{"id":960,"date":"2010-02-27T02:37:58","date_gmt":"2010-02-27T01:37:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=960"},"modified":"2015-06-27T02:43:14","modified_gmt":"2015-06-27T00:43:14","slug":"tra-maroni-e-la-ndrangheta-limbarazzo-della-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inviatodanessuno.it\/?p=960","title":{"rendered":"Tra Maroni e la \u2018ndrangheta? L\u2019imbarazzo della scelta!"},"content":{"rendered":"<h5>Con arroganza sabauda, il ministro Maroni e la banda Berlusconi sono passati da Reggio. Non hanno speso n\u00e9 un secondo n\u00e9 una parola su questioni serie come la mancanza di reddito, la devastazione ambientale di questa terra, le tante possibili \u201cRosarno\u201d di Calabria.<\/h5>\n<h5>Maroni e la \u2018ndrangheta hanno tanto in comune. Entrambi infatti si alimentano della mancata soluzione di problematiche storiche come l\u2019assenza di prospettive, diritti, servizi ed istruzione. Lui, l\u2019antimafia e la cosiddetta societ\u00e0 civile sostengono di voler combattere la loro infinita crociata contro la criminalit\u00e0. \u00c8 un\u2019apparente missione salvifica che finisce invero per proteggere gli interessi parassitari della \u201cprenditoria\u201d calabrese e della locale classe politica!<\/h5>\n<h5>Una persona che non abiti i nostri luoghi, se volesse comprendere la reale natura del fenomeno mafioso, dovrebbe pensare al ruolo della Lega nel nord. Antica la prima, moderna la seconda, controllano i rispettivi territori ed agiscono al servizio delle borghesie agrarie e urbane. Soprattutto, promuovono secessione materiale! Ed \u00e8 un fatto imbarazzante da accettare, ma sia alla Lega sia alla mafia aderiscono pure tanti giovani convinti cos\u00ec di ribellarsi al sistema.<\/h5>\n<h5>Lo Stato di Cavour e Maroni conosce bene questa storia, e del mito della \u2018ndrangheta ha fatto un utile spaventapasseri, un parafulmini. Distrae l\u2019attenzione generale dai mali veri di Calabria. Serve solo ad alimentare un apparato d\u2019ordine pubblico costosissimo! Qui si spendono soldi veri, espropriati alle intelligenze ed ai corpi meridionali. E dall\u2019inizio del 2010, c\u2019\u00e8 una novit\u00e0. Agitando questo mito, lo Stato sta deportando migliaia di migranti regolari. Cos\u00ec sono andati i fatti a Rosarno. S\u00ec, i giovani neri hanno avuto un gran coraggio nel ribellarsi. Un minuto dopo, per\u00f2, quando si sono resi conto di quanto fosse esteso ed innervato il nemico che avevano davanti, hanno giustamente preferito la fuga pur di salvare la pelle. Non si sono trovati di fronte picciotti con la lupara in mano, bens\u00ec professionisti, commercianti, imprenditori. Insomma, gente \u201cnormale\u201d che pur di difendere i propri affari plurisecolari sarebbe capace di commettere un genocidio. La \u2018ndrangheta c\u2019era pure, ma in un secondo momento. E c\u2019erano anche cacciatori di farfalle, collezionisti di francobolli e appassionati di auto d\u2019epoca! Le \u2018ndrine non hanno pilotato gli eventi. Non avrebbero avuto alcun interesse a richiamare in casa propria orde di giornalisti, sbirri e magistrati. Quella notte, in un attimo, i giovani neri hanno capito ci\u00f2 che noialtri nati quaggi\u00f9 sappiamo sin dall\u2019infanzia: la mafia \u00e8 tutto e niente. Il mafioso \u00e8 anzitutto l\u2019insospettabile signore della porta accanto. Che non imbraccia la lupara, non \u00e8 affiliato, non riscuote tangenti, non vende droga, non ha mai commesso reati. Per\u00f2 mafioso rimane. E non \u00e8 un problema solo calabrese. Le metropoli del nord sono piene di settentrionalissimi cittadini privi di qualsiasi dignit\u00e0 e sensibilit\u00e0 per il bene comune, impegnati a curare gli \u201cinteressi di famiglia\u201d, con ogni mezzo necessario.