{"id":5682,"date":"2024-02-02T10:48:34","date_gmt":"2024-02-02T09:48:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5682"},"modified":"2024-02-02T14:08:24","modified_gmt":"2024-02-02T13:08:24","slug":"autonomia-differenziata-per-la-scuola-e-perche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=5682","title":{"rendered":"Autonomia differenziata per la scuola? E perch\u00e9 no?"},"content":{"rendered":"<h5>Dovremmo prenderla sul serio, quaggi\u00f9 in Calabria, l\u2019autonomia differenziata che sta per entrare in vigore. Proviamo allora a immaginare una sua possibile applicazione in uno degli ambiti trattati dalla nuova normativa: il sistema scolastico. In virt\u00f9 dei poteri &#8220;federali&#8221; attribuiti alle regioni, fingendo a noi stessi che ad amministrarci non siano dei neoliberisti, e soprattutto prendendo atto non tanto, come a Milano e dintorni, della necessit\u00e0 di \u201ccorrere veloce\u201d, bens\u00ec delle residue caratteristiche culturali delle popolazioni meridiane, sin dalla prima elementare e per tutti i successivi 12 anni di frequenza delle lezioni potremmo decidere di riorganizzare le scuole calabresi cos\u00ec: ingresso degli alunni e delle alunne alle 9,30; per tutti, ma proprio tutti gli istituti d\u2019istruzione pubblica, chiusura obbligatoria il sabato; insegnamento istituzionalizzato della recitazione teatrale, curato da attori professionisti; astronomia applicata e, come propone il professor Franco Piperno, planetari ovunque e accordi con i comuni che per consentire l\u2019osservazione serale delle stelle attenueranno l\u2019illuminazione pubblica e privata in alcuni giorni; il Rap, cio\u00e8 la poesia della strada, in tutte le sue possibili espressioni, diventa materia di studio istituzionale; almeno quattro ore settimanali di storia, filosofia e letteratura calabrese dall\u2019antichit\u00e0 a oggi; visite guidate e incontri con persone, soprattutto ex detenuti, che possano testimoniare che la mafia \u00e8 una \u201cvalanga di merda\u201d; corsi ed esami di storia locale per i neodocenti; obbligo per ogni insegnante di frequentazione di musei, biblioteche, siti archeologici e di interesse scientifico; corsi di roman\u00ed, arb\u00ebreshe e grecanico in tutti gli istituti scolastici; cinema e teatro gratis per docenti e studenti che almeno una volta al mese dovrebbero assistere a commedie e tragedie antiche nei teatri di Locri e Sibari; in tutte le classi, dalla prima elementare, lettori di madre lingua (araba, cinese, inglese, francese e spagnolo), assunti tra i migranti residenti; eliminazione dei quiz e ripristino dei concorsi a cattedra con prova scritta e orale frontale; corsi gratuiti di specializzazione, non pi\u00f9 a pagamento, tenuti anche da docenti in pensione, all\u2019interno delle scuole, per tutti gli aspiranti insegnanti, in particolare per quelli di sostegno, con tirocinio nelle Rems, nel CARA di Crotone, nel carcere minorile di Catanzaro, nei reparti Pediatria e nelle associazioni che operano nei quartieri periferici e nelle baraccopoli di Calabria; riunioni e organi collegiali online; connessione wifi in tutte le scuole, a una potenza che consenta il reale utilizzo dei dispositivi (attualmente ne dispone soltanto una su 10); stage nelle nostre universit\u00e0 su robotica applicata e comunicazione digitale. Infine, anzi in principio, tetto massimo di 15 alunni per classe e (a copertura delle classi il cui numero di conseguenza aumenter\u00e0) proposta di rientro per tutti gli insegnanti, gli amministrativi, i presidi e i collaboratori ATA meridionali, emigrati al nord, senza i quali tante scuole padane e alpine resterebbero chiuse per mancanza di personale.<\/h5>\n<h5>Cos\u00ec, forse,\u00a0l\u2019autonomia non\u00a0sarebbe soltanto una questione di soldi. E non perch\u00e9 il denaro sia un problema in s\u00e9. Maligna \u00e8 solo la natura dei soldi che producono soldi, come nelle scommesse, nel\u00a0prestito\u00a0usurario delle banche e nei vorticosi giochi della finanza globale. Nel nuovo sistema voluto dalle destre, le regioni ricche correranno di pi\u00f9, le povere dovranno cavarsela con i soldini delle tasse pagate dai propri contribuenti. \u00c8 questo l\u2019obiettivo della cosiddetta \u201cautonomia differenziata\u201d. Siccome, secondo loro, non ci sappiamo amministrare, ci\u00a0 comprimono il salvadanaio.\u00a0Alla faccia del \u201cpatriottismo\u201d e di chi sostiene di ispirarsi alla prima strofa dell\u2019inno di Mameli. Gi\u00e0 nel disegno di legge presentato nel marzo 2023 lo spiegava senza troppi giri di parole il ministro leghista Calderoli: \u201c\u00e8 frequente il rischio che il ral\u00adlentamento di talune realt\u00e0 colpisca anche quelle che potrebbero avere un ruolo di \u00abtraino\u00bb (\u2026) Pertanto, con l\u2019autonomia differenziata non si vuole dividere il Paese, n\u00e9 favorire Regioni che gi\u00e0 viaggiano a velocit\u00e0 diversa rispetto alle aree pi\u00f9 deboli dell\u2019Italia. L\u2019au\u00adspicio \u00e8 che tutti aumentino la velocit\u00e0: sia le aree del Paese che con l\u2019autonomia pos\u00adsono accelerare sia quelle che finalmente possono crescere\u201d.<\/h5>\n<h5>Per Calderoli, velocit\u00e0 fa rima con felicit\u00e0. Da Napoli in gi\u00f9, ma anche al nord, siamo in tanti a pensarla in modo diverso. Inoltre, il concetto astratto di \u201causpicio\u201d stride con l\u2019asserita suprema concretezza dei due paroloni utilizzati in modo ossessivo dalla signora Meloni: \u201cdossier\u201d e \u201ctema\u201d, mutuati dal gergo poliziesco e da quello scolastico, a volerci\u00a0convincere che ci governerebbero persone \u201cserie\u201d.<\/h5>\n<h5>E quando avremo realizzato la nostra autonomia differenziata nel sistema scolastico regionale, se lo Stato centrale mander\u00e0 la polizia a reimporci le sue regole, magari stavolta l\u2019autogestione potremmo farla tutti insieme: docenti, alunni e genitori.<br \/>\nLo Stato non pu\u00f2 essere \u201cunitario\u201d solo quando conviene a Calderoli. E il federalismo non pu\u00f2 e non deve essere solo una questione di soldi e di &#8220;velocit\u00e0&#8221;.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5><em>(foto Giuseppe Gaetani)<\/em><\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/comune-info.net\/autonomia-differenziata-e-perche-no\/\">https:\/\/comune-info.net\/autonomia-differenziata-e-perche-no\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovremmo prenderla sul serio, quaggi\u00f9 in Calabria, l\u2019autonomia differenziata che sta per entrare in vigore. Proviamo allora a immaginare una sua possibile applicazione in uno degli ambiti trattati dalla nuova normativa: il sistema scolastico. 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