{"id":833,"date":"2010-01-28T09:25:17","date_gmt":"2010-01-28T08:25:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=833"},"modified":"2015-06-29T08:01:47","modified_gmt":"2015-06-29T06:01:47","slug":"20-anni-di-gramna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=833","title":{"rendered":"20 anni di Gramna"},"content":{"rendered":"<h5>Il 21 gennaio 1990 un gruppo di ragazzi fond\u00f2 il primo spazio sociale di Cosenza. Erano gli anni del riflusso. Ma il Gramna \u2013 come la nave di Fidel Castro, con un piccolo refuso per non prendersi troppo sul serio \u2013 rappresent\u00f2 un modo per reagire. E anche oggi che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 continua a seminare germogli. Lontani anni luce dai pogrom di Rosarno.<\/h5>\n<h5>\u00abEravamo arrivati a Cuba dopo otto giorni di navigazione attraversando il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi, senza viveri, con uno scafo, il Granma, in cattive condizioni, quasi tutti col mal di mare per mancanza di abitudine alla navigazione, dopo essere partiti il 24 novembre dal porto di Tuxpan, in una giornata di tramontana, in cui la navigazione era proibita. Tutto ci\u00f2 aveva lasciato la sua impronta nella compagnia, composta di uomini inesperti che non avevano mai combattuto\u00bb. Cos\u00ec il Che nei suoi diari rievocava la traversata verso Cuba dei barbudos, a bordo di un battello di nome Granma, 18 metri di lunghezza e 5 di larghezza. Con un obiettivo ben preciso: rovesciare il regime di Batista. Era il 1956. Trentaquattro anni dopo, il 21 gennaio del 1990, venti anni orsono, un manipolo di giovani cosentini, studenti, lavoratori, ultras del Cosenza Calcio, occupano il Cinema Italia e lo trasformano nel primo centro sociale autogestito della Calabria. Gli danno il nome dell\u2019imbarcazione del Che, Fidel e compagni: El Gramna. Con un piccolo refuso. Voluto per non prendersi troppo sul serio rispetto all\u2019epopea cubana. Sebbene non ambizioso come quello dei rivoluzionari cubani, l\u2019obiettivo era, per\u00f2, ugualmente qualificato: costruire un luogo autorganizzato di agibilit\u00e0 democratica e di conflitto sociale nel profondo sud. E, al pari dell\u2019esperienza cubana, il \u00abviaggio\u00bb del Gramna cosentino non fu certo privo di ostacoli.<\/h5>\n<h5><strong>\u00ab\u00c8 finita la storia\u00bb<\/strong> Erano anni particolari, quelli all\u2019inizio dei Novanta. Era da poco caduto il muro di Berlino ed il mondo intero si crogiolava nell\u2019ottimismo: intellettuali, politici, giornalisti, e, perfino, i grandi manager delle multinazionali si complimentavano a vicenda, sicuri di aver eliminato per sempre ogni ipotesi di conflitto. Qualcuno si azzardava a dire: \u00ab\u00c8 finita la storia\u00bb, alludendo al fatto che tutto sarebbe stato pacificato, le contrapposizioni risolte, ognuno accordato sulle stesse parole d\u2019ordine. Erano gli anni del riflusso. La cultura d\u2019impresa e l\u2019individualismo proprietario si impadronivano dell\u2019immaginario collettivo, difesi ed esaltati dai media e dagli intellettuali che dentro il \u00abpensiero debole\u00bb del quotidiano e della difesa dei propri privilegi trovavano l\u2019alibi della loro fuga. Nei grandi labirinti metropolitani, viceversa, regnava il silenzio della separatezza e dell\u2019impotenza: con centinaia di migliaia di giovani \u00abnon garantiti\u00bb, sottoccupati e privi di rappresentanza, nei famigerati anni Ottanta. Gli anni del cinismo e dell\u2019opportunismo. A far da contraltare e a resistere alla sbornia degli Ottanta c\u2019era l\u2019esperienza dei centri sociali autogestiti, nati nella seconda met\u00e0 dei Settanta, soprattutto nelle citt\u00e0 metropolitane. Il problema del tempo libero svuotato di senso, dell\u2019isolamento giovanile, della carenza di spazi aggregativi, erano alla base dell\u2019esigenza di creazione di centri sociali. Per contrastare l\u2019alienazione della vita metropolitana, specie quella delle periferie delle grandi citt\u00e0, per confrontarsi e ritrovarsi, per promuovere informazione alternativa e controcultura. E queste necessit\u00e0 si avvertivano, anzi, si moltiplicavano nelle realt\u00e0 di provincia del Mezzogiorno.<\/h5>\n<h5><strong>La grigia Cosenza rinasce<\/strong> Come Cosenza, citt\u00e0 reduce da due guerre di mafia, la prima scoppiata negli anni Settanta con l\u2019omicidio di Luigi \u2018u Zorru, e che vide contrapposti i clan Pino-Sena da una parte e Perna- Pranno dall\u2019altra, e la seconda, successiva all\u2019omicidio del direttore del carcere Sergio Cosmai, che dur\u00f2 sino alla fine degli Ottanta. A quei tempi, Cosenza era priva di spazi di socialit\u00e0 giovanile. La citt\u00e0 era vuota e anemica. L\u2019unico luogo di ritrovo era Piazza Kennedy, l\u2019unico locale aperto dopo le 21 il Free Pub. L\u2019unica energia viva pulsava dietro gli striscioni degli Ultr\u00e0 Cosenza. Occupare un edificio abbandonato e riempirlo di vita era, dunque, l\u2019unica possibilit\u00e0 per provare a capovolgere e ricostruire la grigia Cosenza dell\u2019epoca. Il levantamiento ci fu. Una miscela di rabbia ed energia costruttiva