{"id":932,"date":"2008-09-06T00:36:03","date_gmt":"2008-09-05T22:36:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=932"},"modified":"2015-07-07T15:33:55","modified_gmt":"2015-07-07T13:33:55","slug":"avanti-popolo-e-un-po-di-riscossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=932","title":{"rendered":"Avanti popolo e un po&#8217; di riscossa"},"content":{"rendered":"<h5><strong>Sotto la campana di vetro<\/strong><\/h5>\n<h5>Una spessa campana di vetro sembra racchiudere pensieri e voci della sinistra extraparlamentare; una campana in cui critiche, denunce e proposte rimbalzano sul vetro perimetrale, per poi ricadere sulle teste di chi le ha formulate, mentre all\u2019esterno regna il silenzio. Per chi ha fatto parte di un\u2019associazione, movimento o centro sociale operante in Calabria, oggi questo silenzio risulta ingombrante, difficile da smuovere, tanto da far chiedere a molti: che fine ha fatto la sinistra extraparlamentare? Vista da lontano appare immobile, mentre il senso d\u2019identit\u00e0 collettiva \u00e8 disgregato. Guardando per\u00f2 la realt\u00e0 di movimento attraverso una sorta di lente d\u2019ingrandimento, si riesce a trovare qualche piccolo segnale di vita, qualcosa che fa dire: eppur si muove. Avviciniamo quindi la lente d\u2019ingrandimento all\u2019ex Villaggio del Fanciullo di Cosenza, quello che un tempo era il Gramna e che attualmente combatte una difficile battaglia per restare in piedi, e non in termini metaforici, ma come struttura fisica, poich\u00e9 l\u2019edificio necessita di una ristrutturazione che tarda ad arrivare. Politica del basso, identit\u00e0 collettiva e futuro dell\u2019ex Villaggio del Fanciullo sono i temi di cui discutiamo con Claudio Dionesalvi, uno dei fondatori del centro sociale Gramna, newglobal che ha da subito si sent\u00ec parte del cosiddetto popolo di Seattle, e tra i tredici attivisti che furono imputati nel processo alla rete del Sud Ribelle.<\/h5>\n<h5><strong>Identit\u00e0 collettiva e Gramna<\/strong><\/h5>\n<h5>\u201cIo non ci sto pi\u00f9 dentro nel mondo senza senso, non ci sto pi\u00f9 dentro e questo \u00e8 il mio lamento\u201d. Sebbene non citiamo lo slogan coniato da un movimento di lotta ma il canto intonato nella curva sud dello stadio cosentino, tuttavia la storia della sinistra extraparlamentare in Calabria passa attraverso percorsi di un\u2019identit\u00e0 condivisa simile a questo sentire istintivo di generazioni che, passandosi il testimone di mano, hanno creato un racconto collettivo, di cui molti capitoli furono scritti nei centri sociali, primo fra tutti il Gramna. Cos\u2019era agli occhi di Claudio Dionesalvi diciottenne?<\/h5>\n<h5>\u201cAvevo appena compiuto 18 anni quando occupammo tutto quello che c\u2019era da occupare \u2013 racconta Claudio Dionesalvi \u2013 pur di ottenere uno spazio sociale in citt\u00e0. Fu l\u2019esperienza pi\u00f9 bella della mia vita. Solo in curva sud avevo provato simili emozioni. Sembrava un sogno: riuscire a costruire un luogo autonomo in cui realizzare un\u2019altra socialit\u00e0, un diverso modo di intendere la cultura, l\u2019arte e la comunicazione; \u00a0parallelo alla citt\u00e0 della merce-spettacolo, delle mafie e degli interessi sporchi delle lobby di potere, ma al tempo stesso conflittuale, perch\u00e9 alternativo alla politica dei partiti. Un sogno che siamo riusciti a concretizzare solo pagando un prezzo alto in termini di denunce e procedimenti penali. Ha rappresentato l\u2019inizio di un cammino che ha portato alcuni di noi nelle carceri speciali ed in corte d\u2019Assise. Fu quello il nostro \u201cYa basta!\u201d. Fu un modo di dare vita a nuovi linguaggi, ad un\u2019autoformazione e ad un differente rapporto col nostro corpo. \u00c8 un sogno che a distanza di questi vent\u2019anni rimane in piedi\u201d.<\/h5>\n<h5><strong>Lutti da elaborare<\/strong><\/h5>\n<h5>La sconfitta di Rifondazione comunista alle ultime elezioni non \u00e8 stata di certo un lutto da elaborare per chi ha da sempre vissuto la politica lontano dai seggi del Parlamento, tuttavia gi\u00e0 prima di questa di questa sconfitta elettorale i movimenti avevano subito una battuta d\u2019arresto, in parte fisiologica, in parte dovuta alla mancata capacit\u00e0 di incidere sui processi di globalizzazione. Questo quadro si \u00e8 ripetuto a livello europeo e nazionale; in Calabria ha delle sue peculiarit\u00e0? I centri sociali e i movimenti nella nostra regione hanno capacit\u00e0 di incidere nella formazione di una nuova sinistra calabrese lontana dagli organi partitici di potere?