<\/h5>\n<h5>Quaggi\u00f9 certi fenomeni sono pi\u00f9 evidenti. Provate ad entrare in un comunissimo ufficio pubblico per il disbrigo della pi\u00f9 elementare delle pratiche burocratiche, senza che un Don vi abbia mandato. Provate a recarvi in ospedale senza la raccomandazione di un politico, un amico o una loggia massonica. Se non appartenete ancora alla \u2018ndrangheta, sar\u00e0 tale il vostro senso di impotenza, che correrete ad affiliarvi. La Calabria \u00e8 piena di giornalisti che fanno carriera scrivendo al servizio di qualche politico, \u201calternativi\u201d che consumano le droghe delle \u2018ndrine e frequentano le loro discoteche, padri di famiglia col cappello in mano che pur di \u201csistemare\u201d un figlio si mettono in fila davanti agli hotel dove si svolgono gli incontri con i candidati delle regionali. E poi ci sono postcomunisti e sedicenti Democratici che popolano i rispettivi partiti secondo logiche meschine, postfascisti che rovistano i quartieri infestati dalla mala a caccia di consensi e protezione, preti asserragliati nel confessionale, editori che succhiano il sangue di giovani aspiranti cronisti.<\/h5>\n<h5>Ah, s\u00ec, certo, poi tutti siamo \u201ccontro la mafia\u201d&#8230; a parole. Ed \u00e8 incredibile come la sinistra calabrese, ammesso che ne esista ancora una, si illuda di cambiare le cose limitandosi a parlarne, mandando comunicati ai giornali, oppure riponendo ogni fiducia nella paventata sostituzione dell\u2019attuale classe dirigente con un\u2019altra, magari pi\u00f9 efficiente nel depredare beni comuni e risorse pubbliche.<\/h5>\n<h5>In queste ore, chi sta in alto cerca di clonare i fatti di Rosarno, importandoli a Corigliano ed a Cosenza. \u00c8 un\u2019operazione che attrae consensi. Prossimo obiettivo, dunque, scacciare i rom! Ma non quelli storici, giunti qui nel \u2018900, che a modo loro si sono gi\u00e0 ribellati in passato, scegliendo in gran parte di diventare essi stessi \u2018ndranghetisti. Si sono fatti battezzare dalle \u2018ndrine pur di sfuggire ad un futuro di pidocchi, manovalanza criminale, topi ed emarginazione.<\/h5>\n<h5>I prossimi pogrom allora sono stati programmati contro le recenti comunit\u00e0 di rom rumeni giunte in Calabria dopo l\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea. Sono quelli che lavorano nei poderi della Sibaritide. Di solito vengono prima catturati dalla digos mentre all\u2019alba vanno a lavorare, poi portati nei lager di Crotone e Lamezia con l\u2019accusa di essere clandestini. La polizia ovviamente si guarda bene dal controllare i padroncini per i quali lavorano in cambio di una paga inferiore alle cifre rosarnesi. La stessa sorte toccata ai migranti scacciati da Corigliano aspetta adesso i circa 400 rom abitanti nel villaggio invisibile sul fiume Crati, a Cosenza. Per loro nessun vescovo invocher\u00e0 mai il vangelo. Il sindaco Perugini, la procura, la prefettura e il presidente della provincia Oliverio hanno gi\u00e0 contattato le ruspe per abbattere le baracche e sgomberare il campo. Entro l\u2019inizio di marzo procederanno. E con la scusa che non sanno dove metterli, solleveranno nuove paure. Insorgeranno gli abitanti dei comuni in cui annunceranno di volerli trasferire. Alla fine gli zingari saranno deportati. Perch\u00e9 nella testa della gente, i rom rimangono mali privati, cio\u00e8 il contrario di beni comuni. Gli zingari sono arnesi usa e getta per chi li sfrutta, chi se li porta a letto e per qualche missionario. Persino tra le persone che dicono d\u2019essere \u201cdi sinistra\u201d regna il pregiudizio: \u201ci rom sono buoni solo ad accattonare. Fanno prostituire i figli\u201d. Si dimentica quante volte tali frasi siano state proferite nei confronti dei migranti calabresi ed italiani del passato. E si fa finta di ignorare che le prime prostitute e gli accattoni siamo tutti noi che ogni giorno tiriamo fuori una lunga lingua fantozziana per elemosinare un salario e protezione. Ma si sa. Gli zingari sono sempre gli altri!<\/h5>\n<h5>Claudio Dionesalvi<\/h5>\n<h5>Appunti di Sopravvivenza<\/h5>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.ciroma.org\/\">www.ciroma.org<\/a>\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.terramara.it\/\">www.terramara.it<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0Febbraio 2010<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con arroganza sabauda, il ministro Maroni e la banda Berlusconi sono passati da Reggio. Non hanno speso n\u00e9 un secondo n\u00e9 una parola su questioni serie come la mancanza di reddito, la devastazione ambientale di questa terra, le tante possibili \u201cRosarno\u201d di Calabria. Maroni e la \u2018ndrangheta hanno tanto in comune. 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