{"id":695,"date":"1999-02-21T10:43:35","date_gmt":"1999-02-21T09:43:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=695"},"modified":"2015-06-24T10:49:43","modified_gmt":"2015-06-24T08:49:43","slug":"pomeriggio-di-tensione-in-via-gergeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=695","title":{"rendered":"Pomeriggio di tensione in via Gergeri"},"content":{"rendered":"<h5>Ancora momenti di tensione nel quartiere Gergeri, dove vivono circa cento famiglie della comunit\u00e0 rom cosentina. Nel pomeriggio di venerd\u00ec, i carabinieri delle caserme di Rende, Rose e San Pietro hanno fatto un irruzione a scopo investigativo. Secondo quanto raccontato dagli abitanti della zona, in quel momento alcuni ragazzini stavano giocando con i rottami accatastati sulla riva del fiume. Un carabiniere avrebbe notato che i piccoli rom stavano maneggiando materiale \u201csospetto\u201d. Avvicinatosi ai bambini, il militare ha puntato la mitraglietta contro il piccolo Antonio M., 10 anni, intimandogli di consegnare immediatamente l\u2019insolito giocattolo che aveva tra le mani.<\/h5>\n<h5>Dopo un\u2019attenta verifica, \u00e8 risultato che si trattava di un meccanismo di antifurto per auto, abbandonato da qualcuno che ha voluto disfarsene. Sotto la minaccia dell\u2019arma da fuoco, il bambino ha dichiarato che l\u2019arnese era di propriet\u00e0 del padre e ha condotto i militari nella propria abitazione. Subito dopo, Antonio si \u00e8 accasciato al suolo ed \u00e8 stato colpito da un attacco di panico, accompagnato da pianto, tremore ed aumento della sudorazione, provocati dalla paura della mitraglietta, che per cinque lunghi minuti gli sarebbe stata puntata contro lo stomaco. Gli abitanti del quartiere sono usciti dalle abitazioni, esasperati dai continui controlli, che quasi ogni giorno vengono effettuati nella zona. Si \u00e8 rischiato lo scontro, quando i genitori del piccolo Antonio hanno visto il figlio riverso per terra. Trascorso un quarto d\u2019ora di tensione, gli animi si sono placati, ma nella notte il bambino ha avuto incubi ed attacchi di vomito.<\/h5>\n<h5>Un episodio analogo si era verificato un mese fa. Al termine di un blitz delle forze dell\u2019ordine, un anziano di etnia rom era finito in ospedale, dopo essere stato urtato da una volante. Anche in quella circostanza, la gente era uscita dalle case urlando e chiedendo ad agenti e militari di allontanarsi. Solo con l\u2019intervento massiccio dei rinforzi, la situazione era tornata alla normalit\u00e0. Nel quartiere Gergeri, retate e perquisizioni sono all\u2019ordine del giorno e spesso vengono effettuate all\u2019alba. Da anni le associazioni attente ai problemi degli zingari lamentano il carattere indiscriminato degli interventi repressivi. Nella maggior parte dei casi, a fare le spese di questa situazione sono donne e bambini, costretti ad abbandonare provvisoriamente le abitazioni nel cuore della notte, per consentire agli investigatori di perlustrarle. E sono sempre pi\u00f9 frequenti i casi di persone colte da malore, in seguito ai blitz. Nell\u2019autunno scorso una ragazza, che qualche anno fa \u00e8 stata sottoposta a trapianto, \u00e8 svenuta durante un irruzione. Stamani, in occasione della venuta a Cosenza del ministro Diliberto, i rom del quartiere Gergeri denunceranno pubblicamente l\u2019episodio accaduto venerd\u00ec scorso.<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Il Domani, 21 febbraio 1999<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora momenti di tensione nel quartiere Gergeri, dove vivono circa cento famiglie della comunit\u00e0 rom cosentina. Nel pomeriggio di venerd\u00ec, i carabinieri delle caserme di Rende, Rose e San Pietro hanno fatto un irruzione a scopo investigativo. 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