Scuole e ospedali sono gli unici luoghi in cui ancora le persone devono sostare per lunghe fette di tempo della propria giornata, senza dover comprare e vendere niente. Possono solo scambiarsi cure, aiuto, ascolto, contenuti, sentimenti che non sempre sono di affetto, ma comunque sentimenti sono. E tali rimangono.
Da qualche anno, per effetto delle algoritmiche fluttuazioni e delle migrazioni del personale docente nel sistema scolastico, nella scuola di Lauropoli mi ritrovo affiancato da giovani colleghe bravissime. Con loro e insieme ai nostri alunni e alunne abbiamo deciso di costruire questo libro di storia autoprodotto. Esso può anche servire a colmare il vuoto di circa otto secoli, lasciato dalle Indicazioni Nazionali (D.M. 221/2025) in vigore dall’anno scolastico 2026/2027, che prevedono una nuova periodizzazione triennale della scuola media.
È ancora possibile, al di là delle enunciazioni di principio, creare relazione costruttiva all’interno degli istituti scolastici. Lo sarà finché le scuole rimarranno pubbliche e noi docenti non saremo sostituiti da macchine parlanti.
Le colleghe e io abbiamo incrociato nel nostro cammino l’intelligenza e la sensibilità di Francesco Maria Pezzulli, studioso calabro migrato a Roma, attivista nel porre in comune la conoscenza. Con un gruppo di suoi colleghi, Francesco ha creato un’impresa sociale che ha generato la piattaforma sapericondivisi. Insieme a tanti altri preziosissimi materiali didattici, essa ospita il nostro libro che essendo distribuito gratuitamente, in versione cartacea come in quella digitale, può anche essere utile ad abbattere i costi dei libri scolastici.
Buona lettura e buono studio.
Claudio Dionesalvi






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