A che cosa servono i nuovi ultras

(…) Savoia – Cosenza, ultras in trasferta
Diecimila agenti in servizio per ogni turno di campionato, 900 treni speciali nella stagione 1998-99 (poi aboliti dal ministero degli Interni), migliaia di pullman e di auto al seguito. Sono i numeri degli ultras in trasferta. Un serpentone che si muove da nord a sud. Ma anche da Cosenza a Torre Annunziata per un Savoia-Cosenza di serie B. Claudio c’era. Ecco il suo “viaggio”.
Alla partenza eravamo in centocinquanta: Brigate, Rebel Fans, nuovi Sconvolti… In stazione, ad aspettarci una ventina di sbirri: il capo della mobile, tre o quattro della Digos e una quindicina di polferini. Però non sono stati troppo pisciaturi (bastardi, Ndr), ci hanno detto: fatevi almeno qualche biglietto, che poi si chiude un occhio; alla fine qualche soldo è uscito e siamo partiti. Scene di panico, solito manicomio: a Salerno pietre e macchine sfondate. Un paio di ‘mbriachi sconcludenti hanno tirato pure pietrate a gente che non c’entrava nulla, meno male che non l’hanno presa. A Savoia sembrava di essere tornati in quei campi tipo Pozzuoli o Torre del Greco. Gli sbirri, per non farci passare in paese, ci hanno fatto scendere a Napoli. Poi tutti in corteo con i soliti cori: “pipe ai vecchi, acidi ai bambini, nuclei sconvolti clandestini”. Sbirri tantissimi, ci hanno fatto stare davanti all’ingresso dello stadio in uno spazio di pochi metri, mentre mangiavamo i panini, poi hanno iniziato a pressarci per farci entrare, però volevano 25 mila lire e noi abbiamo detto di no. Allora abbiamo raggiunto un accordo: con un biglietto due persone, ma ci hanno fatto entrare solo una decina di minuti dopo l’inizio della partita, giusto in tempo di vedere Tatti fare due gol paurosi. Il tifo del Savoia? Classica tifoseria campana, ti rompe i coglioni dal primo minuto e pressa l’arbitro: sul 2-2 gli è arrivata una monetina nell’occhio a Pillino, per poco non glielo cacciava, poi quando siamo usciti ci hanno fatto una piccola sassaiola, ma tutto a posto. Sul treno ancora risate. In Basilicata qualcuno ha sfottuto i carbi (carabinieri, Ndr), così uno di loro è salito sul treno – mitra in mano – e si sono presi due ragazzi che non avevano fatto nulla. Noi siamo scesi e ce li siamo ripresi, all’inizio i carbi volevano chiamare rinforzi ma poi gli sbirri di Cosenza hanno mediato e siamo arrivati in città che era mezzanotte, e pensa che quelli che sono andati in macchina alle otto erano già a casa. Ora hanno stabilito che chi decide di seguire la squadra in trasferta dovrà “accattare” il biglietto nella propria città. Non ci vogliono fare partire più, ma tanto noi partiamo lo stesso, ormai sono sedici anni di Nuclei Sconvolti…jamu lupi, via LUPI via! (Claudio, Cosenza) (…)
Michele Cantoni e Marco Mathieu
GQ,

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