Totonno esce dal mare bestemmiando. Stavolta non è riuscito a pescare neanche un polpo. È uno smacco per lui, da sempre abituato a riemergere trionfante con le braccia avvinghiate da tentacoli e spruzzi d’inchiostro, attorniato dai ragazzini che accorrono ad ammirare le piovre che si contorcono sulla spiaggia. Il suo pancione tradisce un fisico agilissimo, sagomato intorno a una cassa toracica a mongolfiera che gli permette di restare talmente a lungo in apnea da destare preoccupazione tra i bagnanti che temono sia annegato. Alle sue spalle, il battello pulitore della Regione draga il mare a pelo d’acqua, filtrando le deiezioni di torrenti esausti, depuratori intermittenti e scarichi abusivi.
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