{"id":6763,"date":"2026-03-01T08:58:00","date_gmt":"2026-03-01T07:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6763"},"modified":"2026-02-28T09:09:56","modified_gmt":"2026-02-28T08:09:56","slug":"loccidente-e-la-piramide-dei-buoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=6763","title":{"rendered":"L\u2019Occidente e la piramide dei buoni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-892976e7fc1bed2f820c1c9cb0c2bdb7\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Il movimento No Kings ha posto domande sulla trasmissione e la discontinuit\u00e0 del potere costituito. Filologo classico, storico e grecista, il professore Luciano Canfora ha analizzato questa problematica nel volume \u201cGiulio Cesare. Il dittatore democratico\u201d (Laterza). E per passare dalle dittature antiche a quella, pi\u00f9 recente, del proletariato, ha affrontato la questione nel libro \u201cIl testamento di Lenin\u201d (Fuori Scena), in cui dimostra che le ultime volont\u00e0 del leader bolscevico furono alterate da Stalin per ottenere piena designazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b80767634677ac73fbf1997524759419\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Soprattutto dopo l\u2019attacco neocoloniale di Trump al Venezuela, in giro per l\u2019occidente si agitano legittimi timori nei confronti di presidenti come lui, democraticamente eletti, che per\u00f2 di fatto si autoproclamano \u201cRe\u201d, pur senza trono e corona. \u201cLa storia \u2013 spiega lo studioso &#8211; non si ripete mai in maniere banali. Non possiamo prevedere le forme in cui la trasmissione del potere avverr\u00e0, un po\u2019 dovunque. \u00c8 pi\u00f9 che ovvio che un gruppo politico o un soggetto al potere lavori a una continuit\u00e0, puntando su altre persone. Quando De Gasperi era presidente del consiglio, aveva intorno a s\u00e9 tanti soggetti pi\u00f9 giovani, a lui vicini, e si guardava intorno, perch\u00e9 riteneva che prima o poi la guida della Dc dovesse passare in altre mani. Non vedo il problema: la trasmissione del potere \u00e8 un fatto fisiologico e salutare, nel senso che se si va alla cieca, poi si hanno delle sorprese inquietanti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-915b4d2b115ef8d5eaab97f541be74d3\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Dal canto suo, Francesco Maria Galassi, professore associato di antropologia fisica e paleopatologo dell\u2019Universit\u00e0 di \u0141\u00f3d\u017a&nbsp;in Polonia, spiega che &#8220;tra la fine del 1922 e l\u2019inizio del 1923, la salute di Lenin peggior\u00f2 rapidamente. Dopo un breve miglioramento estivo, a dicembre fu colpito da una seconda e pi\u00f9 grave crisi clinica, con emiparesi destra e disturbi del linguaggio, seguiti da un recupero solo parziale. Come scrisse Trockij, pur convalescente e isolato in campagna, Lenin rest\u00f2 lucido e vigile, ma pi\u00f9 volte minato da una serie di mini ictus che preannunciavano un episodio maggiore del marzo 1923, quando una nuova lesione cerebrovascolare gli caus\u00f2 definitivamente paralisi e afasia. L\u2019autopsia cadaverica del 1924, infatti, mostr\u00f2 che i centri del pensiero e del giudizio erano rimasti in gran parte intatti, mentre la compromissione era motoria e del linguaggio. Cos\u00ec Lenin visse una tripla prigionia: imprigionato clinicamente nel proprio corpo incapacitato, nel reclusione e nel controllo della sua persona coordinato da Stalin (ufficialmente protezione del malato ma di fatto isolamento politico dello stesso) e, infine, dopo la propria morte, nella propria stessa icona corporea, trasformata in reliquia (mummia) \u2014 quando il s\u00f4ma&nbsp;(corpo) del leader divenne s\u00eama&nbsp;(segno, simbolo) all&#8217;interno del mausoleo della Piazza Rossa&#8221;. Oggi i leader politici appaiono imprigionati nelle loro immagini artefatte dall\u2019intelligenza artificiale. \u201cPerch\u00e9 dovrebbero essere totalmente liberi? \u2013 chiede il professore Canfora &#8211; Non esiste l\u2019uomo assolutamente libero, tranne al centro della foresta, cio\u00e8 l\u2019uomo-natura di Rousseau, ma in fondo neanche quello, perch\u00e9 comunque deve vedersela con le belve feroci. Il leader politico ha dietro di s\u00e9 un gruppo al quale deve dare conto e di cui \u00e8 l\u2019espressione. C\u2019\u00e8 un famoso articolo di Antonio Gramsci, pubblicato nel marzo \u201824 su Ordine Nuovo. Si intitola \u201cCapo\u201d. L\u2019esordio \u00e8 questo: Ogni Stato \u00e8 una dittatura, quale che sia la classe sociale che comanda; ogni dittatura ha davanti a s\u00e9 il compito di creare un gruppo dirigente, che a sua volta crea un capo, senza il quale non funziona nessuno Stato. Togliamoci di dosso dunque la patina melliflua, che noi siamo una liberaldemocrazia, allora ci sarebbe l\u2019equilibrio dei poteri, con i contrappesi. Sembra di stare dal salumaio che ci d\u00e0 il salame \u201cbuon peso\u201d. Sono chiacchiere. La realt\u00e0 \u00e8 questa, quale che sia il