{"id":934,"date":"2009-04-27T00:42:25","date_gmt":"2009-04-26T22:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=934"},"modified":"2016-10-05T07:56:51","modified_gmt":"2016-10-05T05:56:51","slug":"nuova-guardia-controcultura-ultra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=934","title":{"rendered":"Nuova Guardia: controcultura ultr\u00e0"},"content":{"rendered":"<h5><em>(intervista rilasciata ad Anna Zupi)<\/em><\/h5>\n<h5><strong>Quando si \u00e8 creato il gruppo e perch\u00e9?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>La Nuova Guardia nacque nel 1986 per le stesse ragioni che da sempre spingono tutti i ragazzi a formare un gruppo: identit\u00e0, protezione reciproca, voglia di emergere, desiderio di autonomia.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Come mai ha preso questo nome?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Noi sostenevamo di essere i \u201cnuovi\u201d Nuclei Sconvolti, una specie di \u201cPrimavera\u201d degli Ultr\u00e0 Cosenza. Trasgressivi, ribelli, innovativi, intenzionati a portare in curva la \u201cvera\u201d mentalit\u00e0 ultr\u00e0, come del resto oggi fa la maggior parte dei gruppi organizzati che danno vita alla nostra meravigliosa tifoseria. Ciascuno pensa di incarnare il modo giusto di essere ultr\u00e0. L\u2019importante \u00e8 che non venga mai a mancare il rispetto tra quartieri, gruppi e comitive&#8230;<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>I componenti che et\u00e0 avevano?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Come recita la canzone: \u201cavevo tredici anni&#8230;\u201d<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Qual era il vostro simbolo?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Ne abbiamo avuto pi\u00f9 di uno. Andy Capp, la stella a cinque punte verde gialla e rossa, lo squatt (che \u00e8 il logo degli occupanti di case e spazi sociali), il bambul\u00e9, Syd Barrett, Jim Morrison, la \u201cpampina\u201d&#8230; ma i simboli non sono mai stati una fissazione per noi. Perch\u00e9 per essere un attivista dei movimenti, un ribelle, un ultr\u00e0 sette giorni su sette, non contano n\u00e9 i simboli che porti sul petto n\u00e9 ci\u00f2 che dici di essere, bens\u00ec i tuoi comportamenti. Puoi esprimere i concetti pi\u00f9 interessanti, indossare la felpa pi\u00f9 \u201cdi tendenza\u201d e lanciare gli slogan pi\u00f9 significativi, ma il problema rimane quello che fai in concreto per animare la curva e costruire un\u2019Altra citt\u00e0.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>I vostri anniversari, feste o eventi\u00a0da ricordare?<\/strong><\/h5>\n<h5>Non avevamo ricorrenze. Eventi? Ci vorrebbe un romanzo. Te ne racconto uno in breve, il primo che mi viene in mente, forse anche il pi\u00f9 stupido: una notte di un\u2019estate di tanti anni fa, dormimmo tutti insieme su una spiaggia, coperti dal nostro striscione. A un certo punto cominciammo a giocare. Ci prendevamo a sassate. Uno di noi si becc\u00f2 una pietrata che gli spacc\u00f2 il sopracciglio. Gli usc\u00ec un fiume di sangue. Ma noi cercammo di convincerlo a non farsi visitare dalla guardia medica. Temevamo che poi se ne sarebbe andato a casa. Lui aveva il fumo! Cinismo adolescenziale! Incoscienza pura.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Avevate uno slogan o un motto in particolare che vi caratterizzava?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>\u201cAllo stadio, nella strada, Nuova Guardia Intifada\u201d. \u201cContro la corrente che va controcorrente\u201d. \u201cSiamo interessati a tutto ci\u00f2 che riguarda il disordine, il caos, la rivolta, soprattutto a quelle attivit\u00e0 che sembrano non avere alcun significato\u201d. E poi il famigerato: \u201cNoi siamo una brigata drogati e delinquenti\u201d, lo slogan che scandivamo insieme ai ragazzi di Cosenza Vecchia e Via Popilia con cui nei primi anni di serie B formavamo una comitiva fissa e molto affiatata.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Di quali valori parlavate in particolare?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>L\u2019antirazzismo, l\u2019antiproibizionismo, l\u2019elogio della follia. Pi\u00f9 che parlarne, provavamo a metterli in pratica, tra mille contraddizioni.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Vi definivate tifosi o ultras?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Ultr\u00e0.