{"id":581,"date":"2011-04-27T09:18:29","date_gmt":"2011-04-27T07:18:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=581"},"modified":"2015-07-10T09:11:13","modified_gmt":"2015-07-10T07:11:13","slug":"benvenuti-a-cos-angeles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=581","title":{"rendered":"Benvenuti a Cos-Angeles"},"content":{"rendered":"<h5>\u00c8 a un bivio, Cosenza. Dopo 40 anni rischia di svoltare a destra. E i berlusconiani della citt\u00e0 bruzia si sfregano le mani: troppo ghiotta l&#8217;occasione. A questo giro possono veramente far saltare il banco. Merito del patto di ferro tra Peppe Scopelliti, presidente di Regione, e\u00a0 Franco Talarico, capoccia Udc in Calabria. E colpa, soprattutto, del suicidio tattico del centrosinistra.<strong>\u00a0<\/strong>Sette candidati a sindaco, 33 liste e oltre mille candidati. A Cosenza c&#8217;\u00e8 un candidato ogni 55 abitanti. La sfida \u00e8 incertissima. Ai nastri di partenza il campo largo del centrosinistra si \u00e8 fatto in tre. Il sindaco uscente, Salvatore Perugini (Pd) ne ha un pezzo: con lui oltre ai democratici anche socialisti e rutelliani. Ma non \u00e8 un Pd unito quello che partecipa a questa tornata elettorale. Scorrendo, infatti, le liste dell&#8217;altro candidato, Enzo Paolini, ex rugbista, ras della sanit\u00e0 privata, che agli inizi dell&#8217;anno flirtava con la destra e oggi \u00e8 appoggiato da Sel, Verdi, dipietristi e 5 civiche, troviamo ex assessori della giunta Perugini e il capogruppo Pd. La sinistra propone, invece, Alessandra La Valle, assessore uscente, sostenuta da FdS e da una civica. Il centrodestra si presenta pressoch\u00e9 unito sul nome di Mario Occhiuto, architetto e fratello dell&#8217;astro emergente Udc, il deputato Roberto Occhiuto. Una decina di formazioni sostengono la sua candidatura tra cui Pdl, Udc, la Destra. I finiani corrono in solitario e puntano su Sergio Nucci.<\/h5>\n<h5>&#8220;La situazione cosentina- sottolinea Peppe Pierino, gi\u00e0 deputato Pci e memoria storica della sinistra locale- d\u00e0 la misura dello sbandamento del Pd, dell&#8217;assenza di direzione del partito. A Perugini \u00e8 stata prima negata la stessa legittimazione a ricandidarsi per poi rimetterlo in gioco <em>in<\/em> <em>extremis<\/em> solo per disperazione. Hanno rotto il vaso ed ora cercano di raccogliere i cocci. C&#8217;\u00e8 un vuoto politico enorme che nemmeno Sel e Fds riempiono. Le loro sono state critiche sterili, che non prospettavano una vera alternativa essendo rivolte solo a Perugini e non piuttosto al gruppo dirigente del Pd. Comunque la candidatura di Paolini raccoglie il malcontento e pu\u00f2 approdare al ballottaggio anche se sui programmi non c&#8217;\u00e8 tanta differenza. Sono due blocchi di potere che si affrontano, secondo logiche di schieramento e pochi contenuti. La candidata della sinistra \u00e8 interessante ma troppo isolata.\u00a0 Il centrodestra \u00e8 indubbiamente favorito dallo sconquasso nel fronte avverso e se tiene uniti i ranghi Cosenza \u00e8 presa&#8221;.<\/h5>\n<h5><strong>L\u2019epopea del vecchio \u201cnumero Uno\u201d<\/strong><\/h5>\n<h5>Bentornati a \u201cCosenza regressa\u201d. Sui muri del centro storico, pochi anni fa, una bomboletta di vernice spray raccontava la citt\u00e0 appena uscita dal decennio manciniano. Giacomo Mancini, il vecchio sindaco socialista, aveva da poco cessato di vivere. Per tante lune, tutto era dipeso dalla sua volont\u00e0. Si verificava un\u2019emergenza rifiuti? Subito Cosenza si rendeva indipendente, effettuando la raccolta in proprio. Il centro urbano era collegato male all\u2019universit\u00e0 di Arcavacata? Mancini mandava gli autobus del trasporto locale al di l\u00e0 dei confini, sfidando la polizia municipale della vicina Rende. E poi faceva piovere dall\u2019Unione Europea un sacco di soldi. Quando i finanziamenti tardavano ad arrivare, alzava la cornetta e sollecitava il presidente della Repubblica in persona: <em>\u201cciao Aze\u2019, chiri sordi<\/em> <em>quannu ni\u2019 mannati?<\/em>\u201d (ciao Azeglio, quei soldi quando ce li mandate? <em>ndr<\/em>). Cos\u00ec formava cooperative sociali per dare lavoro a circa 500 persone, tra cui tanti ex detenuti. Ordinava la costruzione di villette residenziali per trasferirvi la comunit\u00e0 rom relegata da 50 anni nella baraccopoli sorta lungo il fiume. Insomma, un &#8220;sovrano illuminato&#8221;. Paterno ma a tratti capriccioso e autoritario come il \u201cnumero Uno\u201d nel fumetto del gruppo TNT, era capace di cogliere le spinte dal basso che in terra bruzia non sono mai mancate.