n<h5>Sopravvivono i Cosentini: rinnegano i nostri ritmi autoctoni di vita e inseguono l\u2019ossessionante frenesia lavoro-guadagno-consumo che ottenebra tanta umanit\u00e0 nel nord Italia; imprecano contro \u201cgli immigrati che rubano il lavoro ai nostri giovani\u201d, ma fanno finta di non sapere che le agevolazioni ed i finanziamenti pubblici sono finiti nelle tasche di \u201c&#8230; prenditori\u201d locali e bottegai che sfruttano i ragazzi del sud riducendoli in schiavit\u00f9.<\/h5>\n<h5>Sopravvivono tanti giornalisti di questo angolo di pianeta, che abbaiano contro l\u2019usura e la malavita, ma consumano le proprie nottate in locali gestiti da mafiosi in giacca e cravatta&#8230; ed esperti \u201ccravattai\u201d.<\/h5>\n<h5>Grazie agli occhi storti, tutti sopravviviamo. E lungo il fiume Crati s\u2019aspetta la prossima mareggiata.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Carmilla on line, 19 giugno 2008<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/rione-sbarre-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1416\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/rione-sbarre-2.jpg\" alt=\"rione sbarre 2\" width=\"346\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/rione-sbarre-2.jpg 346w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/rione-sbarre-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><em>(Rom riciclano materiali in rame e ferro nel quartiere Sbarre a Reggio Calabria)<\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adrian ha solo 3 mesi ed \u00e8 rumeno. Vive in uno dei tre campi improvvisati. 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