{"id":5595,"date":"2023-11-08T15:31:46","date_gmt":"2023-11-08T14:31:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5595"},"modified":"2026-09-17T17:09:06","modified_gmt":"2026-09-17T15:09:06","slug":"il-viaggio-di-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5595","title":{"rendered":"Il viaggio di Assad"},"content":{"rendered":"<h5>\u00c8 scampato alla strage di Cutro, il 26 febbraio. Pochi giorni fa ha raggiunto i suoi cari in Finlandia. Quella di Assad non \u00e8 una storia frequente. In Calabria questo profugo somalo diciassettenne ha incontrato la comunit\u00e0 Progetto Sud di don Giacomo Panizza. Che lo ha raccolto a poca distanza dalla spiaggia di Steccato per dargli protezione all\u2019interno di Lunarossa, un programma di accoglienza per ragazzini sbarcati da soli sulle coste italiane.<\/h5>\n<h5><strong>IL RAGAZZO<\/strong>\u00a0racconta al manifesto la sua odissea. \u00abQuando capii di essere sopravvissuto, stavo male, avevo molte ferite infette, che mi ero procurato durante il naufragio. Avvertivo forti dolori in diverse parti del corpo. Per diverse notti non sono riuscito a dormire\u00bb. La psicoterapeuta di Lunarossa conferma: \u00abManifestava i sintomi di un disturbo post traumatico da stress, flashback ripetuti dell\u2019evento, l\u2019ansia e la depressione erano aggravate dalla mancanza di notizie sul suo amico, il \u2019cugino\u2019 che aveva intrapreso il viaggio con lui. Dopo 40 giorni ne fu ritrovato il corpo a qualche chilometro di distanza dal naufragio. Oltre al senso di colpa per essersi salvato, Assad sentiva la responsabilit\u00e0 del dover confermare alla famiglia del ragazzo che il corpo era stato trovato e gli era stata data una degna sepoltura\u00bb.<\/h5>\n<h5><strong>SOLTANTO DOPO<\/strong>\u00a0averla ottenuta, Assad ha ritrovato un po\u2019 di sollievo, accresciuto dalla speranza di raggiungere la Finlandia. Questo infatti era il suo sogno, da quando decise di lasciare la Somalia: raggiungere il fratello maggiore, da tempo emigrato in Scandinavia con la sorellina pi\u00f9 piccola. \u00abSono gli unici membri del suo nucleo familiare, rimasti in vita. I genitori e gli altri due fratelli sono morti sotto i bombardamenti a Mogadiscio\u00bb, ci spiega Anna Bambara.<\/h5>\n<h5><strong>IL SUO VIAGGIO<\/strong>\u00a0era iniziato molto tempo prima di naufragare in Calabria. Aveva versato ai trafficanti i soldi rubati ad una zia di cui era stato ospite dopo la morte dei genitori. L\u2019accordo con il fratello maggiore era di attendere che avrebbe chiesto il ricongiungimento anche per lui, ma Assad decise di partire senza parlarne con nessuno. Giunto in Turchia, vi \u00e8 rimasto per un anno ed \u00e8 sopravvissuto all\u2019ultimo terremoto che ha colpito il paese. L\u00ec ha incontrato un ragazzo del suo stesso villaggio e che chiamava \u00abcugino\u00bb. Con lui hanno progettato il viaggio per attraversare il mare e raggiungere l\u2019Italia. Vicini alla costa, il 26 febbraio, hanno inviato ai rispettivi familiari i video del loro arrivo. In questi filmati si nota il loro aspetto gioioso e felice. Assad rievoca quei momenti terribili: \u00abA due passi dalla terraferma, la barca si \u00e8 incagliata sulla \u2019secca\u2019 e l\u2019acqua ha iniziato ad entrare. Sentivo urla, grida. Quando il mare ci bagnava, era gelato. Mio cugino cercava di tenere chiuse le finestre per bloccare il flusso d\u2019acqua, per evitare che i bambini e le loro mamme si bagnassero e morissero di freddo. Io invece scappai via dalla stiva e urlai agli altri di fare lo stesso, di salire al piano di sopra. La barca si sfasci\u00f2 e finimmo in mare. Persi di vista mio cugino e un\u2019amica che viaggiava con noi. Mentre cercavo di stare a galla, la gente si aggrappava a me per tentare di salvarsi, ma non riuscivano ad attaccarsi perch\u00e9 i vestiti erano scivolosi e quindi iniziarono a tirarmi le scarpe, le calze, i pantaloni. Trovai un pezzo di legno al quale mi aggrappai e dopo non so quanto tempo i miei piedi toccarono la terraferma\u00bb.