\u00a0 Riusciva a tenere a bada persino la massoneria, la Chiesa, i partiti e la malavita. Abbagliata dall\u2019autorevolezza del suo sindaco, per qualche anno Cosenza torn\u00f2 a essere \u201cl\u2019Atene di Calabria\u201d. Per\u00f2 divenne anche una citt\u00e0 viziata. E perso lui, fatic\u00f2 a ritrovarsi. Ancora oggi nelle manifestazioni di protesta delle cooperative in precariet\u00e0 perpetua, \u00e8 frequente veder sfilare il volto incorniciato del vecchio sindaco, portato in trionfo come un martire islamico.<\/h5>\n<h5>Dopo Mancini, da lui designata, venne il turno di Eva Catizone: passione civile, buona volont\u00e0 e idee interessanti. Ma scarsa esperienza di strada e tanta incapacit\u00e0 nel mantenere in equilibrio i rapporti con i padrini della sua maggioranza, tornati prepotentemente alla ribalta. La giunta di \u201cEvelina\u201d dur\u00f2 poco, travolta dal gossip e azzannata dalle segreterie cittadine dei partiti di centro \u201csinistra\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Una citt\u00e0 un po\u2019 troppo\u2026 \u201cnormale\u201d<\/strong><\/h5>\n<h5>E nel 2006 Cosenza s\u2019\u00e8 risvegliata democristiana, con Perugini primo cittadino. Secondo un recente sondaggio de \u201cIl Sole24Ore\u201d, il 55 per cento degli intervistati lo rivoterebbe. Ma nei quartieri e nelle reti telematiche in tanti si chiedono se questo sindaco si sia mai insediato. Cosenza appare infatti davvero \u201cregressa\u201d: il centro storico \u00e8 desertificato, i servizi sono carenti, le cooperative sempre sull\u2019orlo della crisi, chiusa la Citt\u00e0 dei Ragazzi, l\u2019emergenza rifiuti s\u2019impone a singhiozzo, la raccolta differenziata \u00e8 stata finanziata ma mai avviata, si avverte l\u2019assenza di politiche culturali. Peraltro alcuni spazi pubblici sono stati privatizzati, e il comune latita su questioni delicate come quella relativa all\u2019ultimo campo rom. Inoltre, in linea con una tradizione secolare, campo libero ai palazzinari e guai a chi tocca le concessioni. L\u2019area urbana cosentina \u00e8 la pi\u00f9 aggredita in Calabria dalla cementificazione selvaggia. Negli ultimi anni il dibattito politico si \u00e8 concentrato \u2013 guarda caso \u2013 sulla costruzione del nuovo ospedale e sui progetti di realizzare un comune unico con la vicina Rende. Gira e rigira lo sviluppo urbano rimane subordinato soprattutto alla prospettiva di aprire altri cantieri. Come dire: senza il mattone, il nulla. Parlano chiaro gli studi di Alberto Ziparo, <em>docente di<\/em> Pianificazione Territoriale e delle Infrastrutture presso l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze: \u201cIl censimento 2001 gi\u00e0 dava nella sola Cosenza oltre 8000 vani vuoti e censiti, cui va aggiunto almeno un 20% di non rilevato. Si attende il dato 2011, ma il censimento \u00e8 in ritardo. Per l&#8217;area metropolitana cosentina (&#8220;Cosangeles&#8221;) si va verso i 45 milioni di Mc con un patrimonio pi\u00f9 che doppio rispetto al top di domanda possibile\u201d.<\/h5>\n<h5>Sanit\u00e0 ed edilizia sono le fonti principali di ricchezza per i locali gruppi di potere. C\u2019\u00e8 una campagna elettorale parallela. Chi vuole vincere, deve garantire che le gru continuino a operare. Non \u00e8 solo una questione di economia. A Cosenza, chi tocca il cemento, muore. \u00c8 passato gi\u00e0 un bel po\u2019 dall\u2019ultima guerra di mafia, combattuta in citt\u00e0 all\u2019inizio del decennio scorso per l\u2019accaparramento delle cabine di regia nell\u2019edilizia. Peccato che dalle aule del tribunale locale non sia uscito un solo colpevole per quei morti ammazzati. Da queste parti il vento di Pignatone e Gratteri non \u00e8 mai arrivato. La campagna antimafia dei giudici reggini non ha echi nella valle del Crati. Qui la borghesia mafiosa \u00e8 talmente avvolgente da tramutarsi in habitat, come la pancia del pescecane nella fiaba di Pinocchio. Delio Di Blasi, coordinatore de \u201cla CGIL che vogliamo\u201d, ricorda che \u201cla Commissione Antimafia descrive una mafia imprenditrice solida, ricca che truffa, ricicla ed investe. Alla fine del 2007, la DNA denunciava la concentrazione della ricchezza calabrese in capo a tre o quattro societ\u00e0, tutte domiciliate presso un unico indirizzo di Cosenza, titolari di 50 mila conti correnti, 2700 appartamenti e 2000 terreni, con depositi per 10 mila milioni di euro e 171 milioni di euro in titoli\u201d.