grado di accentuazione maggiore o minore: le procedure sono pi\u00f9 o meno truffaldine; raramente si vota allo stato puro. Il voto di scambio c\u2019\u00e8 sempre stato, non \u00e8 un\u2019invenzione recente ed \u00e8 la negazione della libert\u00e0. Abbandoniamo le illusioni generiche che dividono il mondo tra buoni e cattivi e i buoni sarebbero liberaldemocratici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-ca24ecd7d0cf11b9be204cd1ead8b1e9\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Non \u00e8 una novit\u00e0 neanche la reciproca fascinazione tra leader al potere in diversi Paesi, a volte di opposti orientamenti politici. Qualcuno sostiene addirittura che ancor prima del patto, poi tradito, fra Hitler e il compagno \u201cKoba\u201d, Mussolini chiam\u00f2 Stalin \u201ccamerata\u201d. Lo smentisce categoricamente il professore Canfora: \u201cNo, non \u00e8 vero. C\u2019\u00e8 un articolo di Mussolini che ironizza sui processi di Mosca e dice: forse Stalin \u00e8 diventato fascista, ma non lo vuole ammettere. Non ha senso farne una specie di cartina al tornasole per interpretare i rapporti tra capi dei vari governi. Anche l\u2019imperatore bizantino aveva grande considerazione per il califfo di Bagdad, eppure all\u2019epoca erano due grandi potenze in lotta\u201d. A proposito di legittimazione dei poteri, c\u2019\u00e8 chi rimpiange i governi tecnici, adesso che, con le destre al comando, l\u2019Italia sembra scivolare verso una democratura. \u201c\u00c8 una parola inesistente \u2013 replica l\u2019insigne filologo &#8211; che ha bisogno di entrare nel dizionario della Crusca, prima di essere adoperata da noialtri. Tutti i governi sono politici, anche quelli tecnici. Quello del senatore Monti era un governo tecnico? No, fu voluto da Napolitano dopo che avevano cacciato Berlusconi. Il governo Draghi, invece, fu nominato da Mattarella per non andare alle elezioni quando si doveva. Molti partiti hanno appoggiato questi governi e vi hanno piazzato i loro uomini. L\u2019esecutivo tecnico \u00e8 una <em>fictio iuris<\/em>, un\u2019invenzione. Governare \u00e8 un atto politico di per s\u00e9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-8c4499b15ee7d784466cab791aae25cb\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Persino la manipolazione funzionale della verit\u00e0 \u00e8 un arnese utile per ogni epoca: \u201cMa certo! \u2013 prosegue Canfora \u2013 Un esempio? La storia del dispaccio di Ems. Bismarck modific\u00f2 il testo per far scoppiare la guerra tra Francia e Prussia\u201d. A prescindere dalla <em>fake governance<\/em> e dagli studi sulle ultime volont\u00e0 di Lenin, edulcorate, oggi resta il suo grande quesito: che fare? Pare che al mondo non ci siano autorevoli figure di riferimento per la sinistra. \u201cNo \u2013 conclude il professore Canfora \u2013 non esistono, perch\u00e9 l\u2019esperienza sovietica \u00e8 implosa. E quando uno perde, non pu\u00f2 dire: giochiamo da capo. La tradizione socialdemocratica, nata con un gigante come Engels, ha seguito il destino del suo antagonista ed \u00e8 andata deperendo nei circa 30 anni che ci separano dalla fine dell\u2019URSS. Quindi il movimento operaio, o di liberazione dei popoli ex coloniali, deve trovare altri leader e motivazioni. Ce n\u2019\u00e8 una fondamentale: le grandi potenze occidentali vogliono ricolonizzare il mondo, quindi la lotta che stiamo vivendo \u00e8 tra queste potenze e chi vuole decolonizzare. \u00c8 una lotta sul pianeta\u201d. Nel suo libro in uscita, \u201cIl porcospino d\u2019acciaio\u201d (Laterza), inquadra l\u2019Occidente impegnato a individuare il nemico interno e ricolonizzare se stesso: \u201cLa piramide dei <em>buoni<\/em> \u2013 scrive Canfora \u2013 \u00e8 piuttosto articolata. In cima ci sono i \u00abvecchi banditi\u00bb (come li chiam\u00f2 Lenin all\u2019indomani della grande guerra): gli Stati colonialisti europei, ammaccati dalle guerre da loro stessi provocate, ora apparentemente uniti in una struttura n\u00e9 statale n\u00e9 federale ma bancaria (BCE=UE). Ma chi <em>d\u00e0 le carte <\/em>sta oltre Atlantico, e da ultimo ha deciso di non concedere pi\u00f9 ai <em>vecchi banditi<\/em> il privilegio della protezione a spese del protettore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-26397ee3f224c445444271a6c8c07999\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\">Claudio Dionesalvi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-f41b5f0569101d5546ed8597b1c950a9\" style=\"font-style:normal;font-weight:700\"><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/loccidente-e-la-piramide-dei-buoni\">il manifesto, 28 febbraio 2026<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il movimento No Kings ha posto domande sulla trasmissione e la discontinuit\u00e0 del potere costituito. Filologo classico, storico e grecista, il professore Luciano Canfora ha analizzato questa problematica nel volume \u201cGiulio Cesare. 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