anim\u00f2 gli oltre cinquanta attivisti che diedero vita alla prima, poi alla seconda occupazione ed, infine, ad un ciclo di storie eclatanti che, nel giro di sei mesi, portarono alla conquista dell\u2019ex Villaggio del Fanciullo, dal 1996 sede del Gramna. Senza lasciarsi deprimere dalla consapevolezza che in una citt\u00e0 del sud \u00e8 pi\u00f9 difficile liberare il corpo, quel movimento riusc\u00ec a resistere ai processi, ai blitz cruenti della polizia e all\u2019ostilit\u00e0 degli interessi criminali. Dopo, ci fu il trasferimento a Contrada Carricchio, in un ex orfanotrofio abbandonato. Qui trovarono sede di sperimentazione quegli stili di vita che, grazie all\u2019influenza della vicina Universit\u00e0 di Arcavacata, Cosenza aveva gi\u00e0 in parte assorbito negli anni Settanta. Il computer collegato con le BBS di Milano, Roma, Padova, prefigurava internet e catalizzava un agire comunicativo. Suonarono sul palco oltre cento gruppi musicali, richiamando migliaia di giovani dal resto della Calabria. Le donne riunite nel collettivo \u00abStreghe Maligne\u00bb sfidarono vittoriose pregiudizi e sfott\u00f2. I primi migranti vi furono ospitati. Molti dei protagonisti delle passate ondate sociali e politiche animarono incontri e dibattiti sulla memoria attualizzata. Tra Napoli e la Sicilia, Cosenza assunse, cos\u00ec, il ruolo di cerniera per la ricomposizione dei movimenti. Grazie anche alla nascita, sempre nel 1990, di Ciroma, la prima ed unica radio comunitaria del sud. Il rapporto tra le due strutture cosentine, Gramna e Ciroma, fu ambivalente: competizione e gelosia nelle fasi di avanzamento, solidariet\u00e0 e mutuo soccorso nei momenti difficili. Attraverso una profonda riflessione sull\u2019identit\u00e0 del sud, Ciroma \u2013 espressione cosentina per dire chiasso, fracasso \u2013 diventa sorgente di eresia, conferisce potenza allo spazio pubblico meridionale, propugna un municipalismo ribelle e solidale. La radio si prepara a festeggiare, tra pochi mesi, il ventennale. Il Gramna, invece, ha concluso la sua parabola, travolto dalle fluttuazioni cicliche degli spazi sociali. Per\u00f2 le tante molecole in cui si \u00e8 disperso non si sono rivelate sterili. Da esso sono spuntati interessanti germogli come la Palestra di Boxe popolare e la casa editrice Coessenza.<\/h5>\n<h5><strong>L\u2019Altra Calabria<\/strong> E la storia recente della Calabria non finisce qui. Altrove, infatti, nel corso degli anni sono fiorite numerose enclavi che si muovono lungo un cammino indipendente. Lo testimoniano le associazioni che fanno cooperazione sui monti del Reventino, tra Catanzaro e Lamezia, l\u2019indomito Mimmo Tramontana ed i consorzi di libere realt\u00e0 produttive nella zona di Gallico, a nord di Reggio. E, ancora, le aree strappate agli interessi speculativi delle \u2018ndrine cosentine con la nascita delle Officine Babilonia e il CPOA Rialzo nel cuore della citt\u00e0 bruzia; la Kasbah, associazione all\u2019avanguardia nei progetti di integrazione multietnica, lo spazio sociale Filo Rosso all\u2019Unical, i gruppi di acquisto solidale e Benicomuni, la Federazione Municipale di Base a Spezzano, il collettivo della Fiumara a Catanzaro, il CSOA Angelina Cartella di Reggio Calabria, il Dipartimento Multimediale Autogestito e il Forum dei Comitati ambientalisti, nato di recente sulla scia delle mobilitazioni di Amantea e Crotone. Questa \u00e8 la geografia dell\u2019Altra Calabria, distante anni luce dai pogrom di Rosarno. Il 21 gennaio del 1990 nasceva, dunque, il Gramna, il primo spazio alternativo calabrese. Da allora, il Gramna \u00e8 morto e risorto diverse volte, finch\u00e9 un giorno, tanti anni dopo, ha deciso di sparire per sempre. Ma, come tutte le navi fantasma, ogni tanto riemerge e solca il mare. Il riflesso delle sue vele rosse rivive nelle risate dei pazzi, nei lampi degli artisti, nella rabbia dei ribelli.<\/h5>\n<h5><strong>Silvio Messinetti, Claudio Dionesalvi &#8211; (Cosenza)<\/strong><\/h5>\n<h5>il manifesto, 28 gennaio 2010<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 21 gennaio 1990 un gruppo di ragazzi fond\u00f2 il primo spazio sociale di Cosenza. Erano gli anni del riflusso. Ma il Gramna \u2013 come la nave di Fidel Castro, con un piccolo refuso per non prendersi troppo sul serio \u2013 rappresent\u00f2 un modo per reagire. E anche oggi che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 continua a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=833\" class=\"read-more\">Continue Reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1192,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[248,652],"class_list":["post-833","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-movimenti-e-societa","tag-c-s-a-gramna","tag-centri-sociali","cat-13-id"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/833"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=833"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/833\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":834,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/833\/revisions\/834"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}