{"id":606,"date":"2013-10-04T10:55:45","date_gmt":"2013-10-04T08:55:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=606"},"modified":"2016-11-16T07:59:48","modified_gmt":"2016-11-16T06:59:48","slug":"vengono-dal-nordafrica-oggi-sono-reclusi-in-un-residence-a-falerna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=606","title":{"rendered":"Vengono dal Nordafrica, oggi sono reclusi in un residence a Falerna"},"content":{"rendered":"<h5>Imprigionati ma liberi di andare da nessuna parte, dimenticati dalle istituzioni, eppure sorvegliati a vista. Sono i 200 migranti dell\u2019ex emergenza Nordafrica, in precedenza ospitati, oggi confinati, in un residence a Falerna, all\u2019estremo nord del Tirreno catanzarese. Un\u2019antica torre d\u2019avvistamento, eretta pi\u00f9 di mille anni fa a presidio del territorio flagellato da incursioni saracene, li osserva dall\u2019alto. Stavolta i \u201cmori\u201d sono di passaggio. Molti di loro vorrebbero partire subito, ma non hanno via d\u2019uscita: sono stati \u201ccongelati\u201d qui, in mezzo a quest\u2019uliveto bruciacchiato dal sole, in una situazione senza apparenti vie d\u2019uscita.<\/h5>\n<h5><strong>Raccogliere cipolle per 25 euro al giorno<\/strong><\/h5>\n<h5>Tra di loro, alcuni preferirebbero restare in Calabria, ma nella condizione in cui vivono, avrebbero vita corta. Da dicembre \u00e8 scaduto il programma d\u2019intervento umanitario che avrebbe dovuto garantire duratura ospitalit\u00e0 a migliaia di profughi libici e nessuno li vuole pi\u00f9. Non c\u2019\u00e8 ente disposto ad occuparsi di loro. I soldi della Protezione civile sono finiti. Ghanesi, somali, nigeriani, tra cui malati gravi, donne e bambini, vivono in un limbo legislativo, senza assistenza sanitaria. C\u2019\u00e8 chi ha ottenuto il permesso umanitario e chi ha in tasca una protezione sussidiaria. A breve, comunque, diventeranno &#8220;clandestini&#8221;. Sar\u00e0 una &#8220;clandestinit\u00e0&#8221; scaglionata nel tempo: i rispettivi documenti presentano differenti scadenze. Una cosa \u00e8 certa: non possono uscire dall\u2019Italia n\u00e9 tornare nei Paesi d\u2019origine. Quasi tutti vivevano in Libia o vi si trovavano a transitare durante la guerra civile. E sono stati costretti a scappare perch\u00e9 rischiavano di essere coinvolti nella caccia al nero scatenata dai ribelli contro le forze fedeli a Gheddafi, tra cui tanti mercenari dalla pelle scura. Lo spiega bene Mohammed: \u201cStavamo benissimo in Libia, prima che cominciassero gli scontri. Poi la situazione \u00e8 cambiata da un giorno all\u2019altro. Mio fratello \u00e8 stato ucciso da una pallottola al collo. Ci hanno detto di andar via prima possibile. Cos\u00ec ci siamo imbarcati\u201d. Non immaginavano cosa li aspettasse in Italia. \u201cOgni giorno \u2013 spiega Mukhtar &#8211; raggiungiamo Campora San Giovanni, a pochi chilometri da qui, e ci mettiamo sulla strada in attesa che qualcuno ci chiami per andare a lavorare. Raccogliamo cipolle per l\u2019intera giornata a 25 euro, quando ce li danno. Veniamo presi a lavorare solo se i braccianti rumeni non sono disponibili\u201d. Nessuno di loro parla italiano. \u201cCe ne vorremmo andare dall\u2019Italia \u2013 precisa Karim &#8211; ma \u00e8 l\u2019unico Paese in cui possiamo vivere, a causa del regolamento approvato a Dublino. \u00c8 qui che ci hanno preso le impronte digitali, quindi solo qui possiamo stare. Abbiamo provato ad andare in Svizzera, ma ci hanno rispedito indietro\u201d. All\u2019inizio in tanti avevano ricevuto un diniego dalla Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato. In seguito tutte le posizioni sono state sanate, ma solo per un anno, la durata del permesso per motivi umanitari. \u00c8 Maria Francesca D\u2019Agostino, ricercatrice e attivista per la dignit\u00e0 dei migranti, a individuare le cause di questo paradosso: \u201cAlla crescente capacit\u00e0 dei rifugiati di dar vita a spostamenti sempre pi\u00f9 autonomi, oggi corrisponde lo sviluppo di una <em>governance<\/em> globale multilivello, che insegue i profughi nelle loro traiettorie di fuga, e li espone nei paesi di arrivo alle stesse logiche di svalorizzazione e gerarchizzazione nel mercato del lavoro a cui sottostanno tutti coloro i quali non si adattano all\u2019ideal-tipo di migrante \u00abtemporaneo\u00bb e \u00abaltamente qualificato\u00bb previsto dall\u2019attuale <em>migration management\u201d<\/em>. Cos\u00ec molti profughi, dalla fine della cosiddetta emergenza nord Africa, \u201cdopo essere stati buttati in mezzo alla strada \u2013 aggiunge D\u2019Agostino &#8211; sono tornati\u00a0 ad affollare le tante strutture fatiscenti sorte nelle campagne del Mezzogiorno, per lavorare in nero come stagionali, assoggettati a forme di sfruttamento finanche pi\u00f9 gravose rispetto alle altre categorie di migranti\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Protezione civile cercasi<\/strong><\/h5>\n<h5>Anche Karim \u00e8 stato trattenuto per due anni in uno dei tanti Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo aperti in Calabria dalla Protezione Civile, ed \u00e8 qui che aveva preso residenza. Ma oggi, sulla carta, questi centri non esistono pi\u00f9 e non hanno valore giuridico. Ecco perch\u00e9, senza casa e lavoro, migliaia