{"id":555,"date":"2009-10-05T01:35:32","date_gmt":"2009-10-04T23:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=555"},"modified":"2015-06-30T20:16:26","modified_gmt":"2015-06-30T18:16:26","slug":"ma-sono-gli-zingari-il-vero-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=555","title":{"rendered":"Ma sono &#8220;gli zingari&#8221; il vero problema?"},"content":{"rendered":"<h6><em>(la baracca adibita a sede della Scuola del Vento nel campo rom di Vaglio Lise, attiva dal 2009 al 2014)<\/em><\/h6>\n<h5>Lisa \u00e8 una bambina rom. L\u2019ho incontrata alle due di un pomeriggio del luglio scorso, sulla spiaggia di Guardia Piemontese. Avevamo fatto amicizia qualche mese prima, nel villaggio sul fiume Crati. Ha 12 anni, gli occhi verdi, i capelli nerissimi. Frequentava la scuola di Cuturella. Il giorno in cui l\u2019ho vista sulla spiaggia, vendeva aquiloni e merce per vacanzieri, nascosta dalla visiera del berretto con cui provava a difendersi da un sole spietato. L\u2019aria era rovente. Ci saranno stati pi\u00f9 di 40 gradi. La chiamai, mentre passava a pochi metri dal mio ombrellone, carica come un mulo. Fece finta di non conoscermi. Gli zingari hanno un forte senso del pudore. Si vergognava. Lei che frequentava regolarmente le scuole italiane e che si \u00e8 sempre vantata di non aver mai chiesto l\u2019elemosina sotto un semaforo, non voleva che io sapessi che faceva l\u2019ambulante sulle spiagge. La pedinai. Dietro la palizzata di un lido, ad attenderla, c\u2019era il suo datore di lavoro. Un italianissimo \u201csignore\u201d che le dava i gadget da vendere ai bagnanti, in cambio di pochi spiccioli.<\/h5>\n<h5>Non ho ritrovato Lisa al campo rom, dopo l\u2019estate. Il pap\u00e0 si chiama Dimitri, fa il muratore e tanti altri lavoretti. S\u00ec, proprio lavoretti veri, senza virgolette. Come quasi tutti i rom che vivono nel campo sulla sponda sinistra del fiume Crati, Dimitri si arrangiava raccogliendo arance, facendo il manovale, il facchino, lo scaricatore. Altri vivono di accattonaggio. \u00c8 questo che fanno gli zingari della \u201cGergeri\u201d del XXI secolo. Siccome non sono stati ancora battezzati dalla \u2018ndrangheta e non hanno trovato il tempo e la forza di imparare a rubare automobili, chiunque pu\u00f2 maltrattarli, offenderli e aggredirli. Ho saputo che Lisa e i suoi genitori sono tornati in Romania. Qui in Calabria i rom rumeni vengono per mettere un po\u2019 di soldi da parte, spedirli ai loro parenti e magari costruirsi una casa in patria. \u00c8 la stessa scelta che fecero i Calabresi descritti in un interessante libro di Gian Antonio Stella, dal titolo: \u201cQuando gli Albanesi eravamo noi\u201d. Anche i nostri conterranei in America e Svizzera vissero in baracche e subirono schedature di massa, simili al blitz della polizia scattato gioved\u00ec scorso all\u2019alba nella baraccopoli in riva al Crati. Che strano! Sembra che la citt\u00e0 si sia accorta soltanto ora dell\u2019esistenza di quell\u2019insediamento. Dopo l\u2019ondata di panico misto a pietismo, che scoppi\u00f2 nel 2007, dei rom sul fiume non si \u00e8 parlato pi\u00f9. Solo qualche associazione ha continuato ad operare nei tre campi che col passare dei mesi si sono gonfiati di uomini e donne&#8230; e di bambini ricoperti da vesciche e pidocchi. Vivono in mezzo a migliaia di topi dalle dimensioni innaturali, circondati da discariche abusive di lamiere ed amianto che non sono stati loro a scaricare.