<\/h5>\n<h5>\u201cSu un piano pi\u00f9 generale &#8211; sottolinea Claudio Dionesalvi &#8211; i movimenti hanno registrato una rarefazione dopo l\u2019esplosione della guerra globale permanente. \u00c8 naturale. Se quell\u2019ondata creativa e ribelle sprigionatasi a Seattle, Genova e dintorni, fosse in moto perpetuo, diventerebbe istituzione, perdendo ogni energia. E chi pensava di portarla in parlamento s\u2019\u00e8 ritrovato \u2018con il sedere rotto e senza ciliegie\u2019. Quei movimenti hanno avuto la loro continuazione ideale nelle tante battaglie territoriali. Adesso bisogna capire con quali linguaggi possano tornare a riproporsi. In Calabria ci sono tante possibilit\u00e0. A Cosenza, nonostante tutto sembri fermo, se pensiamo all\u2019inverno scorso, abbiamo vissuto momenti di grande intensit\u00e0: l\u2019occupazione delle case e del Rialzo, il corteo del 2 febbraio. Ci sono ancora tante esperienze interessanti in giro dentro e fuori la citt\u00e0. Ma troppe intelligenze preferiscono vivere di sospiri e di rimpianti\u201d.<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/occupazione-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1405\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/occupazione-2.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"392\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/occupazione-2.jpg 392w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/occupazione-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><em>(l&#8217;occupazione del &#8220;Rialzo&#8221;)<\/em><\/h6>\n<h5><strong>Il rapporto con le istituzioni<\/strong><\/h5>\n<h5>Se nella citt\u00e0 bruzia e nell\u2019hinterland ci sono ancora esperienze importanti, cosa ne blocca la capacit\u00e0 di emergere? Una risposta pu\u00f2 forse giungere proprio dalla lettera aperta che il centro autogestito ex Villaggio del fanciullo rivolge alle istituzioni.<\/h5>\n<h5>\u00abDa dieci anni il Villaggio del fanciullo \u00e8 un centro che si occupa di sociale. Risale infatti ad un decennio fa lo scioglimento del collettivo politico che occup\u00f2 gli edifici abbandonati in citt\u00e0 all\u2019inizio degli anni novanta, dando vita alla vertenza per la conquista di uno spazio sociale, il Gramna, che trov\u00f2 sede nell\u2019ex Villaggio del fanciullo di contrada Caricchio. L\u2019aggregazione giovanile che origin\u00f2 il Gramna si disperse spontaneamente \u2013 si legge nella lettera del centro autogestito \u2013 rifluendo in citt\u00e0 e contribuendo alla realizzazione di numerose altre iniziative sociali e culturali. Da quel momento l\u2019ex Villaggio del fanciullo \u00e8 stato gestito da associazioni che hanno prodotto laboratori di teatro, una palestra popolare, una casa editrice, un festival annuale dedicato alle controculture locali, eventi artistici, nonch\u00e9 percorsi lavorativi a cui hanno partecipato soggetti disabili o provenienti dalle aree del disagio psichico. Consapevoli dello stato di precariet\u00e0 in cui versa l\u2019edificio di contrada Caricchio, pericolante e ricoperto di eternit, nell\u2019ultimo biennio\u00a0 le associazioni operanti al suo interno si sono mosse su due livelli. Anzitutto si \u00e8 avviata una riqualificazione dello stabile, con i pochi mezzi a disposizione ed in totale autonomia dalle casse comunali. Insieme a questa autocostruzione, sono stati proposti alle amministrazioni locali &#8211; in modo pubblico ed ufficiale \u2013 corposi e dettagliati progetti finalizzati alla ristrutturazione dell\u2019immobile ed al rilancio delle attivit\u00e0 che in esso si svolgono. Non si \u00e8 trattato di una richiesta di denaro, bens\u00ec di un\u2019istanza trasparente e dignitosa. \u00c8 la stessa domanda che migliaia di giovani rivolgono ogni giorno alla \u201cclasse\u201d politica calabrese: fare da tramite con l\u2019Unione europea e le istituzioni preposte per ottenere l\u2019accesso agli strumenti finalizzati al sostegno della cooperazione sociale\u00bb.<\/h5>\n<h5><strong>Enti locali assenti<\/strong><\/h5>\n<h5>L\u2019attenzione delle amministrazioni locali, da quella comunale a quella provinciale, per\u00f2 finora sembra quasi inesistente. \u00abPurtroppo \u2013 si legge ancora nella lettera \u2013 dagli enti locali sono arrivate solo mezze risposte. Il Comune si \u00e8 chiuso in un silenzio ostinato. Addirittura, due anni fa voleva usare lo stabile di Caricchio come magazzino per i mezzi e le attrezzature in disuso del settore manutenzione di Via gli stadi. A questo punto \u00e8 necessario avviare una vertenza allargata per ottenere l\u2019ascolto delle istituzioni\u00bb.<\/h5>\n<h5>Melissa Cosenza<\/h5>\n<h5>Mezzoeuro, 6 settembre 2008<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto la campana di vetro Una spessa campana di vetro sembra racchiudere pensieri e voci della sinistra extraparlamentare; una campana in cui critiche, denunce e proposte rimbalzano sul vetro perimetrale, per poi ricadere sulle teste di chi le ha formulate, mentre all\u2019esterno regna il silenzio. 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