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Che significava per voi stile ultras?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>\u201cStile\u201d \u00e8 un termine da discotecari e negozi di abbigliamento. \u00c8 anche una parola che \u00e8 stata rivalutata quando a Cosenza sono arrivate o ritornate le cosiddette sottoculture giovanili come l\u2019hip hop, il punk, il dark e lo skin. Ultr\u00e0 significa andare al di l\u00e0 di tutto. Per la citt\u00e0, la curva e due colori. Per la voglia di capovolgere i ritmi abituali di vita e lo stato di cose. Il calcio c\u2019entra poco e niente. E comunque a molti di noi piaceva e piace pure il calcio. Uno stile di vita \u00e8 fatto di linguaggi, interessi, relazioni, consumi. Noi avevamo i nostri. Che non erano meglio di quelli adottati dagli altri. Semplicemente, erano diversi! Tutti quelli che facevamo parte della Nuova Guardia, li conserviamo ancora oggi.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Eravate un gruppo di sinistra?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Se ti rispondo di s\u00ec, c\u2019\u00e8 il rischio che tu possa pensare subito a Nicola Adamo, D\u2019Alema, Bertinotti e Vendola o addirittura al vecchio PCI. Nulla di tutto ci\u00f2. Molti di noi erano e sono di sinistra, ma in basso. Significa non votare, non avere tessere di partito, bens\u00ec svolgere attivit\u00e0 nei quartieri, nelle associazioni o sul posto di lavoro, al fine di costruire l\u2019autonomia del sociale. Soprattutto in una terra come la Calabria, se riuscissimo a dare vita ad istituzioni dal basso, alternative allo schifo di classe politica che esprimiamo sotto ricatto, non vivremmo nel marciume in cui viviamo. Salute, istruzione, cultura, sport, consumi e tempo libero indipendenti e sganciati dai signori in giacca e cravatta che mandiamo a governarci. Di questo avremmo bisogno. \u00c8 un\u2019utopia. Ma esistono frammenti di questa utopia gi\u00e0 funzionanti. Bisognerebbe crederci di pi\u00f9.<\/h5>\n<h5>Lo stadio non pu\u00f2 essere considerato un luogo in cui fare propaganda. \u00c8 chiaro che sarebbe sbagliato entrare in curva e lasciare una parte di s\u00e9 all\u2019esterno. Per\u00f2 bisogna rispettare la curva e capire che \u00e8 un universo variegato, formato da persone diverse. E gi\u00e0 se poni questo quesito ad alcuni miei fratelli della ex Nuova Guardia, ti diranno che la pensano diversamente da me. \u00c8 naturale e condiviso da tutti, in ogni caso, che i nazisti non devono entrare in curva. Perch\u00e9 le loro non sono \u201cidee\u201d. Il neonazismo, e tutti i fenomeni ad esso ricollegabili, rappresentano una minaccia concreta ai pi\u00f9 deboli, alla vita, alla libert\u00e0 e alla dignit\u00e0 umana. \u00c8 un\u2019ideologia poliziesca. In quanto tale, \u00e8 il contrario della cultura ultr\u00e0 e di tutti i movimenti giovanili che si fondano sulla gioia di stare insieme.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Cosa rappresentavano i vostri stendardi? <\/strong><\/h5>\n<h5>Ne avevamo di tutti i tipi e le forme. Il pi\u00f9 grande misurava cinque metri per tre. Per issarlo, ci volevano quattro persone. Raffigurava la bandiera scozzese. Avevamo il mito degli Scozzesi perch\u00e9 sono da sempre i supporters pi\u00f9 affascinanti del mondo.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Cosa pensate del modello inglese?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>\u00c8 un sistema di polizia inventato per asportare la violenza dagli stadi e trasferirla in luoghi appartati. Una forma di carcerazione di massa! Comunque meno delirante del sistema all\u2019italiana, che prende a prestito i lati negativi del modello anglosassone e li unisce alla tradizione brutale delle \u201cnostre\u201d forze dell\u2019ordine.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>In che modo pensate di poter stare pi\u00f9 vicini ai fratelli di curva?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Oggi il nostro gruppo non esiste pi\u00f9. Quei pochi che andiamo ancora allo stadio, amiamo mescolarci a tutti i gruppi, fare amicizia con le nuove generazioni, soprattutto con i ragazzi provenienti dai centri della provincia, che sono dotati di passione, simpatia ed emanano una formidabile umanit\u00e0.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>In che modo operate nel sociale?