<\/h5>\n<h5>Il Comune ha fatto finta di non vedere, non sapere, non poter intervenire. Di certo non \u00e8 un\u2019amministrazione che brilla per attivismo nelle questioni sociali. In questo caso specifico, non ci avrebbe guadagnato nulla. \u00c8 una giunta incapace su tutto. Figuriamoci nelle situazioni svantaggiose! Qualsiasi forma di intervento le avrebbe procurato l\u2019ostilit\u00e0 degli elettori, quei pochi che votano liberamente. Perch\u00e9 chiunque si occupi degli zingari, attira su di s\u00e9 l\u2019ostilit\u00e0 degli italiani. C\u2019\u00e8 stato il gesto coraggioso di qualche preside che ha iscritto i bimbi nella propria scuola, sfidando le paure delle famiglie dei bambini cosentini. Di recente c\u2019\u00e8 stata pure l\u2019iniziativa del presidente della circoscrizione di via Popilia, Cipparrone, che constatata l\u2019ignavia dell\u2019amministrazione comunale e degli altri enti locali, ha provato a colmare lo spaventoso vuoto istituzionale, adoperandosi per portare luce ed acqua a questi cittadini europei accampati in riva al fiume.<\/h5>\n<h5>Intanto, molti Cosentini si dicono indignati perch\u00e9 i rom sarebbero incompatibili con la nostra magnifica civilt\u00e0. Pare che gli zingari rovistino tra i cassonetti dell\u2019immondizia alla ricerca di qualcosa da mangiare o riciclare, e poi disperdano il contenuto dei sacchetti della spazzatura sui marciapiedi. Di questo grave crimine si sarebbero macchiati. Per\u00f2 quegli stessi cittadini igienisti non hanno levato alcuna protesta contro il sindaco per l\u2019indegna situazione venutasi a creare nell\u2019eterna emergenza rifiuti che da tempo infesta Cosenza, n\u00e9 hanno manifestato solidariet\u00e0 ai lavoratori della Valle Crati in lotta. Anzi, qualche impeccabile cittadino ha contribuito ad inasprire l\u2019emergenza, scaricando cessi, vasche da bagno e materassi in pieno centro. Si sa che gli \u201czingari\u201d sono sempre gli altri, e vengono da lontano! Alla crociata si \u00e8 unita la penna di qualche valoroso giornalista, che mentre auspica la cacciata dei rom e lo sgombero della \u201ccittadella della vergogna\u201d, si guarda bene dal fare inchiesta sui veri mali che affliggono la nostra vallata e si astiene dal proporre lo sgombero dei tantissimi vagabondi in giacca e cravatta che infestano i consigli d\u2019amministrazione delle societ\u00e0 miste, nonch\u00e9 i palazzi del potere e della rappresentanza.<\/h5>\n<h5>Nonostante i grossi giornali italiani continuino a parlare della nostra citt\u00e0 come di una delle capitali meridionali del malaffare e dei disservizi, qui si preferisce girare lo sguardo verso il fiume. Nonostante le televisioni nazionali raccontino di interi quartieri costruiti senza alcun controllo pubblico, di milioni e milioni di euro dei finanziamenti europei spariti nelle casse degli studi professionali, di intrecci perversi tra malavita e politica, di inquinamento d\u2019ogni genere e forma&#8230; i rom ed i rumeni rimangono al primo posto nella classifica della paura.<\/h5>\n<h5>Dunque a Cosenza i problemi erano e rimangono gli zingari, gli ultr\u00e0 e i ragazzini che giocano intorno alle statue del Museo all\u2019Aperto. S\u00ec, poi in giro c\u2019\u00e8 pure qualche giovanotto di troppo che si fa le canne. Per\u00f2 state tranquilli, cittadini onesti: procuratori, poliziotti e carabinieri vigilano, lavorano senza fermarsi.<\/h5>\n<h5>E non abbiate imbarazzo. A quanto pare, si deve vergognare chi abita nelle baracche del campo rom. Perch\u00e9 non prova vergogna chi non ha fatto nulla per evitare che si sviluppasse la baraccopoli. N\u00e9 tanto meno si vergogner\u00e0 mai chi finanzia il cemento dei palazzoni sul viale Parco!<\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>da Appunti di Sopravvivenza, 5 ottobre 2009<\/h5>\n<h5>sui 105,700 di Radio Ciroma<\/h5>\n<h5>www.ciroma.org<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(la baracca adibita a sede della Scuola del Vento nel campo rom di Vaglio Lise, attiva dal 2009 al 2014) Lisa \u00e8 una bambina rom. L\u2019ho incontrata alle due di un pomeriggio del luglio scorso, sulla spiaggia di Guardia Piemontese. Avevamo fatto amicizia qualche mese prima, nel villaggio sul fiume Crati. 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