Minacce a Morrone

Il termometro è sceso in città nella notte tra lunedì e martedì. La temperatura si è mantenuta elevata solo nella centrale via Piave. Più precisamente, faceva molto caldo nei pressi dell’ufficio servizi sociali del Comune. Una telefonata anonima, pervenuta ieri alla nostra redazione, ha raccontato un episodio che però è stato smentito da polizia e carabinieri. «Andate in via Piave – ha detto una voce neutra, senza inflessione dialettale – e chiedete cos’è successo ieri notte. La Questura ha già provveduto a coprire tutto. Ma la verità è che durante la notte qualcuno ha sparato tre colpi di pistola contro il portone dei servizi sociali. Qualcuno stanco di subire. Se provate a passare da quelle parti, troverete una lettera che spiega tutto». Alla nostra richiesta di spiegazioni, il misterioso interlocutore ha risposto interrompendo la comunicazione. Interpellati telefonicamente i responsabili del settore attività sociali e culturali, la notizia non ha trovato conferma. «Non abbiamo notato nulla di strano – ha detto un’impiegata dell’ufficio di via Piave –. L’unica cosa che ci ha insospettito è stata una telefonata anonima verso mezzogiorno. Parlavano con noi, ma si riferivano all’assessore Morrone. Hanno detto di guardare sulle scale, perché avremmo trovato una cosa interessante. Abbiamo dato un’occhiata, ma non abbiamo notato nulla di strano». E invece, in mezzo alle macchine parcheggiate nei pressi dell’ufficio qualcosa c’era. Due lettere identiche nel significato e nella forma. Questo il messaggio: «Morrone infame, che calpesti quotidianamente i bisogni e i diritti dei più deboli, i prossimi saranno direttamente per te». Nessuna traccia di bossoli, il segnale è inquietante, perché ricorda le circostanze dell’attentato all’avvocato Savastano, avvenuto la scorsa estate a Casali. Un messaggio chiaro: a Cosenza il disagio sociale che si annida nei quartieri può diventare aggressivo.
Claudio Dionesalvi
Il Domani, 8 luglio 1998

 

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