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Ciascuno come pu\u00f2, secondo le proprie attitudini ed affinit\u00e0. Io mi occupo di editoria, formazione e comunicazione dal basso. La politica e il sociale, se concepiti nella loro dimensione umana, si possono praticare difendendo la terra in cui viviamo dall\u2019aggressione delle multinazionali e delle mafie che avvelenano l\u2019aria con discariche, elettrodotti, megacentri commerciali e cemento selvaggio. Oggi essere ultr\u00e0 significa anche tutelare i luoghi in cui viviamo. E non \u00e8 casuale che tanti ultr\u00e0 abbiano partecipato alle mobilitazioni di Genova nel 2001 contro il G8, in Val di Susa per fermare l\u2019alta velocit\u00e0, a Chiaiano per non aprire la discarica, in Basilicata contro le scorie nucleari e a Vicenza contro la base Nato.<\/h5>\n<h5>A Cosenza, nel corso del tempo, l\u2019intervento nel sociale non \u00e8 mancato. Penso agli spazi autogestiti, al cenacolo francescano, al pranzo di Natale con i poveri, alla manifestazione a favore dei profughi curdi, alle campagne contro l&#8217;eroina in curva o alle recenti iniziative in solidariet\u00e0 ai detenuti o alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. Tutto questo significa \u201cessere ultr\u00e0 sette giorni su sette\u201d.<\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5><strong>Tornelli e biglietto nominale?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Sono strumenti previsti dalle leggi speciali emanate dai governi di centrosinistra e centrodestra. Si tratta di norme d\u2019emergenza che aboliscono ogni forma di diritto. Servono a giustificare tutti gli abusi di potere a margine delle partite di calcio, ma anche durante la settimana, in occasione di manifestazioni di conflitto sociale. Ecco perch\u00e9 bisognerebbe evitare di prestare il fianco a provocazioni. In Italia, nei decenni passati, sono stati repressi e soffocati nel sangue movimenti sociali ben pi\u00f9 articolati, motivati e forti degli ultr\u00e0. Migliaia di persone incarcerate e costrette all\u2019esilio. E quelli lottavano per una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Oggi lo Stato non esita a schiacciare gli ultr\u00e0, perch\u00e9 non fanno pi\u00f9 comodo allo Spettacolo. Questa situazione di inasprimento si verifica perlomeno dalla fine degli anni novanta del secolo scorso. Bisogna spiegare questo fatto ai ragazzi che si avvicinano oggi al mondo ultr\u00e0. Non si tratta di rinnegare il passato, ma soltanto di capire che le cose cambiano. La polizia spara e arresta. \u00c8 assurdo perdere la vita, la salute e la libert\u00e0 in un teatrino allestito dagli impresari della settima industria italiana. Un teatrino dal quale ci stanno scacciando via!<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Cosa vorreste insegnare ai ragazzi che approdano in curva definendosi ultr\u00e0?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Da insegnare avremmo poco. C\u2019\u00e8 sempre qualcosa da capire e imparare ascoltando i linguaggi delle nuove generazioni. Certamente, bisogna trasmettere le ragioni per le quali in passato si diventava ultr\u00e0: l\u2019amore per la propria citt\u00e0, la voglia di essere Altri, il gusto di divertirsi insieme a persone di diversi quartieri. La violenza, lo scontro, la rissa, erano solo delle eventualit\u00e0 da mettere in conto. Ci potevano pure stare. E guai a tirarsi indietro. Ma non erano tutto.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>In trasferta partivate tutto il gruppo?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>S\u00ec, quasi, ma non eravamo in tanti.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Calcio moderno e pay tv?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>\u00c8 la faccia assunta dall\u2019industria del football nell\u2019era della globalizzazione neoliberista. C\u2019\u00e8 un vecchio film, \u201cRollerball\u201d, che meglio di qualsiasi altra metafora, \u00e8 sempre utile per capire che cosa \u00e8 diventato il calcio.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Come ha vissuto il gruppo gli anni della B?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>I primi anni sono stati meravigliosi. Poi, un\u2019agonia. Perch\u00e9 da quando il Cosenza non fu pi\u00f9 un bene comune e da quando venne meno persino la speranza di salire in serie A, il San Vito si svuot\u00f2. E per un ultr\u00e0, uno stadio senza tifosi \u00e8 come un cielo senza stelle. Non conta se giochi in terza categoria o in Champions League. Ti deprimi.