di profughi non potranno rinnovare il permesso di soggiorno. A Cosenza, in seguito alla campagna lanciata dal Cpoa Rialzo, il Comune ha concesso la residenza a 40 di loro in precedenza alloggiati nei Cara limitrofi. A Falerna, invece, da quasi un anno 200 persone continuano a sperare che qualcosa si smuova. Uno degli appartamenti \u00e8 attrezzato a Moschea. Due o tre \u201cospiti\u201d lavorano nella manutenzione di strutture turistiche, con regolare contratto. Tutti gli altri vivono di espedienti. Se hanno ancora un tetto, lo si deve al fatto che non \u00e8 stato ancora richiesto lo sgombero in quanto l\u2019amministratore della societ\u00e0 proprietaria, Vittorio Palermo, ha aperto una serie di contenziosi col Consorzio \u201cCalabria accoglie\u201d che ha gestito, oltre a quello di Falerna, anche i centri di Cetraro, Feroleto, Acri e Castiglione. \u00c8 noto che lo Stato ha speso ogni giorno, tramite la Protezione civile, 46 euro a migrante. Per un giro complessivo di sette milioni di euro. Ai rifugiati \u00e8 stata messa in tasca una banconota da 500 euro per toglierli di mezzo. Senza un permesso degno di questo nome, i profughi andavano in questura coi pullmini, ma poi tornavano a Falerna. Cos\u00ec, secondo la denuncia depositata presso la procura di Lamezia dalla propriet\u00e0 del residence, l\u2019immobile non \u00e8 stato mai rilasciato. E nessuno s\u2019\u00e8 preoccupato di dare un\u2019alternativa ai migranti. Intanto Palermo ha nominato un consulente tecnico per quantificare i danni pari a 277mila euro pi\u00f9 gli affitti non pagati. Qualche mese fa il giudice civile ha riconosciuto che l\u2019immobile non \u00e8 stato restituito al titolare, e ne ha ordinato il rilascio. Nell\u2019esposto la propriet\u00e0 del residence chiede alla magistratura il sequestro dei canoni non pagati da parte della Protezione civile. Che dovr\u00e0 dare spiegazioni tanto sulla mancata stipula di una polizza assicurativa quanto sul fatto che nel sito del Viminale ancora non appare la rendicontazione di quanto \u00e8 stato speso per l\u2019emergenza Nordafrica.<\/h5>\n<h5><strong>L&#8217;accoglienza della &#8216;ndrangheta<\/strong><\/h5>\n<h5>Se la Protezione civile, guidata dal capo dipartimento, Franco Gabrielli, latita, non \u00e8 da meno il ministero degli Interni di Angelino Alfano. In tempi di &#8220;larghe intese&#8221; con i &#8220;diversamente berlusconiani&#8221; chiedere la chiusura di Cara ed ex Cara sarebbe come profanare dei santuari. Eppure, per il Viminale ce ne sarebbe materiale per procedere. Dai fascicoli della recente inchiesta <em>Ammit, <\/em>condotta dalle Dda di Firenze e Reggio, \u00e8 emersa una regia occulta delle &#8216;ndrine nella gestione dell&#8217;accoglienza. Tra i beni sottoposti a sequestro c&#8217;\u00e8 anche il 70% di una societ\u00e0 cooperativa di recente costituita, iscritta presso la Camera di commercio catanzarese, avente come oggetto sociale &#8220;la gestione di centri di accoglienza per stranieri o persone bisognose&#8221;. La coop avrebbe dovuto aprire nei prossimi mesi un albergo finalizzato ad accogliere i migranti, fruendo -si legge nella visura- &#8220;di finanziamenti, contributi e agevolazioni da parte dello Stato, della Regione, della UE e di ogni altro ente pubblico e privato&#8221;. Il giro del malaffare,-dicono i numeri dell&#8217;Antimafia- \u00e8 impressionante. Ogni anno con lo sfruttamento dell&#8217;immigrazione irregolare e col business del traffico di esseri umani la &#8216;ndrangheta macina proventi per oltre 500 milioni. A queste latitudini solo il malaffare non conosce frontiere.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti &#8211; Falerna (CZ)<\/h5>\n<h5>il manifesto, 4 ottobre 2013<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/migrante-falerna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1212\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/migrante-falerna.jpg\" alt=\"migrante falerna\" width=\"355\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/migrante-falerna.jpg 355w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/migrante-falerna-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imprigionati ma liberi di andare da nessuna parte, dimenticati dalle istituzioni, eppure sorvegliati a vista. Sono i 200 migranti dell\u2019ex emergenza Nordafrica, in precedenza ospitati, oggi confinati, in un residence a Falerna, all\u2019estremo nord del Tirreno catanzarese. Un\u2019antica torre d\u2019avvistamento, eretta pi\u00f9 di mille anni fa a presidio del territorio flagellato da incursioni saracene, li&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=606\" class=\"read-more\">Continue Reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[629,632,630,467,631,468],"class_list":["post-606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inchiesta","tag-cara","tag-consorzio-calabria-accoglie","tag-falerna","tag-migranti","tag-richiedenti-asilo","tag-sfruttamento","cat-14-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/606"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=606"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2208,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/606\/revisions\/2208"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}