{"id":545,"date":"2008-09-23T01:12:48","date_gmt":"2008-09-22T23:12:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=545"},"modified":"2015-07-10T09:29:00","modified_gmt":"2015-07-10T07:29:00","slug":"il-primo-giorno-di-viky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=545","title":{"rendered":"Il primo giorno di Viky"},"content":{"rendered":"<h5>Primo settembre, si rientra in servizio. Il viaggio con Vincenzina dura una sessantina di minuti. Ogni giorno, due ore aggiuntive di lezione, perch\u00e9 in macchina si finisce a parlare solo di scuola. Settanta chilometri pi\u00f9 settanta al d\u00ec. \u201cE ci \u00e8 andata bene&#8230; \u201d.\u00a0\u00a0 Vincenzina, detta \u201cViky\u201d, ha quarant\u2019anni; dodici di dura precariet\u00e0 sulle spalle. Tipica faccia tonda, sorridente, da mamma-insegnante del sud: \u201cTempo fa ho lavorato in un Istituto Comprensivo che aveva una sede staccata distante 180 chilometri dalla centrale. Dovevo fare la spola. Pensa tu!\u201d.<\/h5>\n<h5>In auto la radio \u00e8 il miglior antidoto contro il sonno; vomita le ultime sentenze del ministro Brunetta: \u201c&#8230; via i supplenti, abbassano la qualit\u00e0 della didattica\u201d. Viky reagisce sbuffando. Quando tutto cominci\u00f2, pure lei era supplente ad intermittenza. Adesso che riesce a recuperare un incarico annuale, sempre precaria rimane: \u201cVorrei far provare al ministro quello che proviamo noi quando a fine estate ci convocano per assegnarci le cattedre a tempo determinato\u201d. Mattinate di tensione, attese, svenimenti e addirittura qualche volta si arriva allo scontro fisico. Perch\u00e9 \u00e8 vero che i provveditorati sono computerizzati. Per\u00f2 ogni anno le graduatorie ed i trasferimenti sono fluttuanti. Nonostante gli Uffici scolastici provinciali siano in possesso di tutti i\u00a0 dati, l\u2019insegnante non pu\u00f2 distrarsi. \u00c8 una specie di gioco a premi. Se sbaglia una virgola nel compilare i modelli prestampati, o se va al bagno mentre lo chiamano per scegliere la sede, \u00e8 tagliato fuori.<\/h5>\n<h5>Alla radio il ministro Gelmini proclama il ritorno di grembiuli e voti in condotta&#8230; stop ai \u201cbulli\u201d. Anche il suo collega Maroni le spara grosse: \u201caccompagnamento coatto a scuola per i piccoli rom\u201d. Mentre l\u2019automobile di Viky entra nel cortile dell\u2019Istituto Comprensivo, parte un altro sbuffo: \u201c&#8230; ma Maroni e Gelmini hanno mai visto come si svolge una mattinata in classe? Roba da Pinocchio! Te l\u2019immagini i carabinieri che acchiappano gli alunni rom e li portano tra i banchi?! S\u00ec, carabinieri al posto dei docenti che il governo ha \u201ctagliato\u201d. Quante chiacchiere! Questo governo e i precedenti, due cose dovevano fare: stabilire un tetto massimo di alunni per classe; rivoluzionare il reclutamento degli insegnanti e favorirne un\u2019Altra formazione. Se prima di entrare in un\u2019aula noi docenti facessimo un lungo tirocinio sociale, saremmo pi\u00f9 motivati a lavorare con ragazzi che, in centro come in periferia, crescono nel vuoto culturale e nell\u2019aggressivit\u00e0 domestica. Siamo impreparati ad affrontare situazioni difficili\u201d.<\/h5>\n<h5>La formazione obbligatoria non funziona. Molti presidi-manager chiamano e pagano esperti&#8230; \u201camici\u201d loro. Si perdono interi pomeriggi a parlare del nulla. \u00c8 pi\u00f9 o meno la stessa mentalit\u00e0 che s\u2019impone per i progetti: quando vengono approvati, i dirigenti racimolano soldi. Quindi l\u2019importante \u00e8 che si realizzino. Non conta come si svolga un progetto, n\u00e9 con quali risultati. Sono stati soprattutto i governi di centro-sinistra a conferire tutto il potere ai presidi, convinti che aumentando la \u201cproduttivit\u00e0\u201d e il tempo di lavoro, cresca la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento. Ma i cervelli degli alunni non sono bulloni da avvitare.<\/h5>\n<h5>All\u2019arrivo a scuola, Viky abbraccia i colleghi. Ci sono pure i docenti dell\u2019Elementare. Si formano capannelli. Uno dei pi\u00f9 anziani parla con rabbia: \u201c&#8230; non bastava il maestro unico. Ora c\u2019\u00e8 pure \u2018sto Brunetta che vuole aizzarci contro le famiglie. Ma che cosa ne sanno i politici di quel che facciamo per i ragazzi? Li alleviamo come figli. Quando si disperdono, andiamo di persona nelle loro case a recuperarli. E devo sentirmi chiamare fannullone da \u2018sto&#8230; \u201d.<\/h5>\n<h5>La novit\u00e0 \u00e8 proprio questa. L\u2019effetto boomerang! Tra gli insegnanti, riaffiora il risentimento verso chi governa. Se Brunetta voleva soffiare sul fuoco del rancore che spesso aleggia sulla classe docente, rischia di restare ustionato dal ritorno di fiamma. \u201cBisogna bloccare gli scrutini\u201d, tuona uno dei colleghi di Viky afferrandola per un braccio. \u201cMa siamo troppo divisi&#8230; \u201d. Sguardi di rassegnazione. Il problema \u00e8 che i professori pi\u00f9 consapevoli perdono tempo dietro ai sindacati, invece di costruire pezzi di Altra istruzione all\u2019interno dell\u2019autonomia scolastica.<\/h5>\n<h5>Entra il preside in sala. Silenzio. Inizia il Collegio: \u201c POF, PSP, PEI, progetti, prove Invalsi&#8230; \u201d, chiss\u00e0 perch\u00e9 nella scuola-azienda tutto comincia con la P&#8230; \u201d.<\/h5>\n<h5>La mattinata di Viky scorre cos\u00ec, sonnolenta e passiva. L\u2019unico sprazzo di vita all\u2019uscita dal Collegio docenti. Da una vicina piazza, i suoi alunni la vedono. Sono in tanti. Corrono all\u2019impazzata e l\u2019abbracciano tutti insieme: \u201cProfessore\u2019, che bello! Sei tornata. Avevamo paura che t\u2019avessero trasferita\u201d.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>CARTA settimanale, n\u00b0 33 settembre 2008<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo settembre, si rientra in servizio. Il viaggio con Vincenzina dura una sessantina di minuti. Ogni giorno, due ore aggiuntive di lezione, perch\u00e9 in macchina si finisce a parlare solo di scuola. 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