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Padre Fedele ha avuto un ruolo importante per la storia del calcio cosentino ed \u00e8 stato privato anche dello stadio&#8230;<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Su Padre Fedele ho scritto e detto tantissime cose. Le rivendico tutte. \u00c8 un uomo con i suoi pregi e difetti. Non \u00e8 un santo. Non \u00e8 un demonio. Non \u00e8 uno stupratore. Ha realizzato opere sociali importanti. Anche a me, come a lui, nella vita \u00e8 capitato di essere diffidato. Allo stadio, in politica, dai giornali, negli aeroporti! Padre Fedele \u00e8 un \u201cwarning\u201d, come me. Mi limito solo ad augurargli un futuro sereno. A lui, a Marcello Spadafora, ai miei fratelli di curva che assistono ogni domenica alla partita dalla collinetta, agli immigrati diffidati dall\u2019essere cittadini europei, alle persone private della libert\u00e0 e a tutti i diffidati del mondo.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Una retrocessione dolorosa e difficile. Il gruppo come si \u00e8 comportato?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>La tifoseria ha resistito. E non \u00e8 poco.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Il primo anno dopo la retrocessione nascono due \u201cCosenza\u201d. Quale avete sostenuto? E perch\u00e9?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>Posso parlare della mia scelta. Perch\u00e9 la Nuova Guardia all\u2019epoca era gi\u00e0 sciolta da quasi 15 anni. Quell\u2019anno allo stadio non sono andato. Ho solo partecipato al corteo di protesta. In me ha prevalso l\u2019orgoglio. Una tifoseria come la nostra non poteva scendere ai livelli di una \u201cstracittadina\u201d. \u00c8 naturale il mio rispetto nei confronti di chi decise di andare allo stadio, da una parte e dall\u2019altra.<\/h5>\n<h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Perch\u00e9 la decisione di sciogliere il gruppo?<\/strong><\/h5>\n<h5><\/h5>\n<h5>La Nuova Guardia si sciolse all\u2019inizio degli anni novanta. Lo scioglimento fu un evento spontaneo, ma al tempo stesso il risultato di fatti e riflessioni importanti.\u00a0 Anzitutto, le diffide che ci colpirono dopo il derby con la Reggina. La Digos ci diffid\u00f2 quasi tutti. Devi pensare che all\u2019epoca non c\u2019era tutto il circuito di solidariet\u00e0 che si attiva oggi quando la polizia diffida qualcuno. Anzi, in curva c\u2019era pure chi era contento perch\u00e9 finalmente ci avevano tolto dai c&#8230; E poi forte fu per noi la volont\u00e0 di passare a una militanza sociale di strada che diversamente, se cio\u00e8 iniziative come l\u2019occupazione del Centro Sociale Autogestito fossero state ancora associate al logo NG, avrebbe finito per creare equivoci in curva. Abbiamo preferito adottare la scelta di non diventare \u201cistituzione\u201d ultras. Per una serie di motivi. Perch\u00e9 se diciamo di essere in conflitto con le istituzioni, poi non possiamo diventarlo o, peggio, comportarci come loro o come i partiti politici. Siamo consapevoli che in natura, come nelle relazioni umane, niente \u00e8 \u201cper sempre\u201d. Le esperienze sociali sono destinate a nascere, crescere e morire, cambiare forme e linguaggi, obiettivi e strumenti. Non possiamo rischiare che qualcuno erediti i simboli e le realt\u00e0 sociali che creiamo, per poi snaturarle a suo piacimento e quindi trarne profitto. Infine, non si pu\u00f2 pensare di essere eterni come Dio, Berlusconi, il Papa, Emilio Fede e la Coca Cola. Sai che rottura di p&#8230; Meglio la morte, meglio lo scioglimento!<\/h5>\n<h5>Nuova Guardia sopravvive nei matti, negli invisibili, nei bambini, negli ultr\u00e0, nei ribelli e negli artisti di questa citt\u00e0. Ti pare poco?<\/h5>\n<h5>Anna Zupi<\/h5>\n<h5>Cosenza Sport 27 aprile 2009<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ng.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1401\" src=\"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ng.jpg\" alt=\"ng\" width=\"306\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ng.jpg 306w, https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ng-300x220.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(intervista rilasciata ad Anna Zupi) Quando si \u00e8 creato il gruppo e perch\u00e9? 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