<\/h5>\n<h5><strong>QUANDO CAP\u00cc<\/strong>\u00a0di essere salvo, si accorse di essere privo di vestiti, pieno di tagli, sanguinante: \u00abIntorno a me non c\u2019era nessuno, vedevo solo alcune lucine che immediatamente raggiunsi. Il freddo che sentivo nel corpo \u00e8 indescrivibile. Vidi altri sopravvissuti, tra cui la mia amica somala, anche lei tremante. Ci abbracciammo, creammo calore con il fiato e ad un certo punto arrivarono tanti italiani, ci buttarono addosso delle coperte, iniziammo a sentire un po\u2019 di sollievo\u00bb. Assad fu portato nel settore del Centro accoglienza richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto destinato all\u2019accoglienza di adulti, perch\u00e9 al momento dello sbarco era stato dichiarato maggiorenne. Quando si rese conto di questo errore, in un inglese stentato cerc\u00f2 di correggere le proprie generalit\u00e0. In quanto minore, il ragazzo aveva diritto ad essere inserito nel sistema per minori stranieri non accompagnati. Sono note le indegne condizioni in cui furono ricoverati i profughi all\u2019interno del Sant\u2019Anna di Isola. Gli operatori di Lunarossa ricordano che il referente di Save the Children li ha accompagnati al padiglione dove sono stati accolti i superstiti del naufragio: \u00abAbbiamo trovato il giovane seduto sul letto, abbracciato stretto ad una ragazza somala, anche lei superstite \u2013 continua Bambara \u2013 I due si facevano forza a vicenda. Erano disorientati. Con molta fatica abbiamo convinto la ragazza a lasciare andare Assad, spiegando che il giovane si sarebbe potuto fidare di noi\u00bb. Nei giorni successivi, le autorit\u00e0 hanno accordato a Lunarossa il permesso di ospitare Assad a Lamezia.<\/h5>\n<h5><strong>A CUTRO SONO<\/strong>\u00a0tornati alcune settimane dopo, per il riconoscimento della salma del cugino. \u00c8 stato straziante per Assad. \u00abE cos\u00ec \u2013 prosegue Bambara \u2013 ci ha chiesto di accompagnarlo sul luogo del naufragio. Abbiamo trovato croci, fiori, vestiti, pupazzetti, biberon, scarpette da bambino, resti di imbarcazione ovunque. All\u2019improvviso Assad si \u00e8 chinato a prendere in mano una scarpa. Ce l\u2019ha mostrata con incredulit\u00e0, era molto semplice, blu, con la suola bianca, il laccio ancora attaccato\u00bb. \u00abEra una delle mie scarpe \u2013 rammenta Assad \u2013 le avevo comprate in Turchia. Mi sono chiesto come mai fosse cos\u00ec rovinata. L\u2019avevo comprata nuova, prima di partire!\u00bb. Pochi giorni fa, con l\u2019unica scarpa superstite infilata nello zaino, si \u00e8 concluso in Finlandia, tra le braccia dei suoi cari, il lungo naufragio di Assad. Lieto fine il suo, evento raro per i ragazzi come lui. Traboccano di lacrime gli occhi di Anna e di tutti gli operatori e le operatrici di Lunarossa. \u00abDi fronte all\u2019ennesima strage del Mediterraneo \u2013 conclude Bambara \u2013 Progetto Sud ha sentito il desiderio di essere presente e vicino ai familiari ed alle vittime. Lunarossa \u00e8 figlia di Progetto Sud ed \u00e8 nata con il cuore prima che con la mente, ascoltando i racconti di tanti migranti che nel buio del mare aperto, su un guscio di noce, sballottati dalle onde, vedevano un\u2019unica luce: quella della luna. Lunarossa \u00e8 diventata la nuova casa per pi\u00f9 di 150 ragazzini che, con il nostro sostegno, continuano a vedere una luce anche nel buio pi\u00f9 profondo dei ricordi dolorosi di una vita che fu e di un\u2019altra che qui comincia\u00bb. Otto mesi sono trascorsi dalla strage di Cutro. Il governo Meloni ha varato decreti liberticidi e stretto le viti sui minori non accompagnati come Assad. Molti han dimenticato quel 26 febbraio. Gli operatori di Progetto sud e il giovane Odisseo somalo non di certo.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti<\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-viaggio-di-assad\">Il manifesto, 8 novembre 2023<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5597\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/foto-Assad-3-512x349.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/foto-Assad-3-512x349.jpg 512w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/foto-Assad-3-100x68.jpg 100w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/foto-Assad-3.jpg 537w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 scampato alla strage di Cutro, il 26 febbraio. Pochi giorni fa ha raggiunto i suoi cari in Finlandia. 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