{"id":6226,"date":"2024-12-12T15:32:37","date_gmt":"2024-12-12T14:32:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6226"},"modified":"2024-12-12T15:51:21","modified_gmt":"2024-12-12T14:51:21","slug":"genova-antico-teatro-del-calcio-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6226","title":{"rendered":"Genova, antico teatro del calcio sociale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0f73e4612e032f15dee23d3805a05c7e\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">La gradinata Nord l\u2019avevo vista dirimpetto, nella trasferta di Genova al seguito del Cosenza, nel primo anno di serie B, il 1989. Ed ero gi\u00e0 rimasto impressionato. Mi si era abbarbicata tra le tempie la qualit\u00e0 e potenza dei cori, quel modo tutto genoano di scandirli all\u2019unisono, con precisione e complicit\u00e0, come solo in Inghilterra avrei visto e sentito poi, negli anni successivi. Rimasi affascinato dall\u2019insolita tipologia umana che brulicava intorno e dentro il \u201cFerraris\u201d. Nel nord, ci\u00f2 avviene solo col Genoa e in poche altre citt\u00e0. Il Grifone richiama intere famiglie con sciarpa, bandiera e maglietta; intorno a lui palpita un\u2019estesa e trasversale comunit\u00e0 che pensavo si potesse originare soltanto nelle realt\u00e0 urbane del sud.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0cbe0f3dd67223cfea535ab19ad451e9\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">La Fossa \u00e8 un romanzo di formazione vivente anche per tanti non genoani. Il 4 marzo 1992 vi tornai per Genoa-Liverpool, stavolta nella Nord. All\u2019interno dello stadio, insieme agli altri gemellati, ci piazzammo nel parterre. Un solo aggettivo pu\u00f2 descrivere ci\u00f2 che vidi e sentii prima, durante e dopo i 90 minuti: sublime! Non \u00e8 un\u2019esagerazione: al termine della partita, uscendo dallo stadio, mi resi conto che la mia zazzera posteriore s\u2019era sollevata. Ero stato nelle prime file. Elettrizzati da quella brezza vocale proveniente da dietro, i capelli mi s\u2019erano drizzati. Il vento sprigionato dai cori aveva creato un campo magnetico capace di spostare gli oggetti, oltre che i cuori e le coscienze. E dopo la partita le orecchie fischiarono per una buona mezzora. Accade solo dopo i grandi concerti rock.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-62992a89b7c6dcfc588025f59cacfb7a\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Ho ritrovato in questo libro tanti dei volti conosciuti quella sera e in quegli anni! Leggendolo, ho appreso e gustato le loro storie da stadio, molte delle quali neanche conoscevo. Capita di rado, ma pu\u00f2 succedere, che le alleanze fiorite sulle gradinate sfocino in amicizie sincere tra i singoli ultr\u00e0. In queste circostanze, i rapporti personali sono talmente autentici che si perde di vista la dimensione rituale curvaiola, quella da protocollo. E si fondono le esistenze, si contaminano al di fuori degli stadi gli orizzonti, i drammi, le sofferenze, gli spiragli di gioia. Si condividono lutti, battesimi e matrimoni, giornate sulla spiaggia e all\u2019uscita dalla sala operatoria. Cos\u00ec \u00e8 stato, ed \u00e8, con i Grifoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-f4fe5a1d640a20f5b748cbbc45105be2\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Arriva per ognuno il momento di rivisitare la propria storia. Quando \u00e8 una storia collettiva, ci si sforza di ricordare tutti quelli che l\u2019hanno vissuta e animata. <em>Pallonezza<\/em> o <em>pallonit\u00e0<\/em> sono concetti duri da trasferire a chi \u00e8 refrattario al calcio e alla sua dimensione sociale, artistica, simbolica. Eppure \u00e8 chiaro che il tifo compenetra la vita. Quando alla rimembranza delle azioni di gioco si mescolano i linguaggi della lotta quotidiana per l\u2019esistenza, quella che s\u2019impone \u00e8 la <em>pallonit\u00e0<\/em> o, se preferite, <em>la pallonezza<\/em>. Qualsiasi evento individuale si mescola al rito collettivo del tifo. Chi di noi non ha mai associato la memoria di un gol stellare e il ricordo di un\u2019epica trasferta, alla nascita di un figlio o qualsiasi altro evento che abbia segnato la propria vita? Chi pu\u00f2 scindere una domenica di scontri o una coreografia in curva, dal volto preoccupato o ammirato di una delle persone a noi care, che a fine partita ci aspettavano a casa come se dovessimo tornare da una battaglia o da una celebrazione religiosa? Ciascuno di questi fatti trascina un florilegio di episodi occasionali, slegati dall\u2019evento calcistico in s\u00e9, che si ricompongono proprio grazie alla memoria collettiva e all\u2019oralit\u00e0 cantata della \u201ctrib\u00f9 del calcio\u201d. Scriveva uno dei pi\u00f9 grandi poeti del nostro tempo, genovese genoano: &#8220;Un uomo senza sogni, senza utopie, senza ideali, sarebbe un mostruoso animale, un cinghiale laureato in matematica pura&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-811f92954e887a417985b9d733b6210e\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Allora \u201cNoi siamo la Fossa dei Grifoni\u201d \u00e8 un flusso tempestoso di narrazione, proteso verso il sentimento e gli ideali. \u00c8 un testo che emana il desiderio di potersi specchiare in questa storia, tutti insieme. Cos\u00ec, finendo per abbracciare sul piano cronologico e spaziale anche la realt\u00e0 esterna alla gradinata Nord, ci spinge tutti a specchiarci in essa. Pu\u00f2 ritrovarsi a navigare nella marea anche chi non l\u2019ha mai vissuta. Ne scaturisce una storia ventennale che non abbraccia solo gli eventi genoani, bens\u00ec l\u2019intero Paese, i suoi drammi sociali e le contraddizioni: l\u2019epidemia di colera a Napoli, l\u2019eroina che invade le piazze, la crisi petrolifera, la guerra civile nell\u2019Italia degli anni settanta. Il Genoa diviene il faro che illumina un\u2019epopea, il suo popolo \u00e8 guardiano e testimone di quanto vivo e tangibile sia il racconto. La Fossa ha avuto i suoi giganti che le hanno date e prese, ma a differenza di tante altre narrazioni che di recente hanno permeato la letteratura ultr\u00e0, questi eroi non sono dipinti come guerrieri privi di empatia. Al contrario, emergono i loro difetti, i tratti paradossali dei caratteri di ognuno, gli aspetti tragicomici delle imprese che hanno compiuto, le vite degli ultimi, di quelli che nessuno forse ricorderebbe, se non ci fosse la Nord. Affiora da ogni singolo paragrafo la frenetica voglia di menzionarli tutti, quei ragazzi. E il ritornello sorge impetuoso, come un vagito, pare di sentirlo esplodere, accompagnando il flusso di memoria: \u201cAprite le porte oh!-oh! il Grifone va!!!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-a8d3c10f097e3b94ca3106631910572f\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Claudio Dionesalvi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\"><em>(il libro \u00e8 acquistabile online su diverse piattaforme)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gradinata Nord l\u2019avevo vista dirimpetto, nella trasferta di Genova al seguito del Cosenza, nel primo anno di serie B, il 1989. Ed ero gi\u00e0 rimasto impressionato. 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