<\/h5>\n<h5>Sono in pochi a sfidare la speculazione edilizia. Nell\u2019area occupata del vecchio rilevato ferroviario, le associazioni in lotta per i beni comuni e i diritti dei migranti, costruiscono da anni un parco sociale. L\u2019amministrazione Perugini ha gi\u00e0 annunciato che abbatter\u00e0 tutto per far posto a un mega-auditorium. Tra i movimenti che lanciano la battaglia in difesa dell\u2019ultima zona libera dall\u2019ennesima colata di cemento, c\u2019\u00e8 il comitato Prendocasa che di recente ha occupato un palazzo di propriet\u00e0 Aterp nel centro storico. Ferdinando Gentile \u00e8 uno degli attivisti pi\u00f9 impegnati. In poche battute fotografa l\u2019emergenza-casa, che a Cosenza \u00e8 drammatica: \u201cnell\u2019ultimo bando per le case popolari, risalente al 2005, sono state presentate 1780 domande. Ma nessuno degli aventi diritto ha ottenuto la casa a fronte di palazzi ristrutturati, lasciati vuoti o affidati all\u2019universit\u00e0\u201d. La graduatoria pubblicata nell\u2019agosto scorso recitava testualmente: \u201cl\u2019Aterp non ha immobili per soddisfare le richieste\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Vecchi problemi, nuove facce, antichi cognomi<\/strong><\/h5>\n<h5>Ai disagi dei senzacasa si unisce, qui come altrove, un\u2019allarmante condizione di precariet\u00e0 diffusa, destinata a pesare sull\u2019esito delle prossime amministrative. Spesso \u00e8 proprio lo stato di necessit\u00e0 a spingere tanti avventurieri a entrare in una lista. Voglia di partecipare, ma anche tanta disperazione. \u201cA Cosenza il reddito medio \u00e8 pari a poco pi\u00f9 di 17 mila euro annui, contro i 27 mila euro di Bergamo. Si registra oggi &#8211; spiega Giuseppe Tiano, segretario provinciale Cgil Filctem &#8211; un tasso di disoccupazione reale che supera il 25%, una significativa contrazione del reddito disponibile e dei consumi. Le ore di Cigs sono aumentate nel 2010 del 895% rispetto al 2009, quelle di Cig addirittura del 3845%. Nel nostro territorio si rischia l\u2019azzeramento del gi\u00e0 fragile apparato produttivo\u201d. Tiano ricorda che quasi il 60% delle aziende soggette ad ispezione risulta irregolare e, tra le province italiane, Cosenza occupa il terzo posto in quanto a diffusione di attivit\u00e0 sommerse. \u201cA ci\u00f2\u00a0 &#8211; prosegue Tiano &#8211; si somma il fatto che, per i comuni della cosiddetta area urbana, gi\u00e0 nel biennio 2011-2012, \u00e8 previsto un taglio nei trasferimenti dello Stato pari a circa 26 milioni di euro; mentre la giunta regionale, al netto della propaganda, impone un piano di rientro dal deficit sanitario che nega il diritto alla salute e scarica tutti i costi del risanamento sulla sanit\u00e0 pubblica, sui lavoratori dipendenti e sui pensionati\u201d.<\/h5>\n<h5>In questo contesto, \u00e8 quasi naturale che tra i candidati, in tanti guardino con appetito smisurato a un posto di consigliere comunale. Basta avere alle spalle una trib\u00f9 numerosa, scommettere sulla giusta famiglia della politica, scegliere la lista ispirata dal gruppo vincente. Bisogna decidere se accodarsi ai Covello, Morrone, Adamo, Gentile e oggi anche Occhiuto. Sono loro a orientare la fetta pi\u00f9 consistente dei voti. Quest\u2019anno si rinnova \u201cla tradizione nel cambiamento\u201d. Tra le famiglie importanti, alcune schierano direttamente la propria discendenza in lista. I rampolli erediteranno ruoli di vertice nella gestione della cosa pubblica. E anche in quella privata! Cosenza si prepara all\u2019ennesima stagione di \u201cmagnifiche\u201d successioni dinastiche.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti \u2013 (Cosenza)<\/h5>\n<h5>il manifesto, 27 novembre 2011<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 a un bivio, Cosenza. Dopo 40 anni rischia di svoltare a destra. E i berlusconiani della citt\u00e0 bruzia si sfregano le mani: troppo ghiotta l&#8217;occasione. 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